Gaogaigar Super Robot Chogokin

Gaogaigar Super Robot Chogokin

Introduzione
Dalla serie animata di 49 episodi del 1997 targata Sunrise, ecco arrivare il RE degli eroi (Yusha oh Gaogaigar). Composto da una serie di moduli e da un leone trasformabile in robot dalle sembianze antropomorfe, il gaogaigar è così strutturato:
Gaigar (versione robot del leone Galeon), Stealth Gao (Aereo jet che diventa le ali del robot + avambracci), DrillGao, macchina scavatrice con due trivelle anteriori che diventa la parte inferiore delle gambe del Gaogaigar (un pò come il Gumper diventa le gambe del Daltanious), treno LinerGao, che si insersice nelle spalle di gaigar, oggetto inutile e puramente di “pubblicità” per i famosi treni giapponesi (forse la cosa più fastidiosa di tutta la trasformazione a mio avviso). Bene il risultato della Fusione di questi moduli (chiamata Final Fution nell’anime) è il Gaogaigar che questo modello rappresenta.

Scatola
Colori e grafica molto accattivanti sulla parte posteriore troviamo i vari possibili attacchi ed armi del Gaogaigar, purtroppo però essi sono denominati soltanto in giapponese, a differenza di come accade con i soc. Cosa strana visto che la serie più datata “soul of Chogokin” sfrutta al meglio i nomi delle/degli armi/attacchi, considerando anche il fatto che la maggior parte dei nomi di veicoli ed armi sono in inglese “storpiati/giapponesizzati”, ma sempre in inglese. Ho trovato infatti curiosa questa disparità di trattamento tra le due serie. Stesso dicasi per il libretto illustrativo, nessun riferimento inglese o altro. Esso è semplicemente una fotocopia bianco e nero di istruzioni per l’utilizzo del modello.

Estetica

Verniciatura buona e ben stesa su tutto il modello e sugli accessori, nella mia copia non ho riscontrato sbavature o difetti di nessun genere, molto bello il logo GGG sulle ali proprio come nell’anime.

Posabilità e snodi del modello

Lo snodo del collo è a sfara e permette una leggera escursione della testa indietro, maggiore in avanti e può girare a 360° sull’asse orizzontale. Spalle e busto sono tutti snodi a sfera e le braccia come la testa si possono estrarre. La spalla nello specifico ha un triplo snodo, la sfera è inserita in un pezzo che ruota all’interno del busto, inoltre ha il pezzo del braccio collegato al treno, che a sua volta presenta uno snodo che permette al braccio di muoversi sull’asse orizzontale delle braccia, lo snodo a sfera fa il resto. Il busto permette l’inclinazione fronte-retro ed il movimento laterale ed ovviamente una via di mezzo tra i due, ovvero piegare il busto in avanti e leggermente di lato. Lo snodo delle anche, nella mia copia, resta comunque molto poco saldo e lo definirei molto “ballerino”, nel senso che facendo poco attrito le gambe possono risultare un pò floscie. Le gambe ruotano molto poco sull’asse orizzontale però è quel tanto che basta per far assumere al modello pose dinamiche come il colpo principale del robot “hell and Heaven”. Le gambe presentano anche una leggera escursione frontale-posteriore (anche nell’anime questo mecha non ha mai spiccato per dinamicità dei movimenti). Il ginocchio è molto interessante (oltre al già citato snodo della spalla) data la peculiarità di far in modo che la punta del “drill gao” si alzi mentre il ginocchio si piega. Anche quì troviamo uno snodo ad attrito. Il piede, anch’esso fornito di uno snodo a sfera permette una leggera escursione frontale ben superiore invece l’escursione posteriore. Grazie alla parte esterna della gamba resa “mobile” tramite una sorta di pannello, il piede ha la possibilità di piegarsi verso l’esterno fornendo la possibilità al modello di assumere pose più dinamiche senza riscontrare quel bruttissimo effetto del piede non posato a terra, bruttissimo effetto di cui molti modelli invece soffrono. Il gomito ha l’ormai usuale doppio snodo, ovvero un punto pieghevole dalla parte inferiore del braccio ed uno sulla parte superiore dell’avambraccio permettendo così di superare l’angolo di 90 gradi nel momento in cui si pega il gomito (dimensioni dell’avambraccio permettendo). Il polso, anche quì troviamo lo snodo a sfera che si differenzia da altri modelli per via di un innesto rettangolare per le mani ed alcune armi del Gao, quali ad esempio il “dividing driver”. Ho apprezzato molto che la ali (Stealth Gao) siano pighevoli verso l’esterno in modo da non intralciare alcune pose del robot, così come ho apprezzato la bocca del leone mobile (apro – chiudo).

