Pegas & Tekkaman

Pegas & Tekkaman by Guitar Hero 78

Uchu no Kishi… Uchu no Kishi… Tekkamaaaaan!!! Quel piccolo classico che è la sigla di Tekkaman conserva ancora oggi il suo grande fascino, e ci ricorda un periodo, verso i primi anni ‘80, in cui i nostri teleschermi erano invasi da anime giapponesi di supereroi variamente assortiti tra Kyashan, Polymar, Gatchaman e relativi cloni. Tra questi ho sempre avuto un debole per Tekkaman, che si prodigava con assoluto senso del sacrificio in una missione impossibile: proteggere la Terra dagli attacchi di Waldaster mentre si era alla ricerca un nuovo pianeta da abitare, pur non essendo in possesso di tecnologie tali da consentire viaggi interstellari. In più l’epopea trasmetteva un costante senso di urgenza, in quanto l’amata Terra aveva gli anni contati a causa della contaminazione e dell’inquinamento, e lo stesso Tekkaman non poteva muoversi nello spazio per più di una manciata di minuti. Sotto l’armatura ad iper-densità di Tekkaman c’era George, ragazzo sensibile ed impulsivo che per trasformarsi (rischiando la vita) doveva ricorrere all’inconsueto robot Pegas, costruito dal dottor Amachi, in una sequenza scandita da due celebri battute: “Pegas, Tek Setter!” “Ri-ce-vu-to!”. Da qui le scorribande spaziali di questo duo sono diventate storiche.
La bellissima serie sulla carta doveva comporsi di 52 episodi, ma a causa degli scarsi ascolti in madrepatria, purtroppo fu troncata alla 26ª puntata, che tuttavia può considerarsi una specie di finale “aperto”. Mi fa davvero piacere rispolverare questi ricordi, anche perché certi contenuti li trovo decisamente azzeccati ed attuali, ed il sentimento con cui essi vengono trasmessi in questo anime è a tratti toccante. Inoltre, ora come allora trovo esaltante la sadica, viscerale cattiveria meccanica con cui Tekkaman brutalizzava le navi nemiche e quello stile retro-futuristico (di cui Pegas è l’emblema) che personlmente non riesco a trovare pacchiano neppure oggi!

E così, dopo il fortunato Jeeg, CM’S lancia sul mercato un altro prodotto attesissimo in terra nostrana, dimostrando e confermando il crescente interesse verso i desideri dei collezionisti italiani e, diciamolo, anche dei loro portafogli: dopo ben due anni di gestazione, finalmente abbiamo per le mani il Brave Gokin 36, Tekkaman & Pegas. E ancora una volta, in un lasso di tempo così lungo l’altalena delle emozioni ha visto momenti di hype, critice feroci, apprezzamenti e una dose non indifferente di perplessità rivolta verso quel rapporto qualità/prezzo che, ahimè, è sempre più difficile da giustificare (e spesso da sostenere) in questo mercato di toys per adulti, in particolar modo proprio quando si parla di questo produttore. Avrete già capito che luci ed ombre avvolgono questo controverso Tekkaman & Pegas Brave Gokin, scendiamo dunque nei dettagli.
Questa in esame è la normal version, ma è come al solito è disponibile anche una versione metallic, con colori più lucidi e contrastati.

LA CONFEZIONE

Abbastanza contenute le dimensioni (35 x 26 x 13 cm ). L’artwork è colorato in pieno stile CM’S: nella parte frontale troviamo un Pegas statico con mani aperte, un Tekkaman che impugna la sua lancia, e in mezzo a loro, sullo sfondo, ancora Pegas che ospita George per la trasformazione. Lateralmente le foto sono similari e altrettanto statiche. Un po’ più movimentato il retro della confezione, che mostra l’interazione con gli accessori e qualche posa dinamica, tra l’altro già vista in fase di pubblicizzazione del prodotto. Complessivamente tutto carino, ma niente di trascendentale.

