Gurren Lagann – Great Impact Model

Gurren Lagann Great Impact Model by Mazingetter

La prima metà del 2008 ci ha regalato il primo toy diecast prodotto da Konami, ditta solitamente specializzata nella produzione di videogames, candy toys ed action figures. Il soggetto che è stato scelto per inaugurare quella che ci auguriamo possa essere una nuova e florida serie di modelli in metallo affiancabili a quelli già presenti nelle collezioni di tutti gli appassionati, è il Gurren Lagann, mecha principale dell’anime in 27 episodi Tengen Toppa Gurren Lagann, prodotto dallo studio Gainax e trasmesso nel 2007, serie di enorme successo tanto da venir considerata da alcuni come la migliore degli ultimi 10-15 anni.Nella produzione del modello, Konami si è avvalsa della collaborazione di Max Factory, e questo non è evidente,ma persino più che palese per tutti coloro che abbiano un minimo di dimestichezza con questo hobby, sin dal primo momento in cui si prende in mano la scatola e la si apre…

E con queste premesse andiamo a cominciare.
La scatola
Bella, grande, piena di foto ed accattivante. Il modello si presenta subito bene. La scatola è molto grossa, con dimensioni di 45 x 35 x 10 cm. Il colore di fondo è un rosso acceso che in parte riprende la colorazione del modello. Sia sul coperchio che posteriormente è abbondantemente illustrata da numerose foto che evidenziano il grado di posabilità del toy (a giudicare da queste apparentemente notevole, comincio a leccarmi i baffi!) e gli accessori associati oltre al display stand. Uhm, queste dimensioni e questo design cominciano a ricordarmi vagamente un certo Godannar, ma andiamo avanti…
Il contenuto
Apro la scatola ed i miei sospetti divengono certezze: il coperchio in polistirolo è esattamente uguale a quello che ritrovavamo aprendo le confezioni dei vari Max Gohkin Genesic Gaogaigar, Mazinkaiser e Godannar, essendo dotato di un analogo alloggiamento centrale all’interno del quale, chiuso ermeticamente nella sua bustina in plastica, si trova adagiato il libretto di istruzioni. Quest’ultimo è molto carino, dopo le prime pagine caratterizzate da alcuni screenshots presi dalla serie e dalla descrizione dei due principali protagonisti, Kamina e Simon, nella seconda metà abbiamo le istruzioni vere e proprie, giusto 4 paginette (anch’esse, come grafica,in stile Max Factory) anche perchè effettivamente non è che poi ci sia quel gran bisogno di chissà quali indicazioni. Passiamo all’apertura del coperchio: la prima sensazione, una volta visualizzato il contenuto è tale da farmi porre una domanda: ma c’era davvero bisogno di una confezione tanto grande? L’impressione è che con lo spazio ci siano voluti stare larghi perchè con l’ausilio di blister vari credo che sarebbe stata tranquillamente sufficiente una scatola più piccola, anche in questo caso siamo in linea con la tradizione Max Factory (le scatole dei 3 Max Gohkin sono tra le più ingombranti che ho, e di modelli ne possiedo non pochi……..). Nel grande contenitore in polistirolo fanno bella mostra di se:
– Il robot, adagiato all’interno dell’alloggiamento principale
– la basetta espositiva (molto simile a quella del Godannar) e, al di sotto, tre bracci applicabili su di essa a seconda della modalità espositiva scelta
– le ali
– due blisters con coperchio in plastica trasparente alloggiati uno sopra l’altro e contenenti:
1) un paio di mani aperte, un paio di mani semiaperte ad artiglio, un paio di mani per l’impugnatura dei boomerang, una mano sinistra col dito indice sollevato, la trivella applicabile sulla fronte del robot e 7 paia di trivelle applicabili sulla schiena, sulla parte alta degli avambracci, sul bacino e sulle cosce.