Accessori

All’interno della confezione del robot troviamo un doppio maglio per simulare l'”hell and heaven”, un paio di mani aperte, un paio di mani semiaperte che simulano la presa del nucleo “zoacrystal” che troviamo sempre nella confezione, una mano “piatta” per inserire l’effetto “protect shield”, l’effetto “broken magnum” da applicare sull’avambraccio destro, il dividing driver, le ali del Robot (Stealth Gao), fregio sulla fronte in più, una faccia per rappresentare il gaigar prima di diventare Gaogaigar due accessori per gli stand, due prese d’aria per lo stalth gao, due parti laterali della faccia del leone (tipo criniera) con uno spazio per permettere alle braccia del robot di simulare il doppio pugno del “Hell and Heaven”. Ho apprezzato la faccia di ricambio, ma onestamente non ho capito a questo punto perchè non fare due teste e basta, anzichè dare all’acquirente l’incombenza di dover cambiare configurazione quando non ce né la necessità, visto che il modello non è un trasformabile ed i componenti servono solo a simulare altre modalità, senza contare il fatto che i pezzetti sono piccoli e facilmente perdibili.

Accessori Set 1

Nell’anime ci sono molti personaggi che sono indispendabili per la buona riuscita delle missioni alle quali prendono parte i membri della squadra GGG, uno di questi è GoldyMarg, un robot dall’intelligenza artificiale ispirata al Consulente Tattico della squadra che oltre a trasformarsi in veicolo tipo camion si trasforma, la parte inferiore del robot nell’avambraccio che si inserirà sul Gaogaigar e la parte superiore del robot nel potentissimo “Goldion Hammer”, martellone gigante che devasta i nemici e che permette di estrarre il nucleo zoacrystal, del quale Mamoru si prenderà cura purificandolo. Ovviamente non essendo un trasformabile la scatola conterrà il martellone diviso in due parti, una la parte che “batte” l’altra il manico da inserire + un piccolo cerchio per posizionarlo saldamente a terra visto il peso. La scatola contiene anche i “perni” che simulano l’estrazione dello “zoacrystal” e l’avambraccio con 3 mani singole, 1 per l’impugnatura del goldion Hammer, 1 aperta ed 1 chiusa. Nella scatola sono contenute anche 2 mani di grandezza “normale” per l’altro braccio 1 per impugnare i suddetti perni l’altra aperta.Anche questi accessori son molto ben rifiniti e non presentano segni di distacco dai telai a parte il manico del martellone.Per dover di cronaca informo che ci sono altri due set di accessori uno con lo “stealth Gao II” (seconda Versione) e l’altro con i pliers, intelligenza artificiale sempre vista nella serie di 49 episodi, venduti separatamente ed usciti proprio in tempi diversi rispetto al modello ed al primo set accessori. Secondo me sono un di più ma dipende dalla propria esigenza/voglia di completezza che si ha verso il soggetto.

Conclusioni

Io non sono mai stato attratto dal mecha prima di vedere la serie animata e, quel treno che entra nelle spalle del gaigar, l’ho sempre trovato una forzatura ed un richiamo che avrebbero potuto risparmiarsi, cosa che mi ha sempre fatto storcere il naso, però la serie animata non è male e non delude a mio avviso. Pertanto ho pensato di dedicare uno “spazietto” a questo robot di fine anni 90 in questa realizzazione commercializzata da bandai. Se vi piace il mecha e non sentite la necessità di un trasformabile, con tutti i compromessi del caso, allora questo SRC posabile e ricco di accessori credo che possa appagare la mancanza di questo soggetto in collezione, altrimenti lasciate stare.

Alla prossima
koji_77

(le foto sono state realizzate da SHIN-PaoloMK2)