IL CONTENUTO

Un unico imballo di polistirolo raccoglie modelli ed accessori, avvolti nei loro sacchettini di plastica. Troverete:
– l’action figure di Tekkaman
– la statuina di george
– il chogokin di Pegas
– due paia di mani extra per Pegas (per un totale di due paia, una a mani aperte, una a pugni chiusi)
– piccolo stand per la posa di volo di Pegas
– griglie con tappini coprivite
Posto sotto Pegas, troviamo alloggiato un blister di plastica che contiene:
– due paia di mani extra per Tekkaman (in totale: mani aperte, chiuse e quelle per impugnare le armi)
– tre manici
– le due lame per la lancia
– due fruste (una tesa e l’altra messa a serpentina)
– due foderi per armi per Tekkaman
– due foderi per pistola per George

Presente il consueto foglio illustrativo a colori, che spiega tutte le jimmick con chiarezza.
In apparenza l’imballaggio sembra ottimo, ma segnalo qualche caso di distacco del naso di Pegas, notoriamente molto lungo, dovuto probabilmente ad incuria nel riporre il modello nel suo sacchetto di plastica.
Quello che salta istantaneamente all’occhio, è la diversità di trattamento dedicata ai due soggetti, abbiamo cioè da un lato un Tekkaman che, pur essendo in teoria il protagonista dell’anime, è decisamente molto piccolo, e dall’altro un Pegas che regna sovrano per dimensioni all’interno del packaging, anche se rappresentava il comprimario di lusso della situazione. Comprensibilmente molti storceranno il naso davanti a questa scelta di CM’S, scelta che tuttavia le ha consentito di mantenere la scala tra i due e un perfetto affiancamento con il Tekkaman Blade with Pegas di Bandai (serie SPEC). Inoltre, a me non dispiace l’idea che una figure umanoide sia più piccola dei robottoni che invadono le nostre vetrine, ma qui, ovvio, si entra nei gusti personali.

TEKKAMAN

Appena lo libererete dal suo alloggiamento, noterete subito la pochezza dei suoi miserrimi 25 grammi: il Tekkaman CM’S altro non è che una semplicissima action figure di plastica di 12 centimetri. Il che certamente non sarebbe di per sé un male, dal momento che esistono sul mercato tonnellate di figure molto raffinate, come anche degli ibridi curatissimi come i Super Robot Chogokin Bandai, ma qui la fattura è decisamente anni luce indietro a questi esempi rendendo improbo un paragone anche con i semplici ma sempre apprezzati Revoltech. Infatti, la plastica utilizzata non è certo il massimo della qualità, quasi totalmente colorata in pasta, con qualche dettaglio verniciato sopra (nel viso, le caratteristiche strisce rosso-giallo-blu nel busto, e la cintura nel bacino) senza lesinare un sacco di sbavature e segnacci non troppo graditi. La posabilità teorica è decisamente ottima, garantita dai moltissimi punti di snodo: tre spappolose sezioni indipendenti per il busto, doppio snodo per gomiti e ginocchia, caviglie che ben si adattano alle ampie escursioni effettuabili dalle cosce al livello del bacino… ma una volta posato a terra, non riesce semplicissimo replicare quelle pose dinamiche, se non con una grande dose di pazienza e accertandosi di posare sempre i piccoli piedi in modo corretto, pena il crollo del figurino. Purtroppo la stabilità non è eccezionale, si avverte chiaramente l’assenza del metallo per lo meno negli arti inferiori o di qualsivoglia snodo un po’ più evoluto. E poi diciamolo chiaramente… senza un po’ di peso e sostanza non è che mi venga spontaneo associare questo mostriciattolo al metalloso Cavaliere dello Spazio che con violenza riduceva le navi di Waldaster in poltiglia spaziale… Davvero un peccato che abbiano riservato al nostro Tekkaman un trattamento così approssimativo, ma ancora peggio è andata agli accessori, purtroppo: tek-lancia e due tek-fruste in gomma, anche carine, che però non alloggiano con fermezza in nessuno dei tre manici disponibili, continuando a staccarsi con una facilità estrema trasmettendo al contempo una sensazione di sinistra delicatezza. Non ho avuto invece problemi con l’aggancio dei foderi ai fianchi di Tekkaman, contrariamente ad altri esemplari in cui l’operazione sembrerebbe ostica a causa dell’eccessiva morbidezza dei perni posti sui fianchi stessi.
Altra critica la porterei sicuramente alla carenza, anzi inesistenza, di qualche altro accessorio, chessò, una stella di Voltekker, qualche effetto SRC-style come effetti particellari, onde od esplosioni, oppure uno stand, che tra l’altro sarebbe stato molto coerente visto che nell’anime i combattimenti avvenivano per lo più nello spazio… nulla di nulla invece. Quello che rimane è una action figure neppure mediocre, nonostante lo sculpt fedele e una potenziale buona posabilità. E un bel po’ di amaro in bocca, visto che, come vedremo, oggi anche la mediocrità è in vendita a caro prezzo.

