Bandai e prezzi

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Caro chogokin ti scrivo. Bandai ladra?
Premessa: i prezzi di riferimento sono quelli di listino in yen (la situazione italiana è troppo disomogenea per essere presa in esame) senza iva giapponese (perché teoricamente non dovrebbe venire applicata a chi compra dall’estero, che paga invece le tasse doganali).
Poi tenete conto che nei recenti anni ci sono stati sbalzi di cambio non indifferenti, per cui meglio attenersi alla situazione giapponese. In questi ultimi mesi si è parlato molto di come i prezzi dei nostri modellini siano aumentati impennandosi, indicando come pietra dello scandalo il Golion/Voltron di Bandai venduto a 30000 yen. L’innalzamento è innegabile, ma la linea Soul of Chogokin è stata in realtà in continuo aumento fin dalla sua nascita. Ovviamente tali prezzi vanno divisi per categorie, perché gokin semplici come le lady robot venivano 3500 yen, mentre il GX-04S Grendizer (il set completo) costava già alla sua uscita nel 2002 19800 yen. Anche il Dancouga riportava la stessa cifra, solo che da noi il Grendizer lo volevano tutti senza badare a spese, mentre il Dancouga era un illustre sconosciuto. Fra i due però c’è da sottolineare che il Dancouga fu anche il primo trasformabile con una ingegnerizzazione non di poco conto. Poi venne lo Zambot a 17800, che seppur apprezzabile viene ricordato per la sua nulla posabilità delle gambe. Per ritrovare un altro componibile di una certa misura bisogna arrivare al 2006 e al Voltes V a 15800 yen, quindi il Gunbuster coi suoi 18000 (da molti ignorato). Nel 2007 parte la prima mina: l’Ideon a 22000 yen (ancora oggi forse il SoC più alto di tutti). La soglia dei 20000 era ormai stata superata, ma da un lato c’erano ancora prezzi diversificati per i robot di una certa stazza. Inoltre l’Ideon in Italia era conosciuto solo da pochi appassionati. Nel 2008 fu il turno del God Mars a 23000. Nel 2009 arrivò la botta del Dygenguar & Außenseiter a 28000, ma dopotutto si trattava di due robot. Però se ci pensate, 14000 l’uno non era certo poco. Quello che è certo invece è che con quest’uscita Bandai compì un nuovo balzo in avanti nella progettazione, stupendo molti appassionati del settore. Poi col Daitarn si tornò a 19800 yen, una cifra che ormai sembrava uno standard. Quindi tra il 2011 e il 2012 lo standard cambiò: 25000 per la Corazzata Andromeda, 22000 yen per il Daltanious, 23000 per God Sigma e Daioja. Nel 2014 26000 yen per la Corazzata Yamato 2199, 25000 per il Tryder G7, 23000 per il recolor del Daitarn. Quindi l’anno si concluse con i 28000 per la piratesca Arcadia. Da segnalare nel 2015 il Voltes 40th color a 23000 yen. Arrivare nel 2017 a 30000 per il Golion e nel 2018 alla stessa cifra per il Daijujin era prevedibile. A parte alcuni periodi di stasi i prezzi sono sempre aumentati. Con questo articolo non si intende giustificare nulla, anche perché entrerebbero in campo fattori su cui abbiamo poche informazioni. Di sicuro però la Cara Bandai tiene sotto controllo la situazione, dato che propone spesso ai suoi clienti nazionali sondaggi che contemplano anche giudizi sui prezzi. Però se alla fine dei conti il Golion va in sold out mondiale, qualcosa significherà. Ovviamente fra le ditte produttrici di chogokin Bandai è quella più grande, ma negli anni ha sempre avuto qualche concorrente più o meno valido e competitivo. In questo articolo si voleva sottolineare che l’aumento non dovrebbere sorprendere più di tanto. Comunque l’arma migliore dei collezionisti rimane una sola: non comprare modelli che si ritenga abbiano prezzi ingiustificati. Ma questa è una decisione personale. Per molti il Golion vale quello che costa, per altri no. E gli altri produttori stanno a guardare? Direi di no, in molti sensi (ahinoi). Ma questo sarà l’argomento del prossimo editoriale.

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