VF-1A Angel Birds

Nell’anno 1999 una gigantesca astronave cade sull’immaginaria isola di Atalia Sud. L’astronave è disabitata, ma ben presto gli esseri umani si accorgono che è progettata per essere pilotata da giganti. Parte quindi un’operazione globale per fronteggiare il problema, che sfocia nella creazione dei Variable Fighter (VF), aerei in grado di trasformarsi in robot delle stesse dimensioni dei giganti. Nel 2012 questi esseri arrivano per conquistare la Terra, che però si dimostra essere ormai preparata all’attacco nemico, anche se non tutto funziona come dovrebbe…

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Il modello che vado a recensire, il VF-1A Angel Birds, è in realtà un modello da parata che si limita a volare in cielo per salutare il varo dell’astronave ribattezzata SDF-1 (super dimensional fortress 1) che di lì a poco si sarebbe trovata a combattere contro gli alieni giganti. Però è un modello molto particolare sia per come è decorato, sia perché la versione in scala 1/60 (quella usata per la maggior parte dei modelli di Macross dai vari editori) è diventata piuttosto rara. Si tratta di un modello della defunta Yamato Toys, ma risale al periodo costruttivo quasi migliore della casa produttrice. In scatola si presenta in conformazione fighter, con tutte le armi dedicate che in teoria non dovrebbe avere (ma meglio che ci siano). Un bel manualone descrive come trasformarlo prima in gerwalk (il famoso aereo “coi piedi”) e poi in battroid (il robot).
È comunque un modello di seconda  generazione perché compie una trasformazione completa senza staccare pezzi (ai prima generazione bisognava staccare le gambe). Poi oltre alle mani di serie (che stanno nascoste dentro gli avambracci, ma che per questioni di spazio hanno un aspetto scheletrico) possiede delle mani opzionali fedeli a come compaiono nell’anime, come potete vedere nelle fotografie. La trasformazione è semplice ma richiede comunque molta attenzione. Nel modello in mio possesso le placche di fianco alla testa andavano inserite nel busto frontale, ma dovendo applicare troppo forza ho preferito lasciarle appoggiate per evitare danni (non influiscono sulla stabilità). Infine, oltre ai soliti adesivi di serie con scrittine minuscole varie (per me inutili) ci sono degli adesivi per decorare la testa. Io di solito non attacco nulla perché temo che col tempo si rovinino, ma dopo avere accertato che il gioco del pezzo in posizione fighter non prevedeva sfregamenti, ho provveduto a incollarli. Anche perché senza di quelli la testa era proprio spoglia e non aveva senso. Il resto rimane alla fantasia del collezionista. A rigore dovrebbe rimanere in fighter, ma il bello di questi modelli è decidere in quale conformazione esporli e in che posa. Il display stand usato era venduto separatamente (e ormai è un pezzo di collezione anche lui).

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