Godannar Twin Drive

Max Gokin Godannar by Michele Pellegrini

Febbraio 2006
Eccoci finalmente alla recensione del tanto atteso terzo modello della Max Factory: Il Godannar Twin Drive Mode. Dopo tanto parlare sui forum, dopo tanta febbrile attesa ecco che agli inizi di febbraio 2006 il terzo modello targato Max Factory viene lanciato sul mercato ed in pochi giorni i primi esemplari arrivano anche in Italia… la scatola è molto larga, non altissima ma di sicuro occupa parecchio spazio; apertura a valigetta,dentro troviamo una seconda scatola completamente di polistirolo: tolto il coperchio troviamo ben protetti da sacchettini vari, i modelli, gli accessori intercambiabili e la base d’esposizione; inserito nel coperchio di polistirolo troviamo invece il librettino illustrativo; la grafica della scatola è bella e nel retro si può già vedere molto bene sia il modello sia le sue capacità di movimento e gli accessori.Dicevo che tutto è ben protetto in sacchettini di plastica e ben inserito negli appositi stampi del polistirolo;cosa troviamo ? l’elenco è lungo: il Godannar, una lama molto lunga, l’elsa e due impugnature (una ha incorporata la mano destra del robot), una placchettina a V blu da inserire nell’impugnatura con la mano, uno stemmino circolare da mettere sull’elsa, due viti da usare per unire l’elsa all’impugnatura ed alla lama;2 mani a taglio, 2 mani aperte, 2 mani ad artiglio, 2 mani semiaperte, 2 pugni, 2 fiamme rosse, 2 fiamme azzurrine, una base d’esposizione, un sostegno per la spada, un braccio di sostegno snodato destinato a sostenere il modello, una vite per fissare questo braccio alla base, la brugola per allentare e bloccare in posizione gli snodi del sostegno snodato; per finire il libretto illustrativo.Aprire la scatola rende meravigliati del prodotto, la qualità grafica di Max Factory è decisamente elevata,superiore sia a Bandai che ad Aoshima, “vizio” iniziato con il precedente modello, il Mazinkaiser.Non resta che aprire tuti i sacchettini e toccare con mano.
Analizziamo il modello 
buona cura nella verniciatura del modello, molto bella la resa cromatica, non hanno paura ad usare il bianco e molto ben riuscito l’effetto luce/ombra di braccia, cosce e parte del torace; piccole differenze di tonalità per i vari rossi, ma del tutto trascurabili, il problema è dovuto all’uso di metallo e plastica; stupende le placche rosse pettorali trasparenti per riproporre i disegni che appaiono nell’animazione; l’accostamento dell’oro giallo con il rosso ed il nero rende complessivamente il modello straordinario (dal punto di vista grafico); qualche riserva sulla testa, il verde degli occhi e della gemma in mezzo alla fronte non è proprio un verde acceso; se a prima vista sembrano anonime, una volta montate sulla testa, sia la fiamma azzurra che quella rossa fanno fare una gran bella figura a questo modello! Max Factory presenta diverse chicche per quanto riguarda gli snodi:i gomiti sono realizzati in modo da rendere possibile l’angolo di 45 gradi ma realizzandolo non ad “L” ma a “U”, per capirci, lateralmente si ottiene l’ effetto che fino ad ora solo il Boss Robot ed il Getta 3 di Bandai davano, ma Max Factory l’ha ottenuto con degli snodi totalmente nuovi: molto bene! Altri snodi innovativi sono quelli adottati per le ginocchia, qui si riesce molto bene a piegare ad “L” il ginocchio grazie proprio al nuovo sistema “telescopico a scomparsa” di una porzione del polpaccio (per le braccia la porzione è dell’avambraccio braccio); gli snodi usati per il tronco invece non sono una novità vera e proprio, si possono vedere nel “vecchio” Kado Senshi Hiakushiki (il Ms Type -100 per intenderci), come d’altra parte il modello non può valersi del primo ad avere un busto snodato visto che già gli Evangelion della linea Soc avevano introdotto la mobilità in questo particolare (anche se gli snodi sono diversi). Buona la mobilità dei piedi/caviglie, specialmente se si tiene conto del disegno di questa parte del Robot, degno di nota lo snodo scelto per pugni/mano: lo snodo è sul pezzo scelto dal quale si estende un “piolino” che va inserito nel polso del Godannar… bisogna fare attenzione quando si estrae il pezzo 😉 lo snodo del collo, quello a livello femori e quello a livello spalle sono normali snodi, forse un pò particolari ma non di certo innovativi. La posabilità nel suo complesso è ottima! Unita alla grafica rendono questo Robottone un capolavoro, se poi lo si espone con lo spadone (44Cm !!!) o, grazie al braccio