Alteisen Super Robot Chogokin

Alteisen Super Robot Chogokin by PaoloMK2

Puntuale come un orologio svizzero ecco arrivare sul mercato il nuovo Super Robot Chogokin 03 Alteisen, personaggio figlio della fortunata serie videoludica Super Robot War. Come già saprete questa nuova linea Bandai è caratterizzata da dimensioni contenute, elevata posabilità ed una spruzzata di effetti coreografici, questo senza dubbio è il mix sul quale la casa nipponica basa la fortuna di questa nuova serie di mini chogokin.

Potevamo noi di Japanrobot  mancare al terzo appuntamento? Sicuramente no, quindi ecco a voi la recensione del Super Robot Chogokin 03 Alteisen.

La scatola…
Come per le due precedenti uscite confezione molto contenuta nelle dimensioni, 17 x 19,5 centimetri le misure d’ingombro, sulla parte frontale c’è una bella foto in posa dinamica del modellino, sul retro quattro immagini dove vengono mostrati gli accessori e le funzioni dell’Alteisen. All’interno solito blister in plastica trasparente, nella parte centrale troviamo alloggiato il modello, mentre di lato trovano spazio i pochi accessori in dotazione. Un paio di mani aperte, due effetti speciali in gomma rigida e l’aggancio da montare sullo stand di sostegno Tamashii Stage 5 venduto separatamente, chiude il contenuto un foglietto con le istruzioni.i