PEGAS

E qui si cambia decisamente marcia, perché, detto senza mezzi termini, Pegas è il vero protagonista di questa uscita CM’S. Come lo ho liberato dal suo imballo, mi è scappato un sorrisino perché è talmente fedele nello sculpt, colorazione e proporzioni da sembrare uscito direttamente dall’anime. Per carità, non era il soggetto più difficile del mondo da realizzare, ma la prima impressione è stata molto positiva e in grado di suscitare un’emozione che non tutte le produzioni sanno regalare.
La seconda cosa che ho notato è il peso sopra le mie aspettative, 540 grammi per 22 centimetri buoni non sono poi così male, specialmente se si considera che pancione e gambe sono cave (e con un motivo). Il metallo c’è, e si localizza nella pianta dei piedi, cosce e gambe per i loro 3/4 (escludendo cioè un lato, che è interessato dalla presenza di 2 sportelli), avambracci e qualche alto piccolo dettaglio. Le spalle e il leggendario pancione rimangono invece in plastica, ma mi sembra una scelta corretta per evitare dannosi sfregamenti con le parti adiacenti, e per non alterare la grande stabilità del gokin. La buona verniciatura, sia del metallo che di alcune delle parti in plastica fa si che il tutto non appaia troppo giocattoloso, viste le dimensioni ragguardevoli il rischio era concreto, ma da questo punto di vista il risultato lo trovo abbastanza appagante.
Niente male la posabilità, nel senso che il Pegas CM’S fa molto di più di quello che era lecito attendersi, viste le movenze pressoché monolitiche che abbiamo imparato a conoscere seguendo la serie tv: uno snodo a scatto permette alle spalle rotazioni complete per avanti/alto/dietro, uno ad attrito si occupa dell’estensione laterale del braccio, il braccio è dotato di ruotabilità completa e al livello del gomitola piega è possibile fino a 90°. La testa può essere girata a piacimento ed essere inclinata verso l’alto di 90 ° per consentire la posa di volo.
Gli arti inferiori meritano un discorso più approfondito: buona la ruotabilità laterale delle cosce, come pure la loro potenziale apertura, quello che invece è piuttosto limitato è il movimento in avanti/indietro (pena il cozzare contro il bacino: fate attenzione). Questo perché la CM’S ha voluto rendere possibile l’allontanamento laterale degli arti inferiori così da poter inserire la statuina di George o, in alternativa, Tekkaman così da simulare la trasformazione che si vedeva nell’anime, cosa davvero simpatica ed apprezzabile. Ma per consentire ciò si è optato per una soluzione abbastanza curiosa, infatti gli arti inferiori non sono attaccati al bacino, bensì ad un doppio snodo a scatto posto all’interno del busto (e di resistenza ignota), cosa che se da un lato è funzionale, dall’altro lascia una brutta, vistosissima voragine quando si allargano le gambe. Ma a mio avviso è ancora più brutta l’apertura che lascia intravedere lo snodo quando si conferisce una rotazione alla coscia, o ancora la fessura che appare piegando il ginocchio… tutti inestetismi che il produttore sembra non riuscire mai a nascondere, non facendo tesoro dell’esperienza passata. Buono invece il lavoro svolto a livello delle caviglie, che si piegano in misura apprezzabile sia lateralmente che in avanti/indietro.
Tornando un attimo all’inserimento delle figure all’interno degli arti inferiori, questo è reso possibile grazie alla presenza di due sportellini apribili per parte, uno nella coscia e l’altro nella gamba. Un meccanismo a molla li tiene sempre chiusi, e solo quello nella gamba è dotato di un piccolo fermo per il bloccaggio quando viene aperto: quello superiore si chiude automaticamente sbattendo contro George, e questo è un altro dettaglio che denota una certa approssimazione generale.
Altre jimmick degne di nota: la possibilità di aprire le ali, verniciate internamente di rosso, belle da vedere seppur virtualmente prive di dettagli; la presenza di uno sportellino apribile posto sulla schiena, concepito per permettere l’inserimento di Tekkaman all’interno di Pegas per vederlo poi uscire più incazzoso che mai, come nella famosa sequenza televisiva. Ecco giustificato il vuoto totale all’interno del busto del gokin nasuto, interno che tra l’altro è stato pure verniciato. Per chiudere lo sportellino bisogna invece sollevare tutto l’apparato comprendente le ali e agire poi dall’interno, complicando un po’ un’operazione che rimane comunque semplice.
Mentre Tekkaman comincia a roteare vorticosamente la sua lancia, Pegas rimane disteso sotto i suoi piedi nella sua classica posa di volo, talmente famosa da rendere obbligata la presenza di un degno stand che possa esaltare l’epicità del momento… ma CM’S e stand non vanno notoriamente d’accordo, pertanto la pensata è stata quella di inserire un orrido pezzo di plastica blu su cui collocare senza incastri di sorta la pancia di Pegas, così da tenerla sollevata di un paio di millimetri da terra, mentre come secondo punto di appoggio si utilizzano le nude punte dei piedi, con il risultato di non valorizzare assolutamente il pezzo più bello del lotto e di perdere ulteriormente punti sotto il profilo dell’attenzione al dettaglio. Una vera schifezza!
Comunque difetti di grave entità non ne ravviso, e globalmente Pegas è degno di entrare nelle vostre collezioni con la sua fattura più che discreta e l’estetica azzeccatissima. E’ proprio lui!!

