VF-31J Siegfried Immelman Custom

Dopo i festeggiamenti per il 30° anniversario di Macross tramite il videogioco e i relativi modelli, fra cui spiccava la nuovissima YF-30 Chronos… ecco uscire una nuova serie televisiva chiamata Macross Delta. In questa serie si parla soprattutto della protocultura, la misteriosa civiltà che ha creato la vita in vari pianeti all’inizio dei tempi. Scoperti i templi della creazione c’è chi vorrebbe usarli per i propri fini personali, scatenando una guerra che vede eroi e ipocriti su entrambi i fronti.
L’idea iniziale per quanto riguarda i variable fighter era quella di riciclare il mold della Chronos e produrla in serie, ma Shoji Kawamori interviene personalmente approntando delle modifiche di design che si riflettono in una ingegneristica quasi del tutto nuova, creando le VF-31.

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Nome di battaglia, Siegfried. Il modello qui recensito è il VF-31J, denominato anche Delta 5 e pilotato da Hayate Immelman, protagonista della serie.
Innanzitutto la scatola è leggermente più grande di quelle di Frontier, inoltre invece di aprirsi di lato si apre sul davanti. Quasi come a voler dire “da qui in poi è tutto diverso”. Il modello è alloggiato nella confezione in modalità Fighter, per cui basta posizionare le ali in modo corretto per avere la prima configurazione. Le sorprese cominciano fin da subito, dato che i carrelli posteriori sono nascosti dentro le ginocchiere e non più nelle gambe, che invece contengono i droni (fissi). Passando alla conformazione Gerwalk cominciano a notarsi le innovazioni rispetto al passato. Le braccia sono nascoste all’interno delle ali e il pod che andrà a posizionarsi sulla schiena si divide in due rivelando un gun pod e un beam machinegun. Il gun pod è sganciabile e può essere impugnato dal VF.
Infine si passa al Battroid, dove è stato speso il maggior lavoro di innovazione. La parte più laboriosa è di sicuro l’estrazione della testa dal corpo, che richiede dei movimenti ben precisi di slittamento e alzamento del pezzo che la sostiene, con piccole parti che vanno girate e agganciate perché il tutto funzioni. È un passaggio che deve essere fatto con molta calma e attenzione, perché quando si vorrà ritrasformare il Battroid in Fighter basta che qualcosa sia fuori posto per impedirne la realizzazione. Infine, anche se a prima vista non ci si fa caso, il modello è un tripudio di ganci che si piegano a scomparsa per fissare bene le varie parti che lo compongono, sul busto e sulla schiena. I due assault knife possono essere piegati e nascosti sotto gli scudi delle braccia, il busto può ruotare (primo modello in assoluto di Macross con questa gimmick!) mentre le anche si allargano e gli snodi di metallo che le sostengono eseguono dei movimenti a scatto (anche questa è una prima volta). Il risultato è un Battroid molto molto più solido e posabile di quelli realizzati in precedenza. La livrea bianca e blu inizialmente non mi aveva fatto impazzire, ma avere un gioiello del genere in mano non ha quasi prezzo. Come extra, oltre ai figurini di Hayate Immelan e Freyja Wion, sono  inclusi un numero imbarazzante di coppie di mani. Bandai ha indubbiamente dimostrato che quando vuole può realizzare dei veri capolavori.

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