2) due paia di adattatori per l’applicazione delle trivelle sulle estremità distali degli avambracci, le due paia di trivelle corrispondenti e 7 paia di trivelle più corte e spesse da applicarsi sui piedi, sulle spalle e sulle ginocchia
– gli occhiali applicabili sul petto del robot, due paia di occhiali più grandi utilizzabili come boomerang (da far impugnare al robot con le mani corrispondenti), la pinna centrale applicabile sullo scrander, tutti alloggiati al di sotto dei due suddetti blisters
– la core drill, fedele riproduzione della chiave che Simon usa per attivare il robot nell’anime
– l’alloggiamento in plastica per la core drill stessa
– un simpatico porta-trivelle ove alloggiare queste ultime quando non sono montate sul robot che ricorda nell’aspetto i mecha tipici dell’anime
Un piccolo appunto: c’è un errore nelle indicazioni del libretto relativamente alle trivelle. Essendo presenti 4 diversi (per lunghezza e spessore) tipi di trivelle queste sono state differenziate in 4 gruppi: A, B, C e D.Nel libretto le trivelle del gruppo B e del gruppo D sono invertite rispetto alle lettere riportate sui blister,difetto veniale, anche perchè il numero delle trivelle dei due gruppi è diverso e si capisce subito l’errore,che peraltro ho voluto riportare solo come curiosità.
Il modello
Avendolo ricevuto a distanza di diversi mesi dalla sua uscita in parte conoscevo già pregi e difetti del toy,giuntimi all’orecchio o dai vari forum del settore o da amici che già lo avevano. Premesso ciò, è stata grande la mia sorpresa quando estraendolo dalla confezione ho constatato con piacere come non fosse così leggerino come in molti sono andati dicendo in questi mesi. Il buon Gurren Lagann non sarà certo un blocco di metallo ma 445 grammi a trivelle, occhiali ed ali montati non mi sembrano poi da buttare via, anche perchè parliamo di un oggetto alto 19 cm. La dovizia di particolari dei dettagli è encomiabile, anche i dettagli del volto sono estremamente ben curati e precisi, come documentano le foto. La verniciatura è assai buona, ben distribuita e senza sbavature. Anch’essa ricorda molto quella di altri modelli MF. L’unico appunto che magari si può fare è forse legato alla delicatezza di quest’ultima, che sembra sia stata distribuita forse in strato leggermente troppo sottile. Più di una persona si è lamentata di intaccature della verniciatura a livello del punto di applicazione degli occhiali sul petto. Io non ho avuto problemi in tal senso ma credo che se dovessi ripetere tale manovra a lungo andare anche il mio esemplare ne risentirebbe inevitabilmente. Quindi il consiglio è quello di montare gli occhiali e rimuoverli il meno possibile. Alcuni accorgimenti tecnici, che ho apprezzato moltissimo e che fanno aumentare il mio personalissimo voto a questo modello, hanno permesso di concepire articolazioni che, oltre a garantire posabilità, hanno la contemporanea funzionalità di preservare proprio la verniciatura, sto parlando dell’avambraccio parzialmente estraibile allo scopo di dare una maggior flessione sul braccio e nel contempo impedire di intaccare la verniciatura del braccio stesso o della caviglia, la cui articolazione è anch’essa estraibile così da inclinarsi maggiormente e contemporaneamente evitare il contatto del piede con la gamba e il conseguente rischio di deterioramento della vernice. Altre soluzioni tecniche sono poi diretta eredità del lavoro già svolto sul Godannar, sto parlando nella fattispecie degli sportellini mobili sulla parte alta della superficie posteriore della gamba i quali, rientrando con la flessione del ginocchio, permettono una maggiore escursione dell’articolazione garantendo la possibilità di pose “estreme”. In effetti la posabilità del modello, pur trattandosi di un diecast, ha ben poco da invidiare ai tanto decantati Revoltech in plastica. Il Gurren Lagann può tranquillamente stare in ginocchio, seduto, o addirittura in equilibrio su di una sola gamba. In fatto di posabilità,per chi ama “giocare” con i propri modelli, non si potrebbe chiedere di più e questo è un altro importante punto che il modello segna a suo favore nella valutazione complessiva. Unico aspetto a cui si deve porre particolare attenzione nel modificare le pose sono i copri-coscia laterali di colore giallo. Questi sono agganciati tramite piccoli perni snodati in plastica a punti di ancoraggio localizzati all’interno del bacino e spesso nel riprodurre le pose più estreme si staccano spontaneamente, il mio timore è che se non si fa attenzione in questi casi si possa rischiare la rottura dei perni stessi. Il mio consiglio è che, soprattutto se si vogliano conferire pose tali da richiedere ampie escursioni dell’articolazione