GEORGE

Compresa nella confezione troviamo anche questa statuina/gashapon di una decina di centimetri rappresentante George. L’ho trovata carina e dipinta in modo discreto, e anche il viso fortunatamente perde le fattezze suine che colpivano in negativo nelle foto promozionali, anche se non mi sembra ancora fedele al 100%. Molto strana invece la posa adottata… questo bacino tutto proteso in avanti mi perplime leggermente, ma giudicate voi stessi. Qualche informazione miscellanea: la testa può girare leggermente, si possono attaccare ai fianchi i foderi con pistole e come detto è previsto l’inserimento di George nelle gambe di Pegas per la trasformazione in Tekkaman. Simpatica.

CONCLUSIONI

Cosa abbiamo in definitiva per le mani? Un gokin realizzato più che discretamente, una piccola action figure di fattura meno che mediocre e un gashapon/statuina di 10 cm. Globalmente, anche se l’attenzione ai piccoli dettagli e agli accessori è scarsa ed irritante, in esposizione la loro figura la fanno di sicuro e posso dire che tutto sommato la decenza qualitativa, ergo la sufficienza o poco più, è raggiunta. E se per voi Pegas è importante quanto Tekkaman, il giudizio può essere anche leggermente più roseo. Certo rimane veramente l’amaro in bocca per quello che poteva/doveva essere e che invece non è, nonché un’occasione buttata al vento da CM’S per confermarsi a livelli abbastanza interessanti. In aggiunta a ciò vi assicuro che non ho ancora parlato del vero, enorme problema che affligge questo modello: un rapporto qualità/prezzo al limite dello scandaloso. Ebbene si, siamo alle solite note dolenti, il pesante fardello che ogni Brave Gokin si porta appresso per l’occasione si trasforma in un macigno che schiaccia senza pietà il nostro amato duo spaziale, dal momento che vi serviranno ben più di 200 euro per pensare di acquistarlo… una cifra a mio avviso assolutamente spropositata per un modello che, per come è stato costruito, non ne vale forse neppure 150. Quindi fate i vostri conti e valutate bene le vostre motivazioni, la delusione (più che altro per il Tekkaman) potrebbe essere davvero grande.

Marco “Guitar Hero78” De Bon

(le foto sono state realizzate dall’autore dell’articolo)

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