Sagittarius Aiolos Soul of Gold

I Gold Saint (o cavalieri d’oro che dir si voglia) si erano sacrificati tutti insieme al muro del pianto, per permettere ai Bronze Saint di raggiungere l’Elisio e salvare Athena. E allora come mai si risvegliano vivi ad Asgard? E come mai le loro Gold Cloth sono in grado di evolversi in God Cloth? Ma ovviamente  per permettere a Bandai di lucrare su quelli che sono i personaggi più amati di Saint Seiya!

In questo senso la ditta giapponese si impegna molto dal punto di vista estetico.

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Non stravolge le armature, quanto piuttosto ne estremizza l’eleganza riprendendo le forme da quelle classiche (operazione che però non sempre riesce perfettamente). Nel caso di Sagittarius però l’estetica è da urlo e sicuramente fra i Soul of Gold finora usciti è fra quelli con un impatto maggiore. L’assemblamento dell’object non ha problemi di sorta, ma la tragica realtà è che non sta in piedi. Rispetto ai vecchi Gold, queste nuove interpretazioni hanno tutte il simbolo che vuole simulare movimento. Ebbene, il Sagittario rampante cade inevitabilmente all’indietro (cosa dovuta soprattutto alle enormi ali). Bandai cerca di ovviare fornendo una basetta stand da agganciare a una zampa anteriore, ma è ampiamente insufficiente perché troppo piccola e di plastica leggera. Eseguendo le foto e constatando la circostanza, ho risolto piazzandoci un iphone sopra. Poi mi sono chiesto se eliminarlo digitalmente, ma dato che alla fine non disturba ho preferito lasciarcelo come a monito delle cantonate che anche Bandai può prendere.

Poi sono passato all’assemblaggio della cloth su Aiolos. Anche qui inizialmente nessun problema di sorta. Le prime foto le ho fatte senza ali per permettere a tutti di vedere anche la qualità dei fregi presenti sul retro dell’armatura. Quindi ho applicato le ali e ho mostrato una panoramica sul prodotto. Poi sono passato alla posabilità e qui è iniziato l’inferno. Innanzitutto ho dovuto utilizzare per forza il tamashii stage “god stand” realizzato apposta per i Soul of Gold. Poi è iniziata una dura lotta per cercare pose di impatto emotivo, ma ogni volta che il prodotto veniva toccato, i pezzi più piccoli saltavano via che era un piacere. I coprigomiti, le cavigliere, la fibbia della cintura, le coperture del dorso delle mani, ecc… Non nego che sia stato un vero calvario riuscire a ottenere delle pose decenti, ma almeno il god stand mi ha garantito più sicurezza. La scatola è cmq comprensiva di cinque volti, che sono stati tutti mostrati, e una quantità abnorme di mani opzionali (sinceramente, di alcune non sapevo nemmeno che farmene). Vedrete anche una foto con Aiolos che lancia il Pegasus Suiseiken (presa dall’effect set Pegasus/Sagittarius), ma l’ho realizzata giusto per dare un’idea della grande varietà di pose possibili. Nella confezione sono inclusi anche i fondali del colpo. In quest’anime quando un Gold Saint lancia un colpo, dietro a lui appaiono le stelle che ne compongono la costellazione. Sagittarius è la prima uscita a contenere questo omaggio e oltre a se stesso include anche Aries, Capricorn e Cancer. Alla fine però ho deciso di non usarlo, tanto sarebbe stato solo un fondale parziale.

In conclusione, che dire? Una dura lotta. Da una parte l’estrema bellezza della realizzazione, dall’altra la fatica per riuscire a comporre il tutto (vi consiglio di assemblarlo in un ambiente chiaro e vuoto, per evitare che qualche pezzo si perda durante la battaglia per l’esposizione). Personalmente sono cmq soddisfatto perché mi piace il personaggio e alcune foto dimostrano che anche faticando qualcosa di bello si può ottenere. Però Bandai si merita una tirata d’orecchi almeno per il display stand dell’object. Bastava realizzarlo più grande o di metallo. Restano però i pezzi ballerini e la consapevolezza che una figure del genere richiede molto tempo per essere posata. Non sarà mai il classico soldatino che come lo metti, ci sta. Ma questo è un dettaglio che purtroppo affligge più o meno tutta la linea Soul of Gold.

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