dell’anca sia preferibile sganciare prima i copri-coscia per poi riapplicarli una volta praticato il movimento voluto. L’ampia mobilità del modello è peraltro favorita dalla presenza a livello del tronco,di più di una parte mobile come i mutandoni rossi che sia anteriormente che posteriormente sono mobili ed ancorati al corpo con braccia meccaniche snodate, o come la mandibola del volto che forma il corpo centrale del robot che si può tranquillamente abbassare ad aprire la bocca evidenziando internamente il cockpit occupato nel cartone da Kamina. Gli scudi sulle braccia, in plastica, sono ovviamente mobili e ruotabili a piacere, così da non vincolare in alcun modo le escursioni degli arti superiori. Anche la testa ha un’ottima mobilità, sia in senso laterale che verso l’alto. Nel caso in cui si decida di montare le trivelle, anch’esse in plastica (cosa che personalmente ho voluto fare dal momento che a mio avviso fa guadagnare al Gurren molti punti), occhio ai movimenti, sono molto appuntite e temo che lo spostamento incauto di qualche segmento, portando qualche punta a sfregare contro la vernice, possa rischiare di graffiare quest’ultima. Quali sono le parti in metallo del modello? Diciamo per semplificare le cose che, fatta eccezione per piedi e testa, più o meno tutte le restanti parti rosse sono diecast mentre le parti grigie fatta eccezione per le spalle sono in plastica. Le ali sono interamente in plastica e molto ben realizzate, hanno uno snodo estraibile a livello del punto di aggancio con il corpo centrale in modo da permetter loro di essere ripiegate posteriormente. Un altro snodo è presente a metà ala, così da consentire alla parte più esterna di piegarsi anteriormente. Un cenno a parte lo dobbiamo fare per quanto riguarda il display stand, grande, bello e funzionale. Se infatti c’è una cosa che Max Factory ha sempre fatto bene (oltre ai modelli), sono proprio i display stand e questo non sfugge alla tradizione. Su di esso sono applicabili tre differenti tipi di bracci a seconda della modalità espositiva scelta. Uno di questi consente le pose di volo, e ad esso il modello si aggancia in un punto al di sotto del bacino. Tale aggancio è solido e scevro da rischi di rovinose cadute. Gli altri due bracci consentono l’esposizione del modello in pose di volo e quella contemporanea e separata, delle ali. La parte posteriore del display stand è apribile potendo fungere da raccoglitore per gli accessori (mani e trivelle varie). Per chiudere un piccolo cenno agli accessori. La core drill è carina, pesante, con manico in metallo, e realizzata molto bene, ma ce ne era davvero bisogno? Questo dicasi a maggior ragione per l’alloggiamento in plastica di quest’ultima e ancor più per il porta-trivelle. Tutte cose carine ma sostanzialmente superflue che fanno solo lievitare le dimensioni della scatola quando lo spazio da esse occupato si sarebbe potuto sfruttare per dotare il modello dell’unica cosa di cui veramente si sente la mancanza, e cioè la giga drill, l’arma definitiva che il Gurren Lagann sfodera nell’anime e la cui assenza è forse l’unico grande neo di questo modello.Capisco come le ragguardevoli dimensioni non consentissero di riprodurre una versione in scala col toy di questa arma, ma sarebbe bastata anche una versione di dimensioni più ridotte o, forse ancora meglio, un kit in cartone che l’acquirente sarebbe stato libero di assemblarsi o meno.
In conclusione
Nonostante alcune delle (peraltro modeste) critiche che ho mosso devo ammettere che questo Gurren Lagann mi ha impressionato in modo fortemente positivo, tanto da farmelo considerare come uno dei 3 migliori modelli dell’anno 2008. Il consiglio è perciò quello di acquistarlo. Purtroppo la tiratura non è stata così ampia (forse perchè essendo il primo diecast Konami non si sapeva quale successo avrebbe potuto riscuotere) per cui riuscire a reperirlo a un prezzo umano adesso, ad appena 5 mesi dalla sua uscita,è diventato praticamente impossibile. Bene ha fatto quindi chi lo ha acquistato non appena è stato immesso sul mercato, anche perchè di base il prezzo era comunque elevato, circa 140 euro, comunque ben meno dei prezzi attuali, abbondantemente sopra i 200 euro. La dinamica di mercato per questo toy è stata la tipica manna per i venditori nostrani che non esitano a chiedere sino a 300 euro. Ovviamente se vi capita di reperirlo entro i 200 euro e se lo desiderate fortemente il consiglio è di acquistarlo, non ne resterete delusi, il Gurren Lagann Great Impact Model Konami è un toy che “dimentica l’impossibile e supera la razionalità”.
Ciao a tutti e alla prossima recensione da Stefano-Mazingetter.
Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).