Il Modello…
Veniamo ora alla descrizione vera e propria del nostro Alteisen, il modello è alto 16,5 centimetri, misura presa alla punta delle spalle, ha un peso di 250 grammi, direi non male per un gokin di questa altezza. La verniciatura è ottima e non presenta punti di sbavatura in nessuna delle parti, da segnalare però il solito problemino della diversità di tono fra le parti in metallo e quelle in plastica, anche se qui devo ammettere che si nota un po’ meno rispetto all’Ideon. Faccio questo paragone per via del colore, difatti anche l’Alteisen è quasi completamente rosso proprio come l’imponente Ideon della serie SOC. Il nostro SRC 03 è composto da plastica, metallo e qualche particolare in gomma rigida e a mio modo di vedere il tutto è stato ben distribuito nella costituzione del modellino. La parte bassa delle gambe, diciamo i polpacci per capirci, sono completamente in metallo ad esclusione della punta che copre l’articolazione del ginocchio, il resto della composizione die-cast trova allogiamento in diverse parti del frame interno al Mecha. Vediamo la loro collocazione, l’interno del piede e parte dello snodo sono appunto costruite con il “nobile” materiale, gli snodi sferici all’altezza del bacino e quelli che donano il movimento alle spalle. Il resto del corpo è in plastica ottimamente rifinita, mentre in gomma troviamo le mani ed i due effetti speciali da montare sul personaggio. Cominciando a “giocare” con l’Alteisen scopriamo ancora una volta quanto sia vero il famoso detto “nella botte piccola c’è il vino buono”, Bandai ha dotato il piccolo SRC 03 di mobilità davvero strabiliante nonostante il design un po’ ingombrante del personaggio, ma procediamo con ordine. La testa ha un discreto raggio d’azione, i movimenti però sono limitati a causa delle grandi “orecchie” a punta che vanno a toccare le spalle quando la parte viene mossa a destra o sinistra, ma questo non è l’unico motivo, da un’attenta analisi scopriamo che anche la conformazione del volto frena il posizionamento di tutta la testa. Su di essa trova sede anche un’arma, HEAT HORN, una grande lama che si surriscalda e mediante oscillazione taglia il malcapitato di turno. Per simulare l’incandescenza ecco arrivare il primo special effect in dotazione che va semplicemente infilato sopra alla suddetta parte. Le Grandi spalle hanno un vano apribile con due elementi sovrapposti, una volta aperti mostrano l’alloggiamento da dove vengono lanciate le SQUARE CLAYMORE, cuscinetti in titanio ad alta velocità di perforazione, 10 per ogni compartimento. Nella parte posteriore delle spalle troviamo due grandi alettoni direzionali che possono essere mossi indipendentemente l’uno dall’altro, mentre l’intera parte che costituisce la spalla può essere singolarmente orientata rispetto al movimento del braccio, infatti bandai ha inserito uno snodo che permette l’apertura o la chiusura a seconda della posizione fatta assumere all’intero arto. Il braccio può ruotare di 360 gradi ed essere piegato al gomito completamente in modo da sovrapporre le due parti, ottima anche la mobilità del pugno che è libero di ruotare in qualsiasi direzione si voglia. Sulle braccia dell’Alteisen sono montate due armi, sul destro troviamo il REVOLVING STAKE, una lunga punta di metallo rinforzata corredata di tamburo  a 6 proiettili realmente estraibile, sulla punta di ferro può essere alloggiato il secondoeffetto speciale in corredo, questo simula l’impatto dell’arma contro il corpo del nemico. Sul braccio sinistro c’è il TRI-BARREL MACHINE CANNON, triplo cannone che spara proiettili di grosso calibro dall’impatto devastante contro i nemici. Il busto del modello può essere inclinato in qualsiasi modo grazie ad uno snodo nascosto al suo interno, oltre alla rotazione può essere allungato verso l’alto, in questo modo tutto il busto può essere inclinato maggiormente concedendo pose ancor più dinamiche all’Alteisen, per finire nella parte posteriore troviamo il Get Pack con 4 motori orientabili singolarmente in qualunque direzione. Le gambe godono di grandissima apertura, attenzione però alle coperture sui fianchi e a quelle frontali, consiglio caldamente di alzarle e poi effettuare il movimento, questo perché i pannelli potrebbero graffiare la verniciatura irrimediabilmente dato che sono a stretto contatto sulle parti. I femori posso ruotare, l’articolazione del ginocchio permette di arretrare completamente la gamba anche oltre i 90 gradi. Questo snodo in posizione normale sparisce all’interno della parte inferiore della gamba, risale poi gradualmente quando si compie il piegamento per dare la posa al modello. Ciò che permette all’Alteisen di tenere sempre i piedi ben piantati sulla superfice di appoggio è il bellissimo snodo inserito fra caviglia ed interno piede, questa articolazione può essere estratta e portata in avanti in modo da poter adattare l’arto e la caviglia alla posa scelta consentendo appunto al modello di mantenere a terra la pianta del piede. Da notare che i piedi del Mecha hanno l’ulteriore possibilità di piegare la punta verso il basso consentendo all’Alteisen di essere adattato anche a superfici sconnesse, ripeto il consiglio che ho dato in precedenza, alzate le coperture nere prima di muovere il piede, lo sfregamento graffierebbe sicuramente la verniciatura. Piccola nota per quanto riguarda lo stand venduto separatamente, come ho scritto all’inizio, nella confezione è presente l’aggancio per gli stand espositivi Tamashii Stage 5, l’uso di questi piccoli espositori aumenta ulteriormente l’effetto scenico del prodotto dando la possibilità all’acquirente di riprodurre pose dinamiche in volo oltre che offrire un valido sostegno per il modellino.
Concludendo…
La definizione data dal mio amico Stefano, Action Gokin, racchiude sicuramente tutta l’essenza di questi prodotti, elevata posabilità in dimensioni ridotte con parti in metallo. Con questo terzo modello la linea Super Robot Chogokin spazza via definitivamente il paragone fatto inizialmente con i prodotti Revoltech di Kayodo, pur essendo ben fatti rimangono molto lontani dal livello realizzativo della nuova serie Bandai, l’unica nota stonata è la totale assenza di snodi a scatto, ma ovviamente non si può pretendere tutto e certamente questo dettaglio non fa peggiorare il mio giudizio più che positivo su questi modellini. E’ ovvio che alla Bandai hanno pianificato in modo perfetto l’uscita di questa nuova linea di gokin, rendendola molto appetibile sia per i prezzi contenuti che per la realizzazione di alcuni nuovi personaggi mai visti prima, lo slogan al lancio recitava……”sono più piccoli e ne potrai collezionare di più”……mi sa che oltre ai giapponesi questo slogan colpirà inevitabilmente anche molti di noi! Un caloroso saluto a tutti gli amici di Japanrobot, continuate a seguirci numerosi!

PaoloMK2 (SHIN)
(le foto sono state realizate dall’autore dell’articolo)

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