snodato della base, in una posa “volante”, il risultato è stupefacente! ma non è tutto ora quello che luccica signori miei ! e no, purtroppo, ora vediamo i lati negativi del Godannar e che lo ridimensionano e che fanno capire come mai non c’è stato il “Sold Out” che alcuni entusiasti di MF davano per certo pochi giorni dopo l’uscita del modello. Il peso: da un Diecast robotico che supera i 17/18 Cm ci si aspetta un certo peso, una certa presenza di metallo, non si dice il 90% usato da Aoshima ma una buona %… non ci siamo, il Godannar ha moltissime parti in Pvc/Abs,compresi i piedi, certamente la cosa è dovuta alla posabilità però, francamente, si ha un modello identico al già citato Type-100 della serie Kado Senshi e il prezzo da pagare per il godannar è decisamente ALTO, ma riprenderemo questo aspetto alla fine; se le verniciature sono ben fatte, bisogna stare attenti nei punti di snodo,specialmente dove ci sono i meccanismi telescopici che causano lo sfregamento sui pezzi bianchi e conseguente realizzazione di righe! basta piegare una volta la gamba ed ecco che appare nell’interno coscia un bel segnettino con tanto di metallo vivo sotto! vernice “Tenera”! a sfavore poi mettiamo anche il fatto che sull’opuscolo illustrativo,questi punti di “ususra” Max Factroy non li segnala! Aoshima insegna 😉 (x Bandai penso ci siano 2 modelli dove stare attenti, gx03 e gx23…sono 2 su 30!!!); troviamo molti tappi che nascondono le viti, ammirevole visto che MF sceglie dei punti assai diversi per unire i pezzi che compongo i vari arti però alcuni tappi non inseriti profondi, alcuni meno ed alcuni punti scelti per le viti francamente sono assai discutibili : capisco differenziarsi dai “soliti” Diecast però ci si trova con linee di giunzione leggermente sfalsate (vedi la parte alta del ginocchio) che non sono assolutamente accettabili visto il costo del modello (ahi, ancora stò tasto).Se la posabilità è altissima, il design del tronco e delle cosce non è esattamente ben riuscito, tutt’altro, in special modole cosce : le gambe si tengono divaricate, la linea di giunzione proprio sull’anteriore almeno è mascherata visto che han sfruttato quella esistente nel disegno animato però il bianco e la curva interna mettono in risalto il nero dei femori e l’effetto non è poi così apprezzabile : lo snodo usato è quello di molti modelli HCM-pro dove i femori sono perfettamente nascosti o comunque ben “snelliti” dai tagli delle cosce e dalla colorazione scelta.Le spalle ? altra nota dolente, signori! due pezzi uniti con il risultato d’avere una bella righa, ben visibile proprio in mezzo alla spalla, almeno è orizzontale con il corpo e non si vede guardando il modello di fronte!Queste cose non si vedono più francamente nei modelli degli altri due produttori di Chogokin, basta andare a vedere gli spallacci del Generale Nero By Aoshima, enormi, in pezzo unico, rimovibili e seguono il movimento del braccio.La spada è bellissima, incredibile … però non è un’arma del Godannar … inserita per solo per vendere ? boh!secondo mè altra scelta discutibile.
E, per finire, i guantini bianchi per maneggiarlo…non ci sono più! :(La basetta è sottile, funzionale, accoglie tutti gli accessori oppure si usa per mettere in pose “volanti” il modello,ma è una normalissima basetta espositiva, ne più ne meno.Conclusione ? a tutti gli effetti non ritengo di far entrare il modello nell’Olimpo dei Diecast, d’altra parte proprio sulla scatola la Max Factory dichiara “FullAction Toy” : è uno stupendo “Kado Senshi”, una stupenda Action Figure con metallo, non sfigura certamente inserito tra Soc e Shin Seiki anzi!!! ma NON vale assolutamente i 160 Euro che ci vogliono comprandolo in Giappone con spedizione EMS ne i 200 e passa richiesti su altri mercati! Tutte le note negative e l’alto prezzo hanno effettivamente lasciato con l’amaro in bocca molti, moltissimi appassionati,tant’è che nessuno ha ancora scritto “ne prendo un secondo così : uno con la fiamma rossa e la spada, l’altro con la fiamma azzurra”, neanche da coloro che lo difendono a spada tratta (o spadone, ehehehe).
Morale ?
Rapporto Qualità/prezzo altamente negativo;a voi la scelta se prenderlo o meno, da perte mia nè lo consiglio nè lo sconsiglio, però prendo spunto dall’amico Mk2 :una valida alternativa è una stupenda Statua del Godannar Twin Drive Mode ancora reperibile sia su ebay che nei webshop,sia pre-painted sia in kit.
Alla prossima, continuate a seguirci!
Mike
(le foto sono state tratte dalla rete).