Baikanfu GX 39

GX 39 BAIKANFU by Mazingetter

Ciao a tutti, eccomi di ritorno con una nuova recensione. L’oggetto delle nostre attenzioni oggi è rappresentato dall’ultimo arrivato in casa Bandai per la serie Soul of Chogokin, il GX-39 Machine Robot Baikanfu.
Il modello è ispirato ad una serie anime del 1986 mai giunta in Italia. Proprio per questo motivo, data la somiglianza del mecha (una specie di matrioska robotica) con il ben più famoso (almeno da noi) Gordian, molti, tra cui il sottoscritto, nel nostro paese all’annuncio ufficiale da parte di Bandai alcuni mesi or sono, della produzione di Baikanfu come GX, hanno storto il naso ironizzando sul suo nome molto simile ad un italico insulto.
A molte di queste persone, man mano che uscivano le incredibili foto del futuristico progetto e del prototipo del modello, Bandai, come spesso avviene, ha fatto gradualmente cambiare idea inducendole all’acquisto.

La scatola
La scatola ha dimensioni notevoli, per la precisione di 39 x 27 x 15 cm. Davanti sono ritratti il Baikanfu, il secondo componente Kenryu (quello di colore azzurro) e i 2 principali protagonisti della serie, Rom Stol e Leina Stol.
Dietro, accanto all’immagine di Rom immortalato sulla collinetta porta-accessori contenuta nella confezione abbiamo una serie di foto che ritraggono la manovra di agganciamento di Rom con gli altri 2 componenti, i singoli soggetti presenti nella scatola (Rom, Leina, Kenryu e Baikanfu) e lo stand porta-accessori oltre alle dummy parts che meritano un cenno a parte e di cui parleremo più avanti.

Il contenuto
La scatola contiene:
– Il grosso contenitore in polistirolo entro cui sono alloggiati: Baikanfu, Kenryu, Rom Stol e le 2 parti per l’assemblamento dello stand porta-accessori.
– Un grande blister in plastica trasparente contenente: la miniatura di Leina, 4 spade (una per ogni soggetto), 2 dummy parts di plastica nera, lo scudo per il Kenryu, il sostegno per l’esposizione dello scudo del Kenryu e della spada del Baikanfu sul display stand, 4 paia di mani intercambiabili per il Baikanfu, 4 paia di mani intercambiabili per il Kenryu, 2 paia di mani intercambiabili per Leina, 5 paia di mani intercambiabili per Rom, 2 teste intercambiabili, una per Rom e una per Leina.
– L’immancabile libretto illustrativo, in questo caso di facile consultazione e molto chiaro in ogni suo passaggio.

Lo stand portaoggetti
Come per gran parte dei robot componibili prodotti da Bandai per la serie SOC anche il Baikanfu manca di un display stand per il modello ed è dotato invece di uno stand porta-accessori piuttosto originale.
Questo stand riproduce una collina sulla quale è possibile esporre Rom e Leina come si può vedere in foto. Nella sua parte bassa, come scolpita nella roccia, si trova l’effige del lupo, simbolo che contraddistingue il robot, presente tanto sul petto di Kenryu quanto su quello di Baikanfu.
Lo stand si articola in 2 ripiani all’interno dei quali sono alloggiabili le varie coppie di mani e le 2 teste intercambiabili di Rom e Leina. Le 3 spade più piccole possono essere esposte piantandole sulla collinetta stessa negli appositi alloggiamenti. Volendo è possibile applicare allo stand un sostegno che permetta anche l’esposizione dello scudo del Kenryu e della spada del Baikanfu. In pratica questo porta-accessori si dimostra molto utile dal punto di vista pratico permettendo di alloggiare tutto l’equipaggiamento in dotazione e non costringendo a recuperare ogni volta la scatola qualora si desideri modificare posa al modello.

Leina Stol
Con i suoi 18 punti di snodo la figura di Leina è completamente in plastica, ha altissima posabilità e la verniciatura è perfetta. Il dettaglio del volto è impressionante ed estremamente curato. Oltre alle mani aperte in dotazione ha altre 2 paia di mani (chiuse a pugno e chiuse per impugnare la spada).
Unico accessorio la spada. La testa è intercambiabile, si può usare una variante con e una senza casco.

Rom Stol
Concepito come Leina, anche il soggetto di Rom è in plastica, ha 18 punti di snodo ed è molto posabile. Anche in questo caso la verniciatura è impeccabile. In dotazione ha una spada, 5 paia di mani e due teste intercambiabili, una con casco e senza maschera, l’altra con casco e maschera.

Kenryu
E’ il robot in cui si va ad alloggiare Rom nell’assemblamento di Baikanfu. Soppesandolo si ha una rassicurante sensazione di pesantezza essendo quasi interamente in metallo. L’alloggiamento di Rom al suo interno è assai semplice, è sufficiente e aggiungerei indispensabile (pena una chiusura imperfetta degli alloggiamenti se non addirittura rotture in caso contrario) rispettare i punti di aggancio indicati dal libretto di istruzioni che in questo senso è chiarissimo. Kenryu ha in dotazione una spada, 4 paia di mani intercambiabili e uno scudo. Anche una volta inserito al suo interno Rom, Kenryu conserva una posabilità invidiabile come testimoniano le foto.
Per dare la possibilità di esporre i singoli componenti separati Bandai ha ideato 2 dummy parts, una delle quali riproduce appunto parte del corpo di Rom, da inserire nel Kenryu così da garantirne stabilità. Innovativo lo snodo presente sulla schiena di Kenryu, praticamente un perno in solido metallo con snodo a sfera che unisce bacino e tronco tale da dare grande libertà di movimento, soluzione che ritroveremo nel Baikanfu. L’avampiede flessibile è infine una soluzione già nota che anche in questo caso si è dimostrata molto utile per garantire dinamicità alle pose del modello. La verniciatura è perfetta.

Baikanfu
A differenza di Kenryu, prendendo in mano il Baikanfu la prima sensazione che si ha è quella di un’eccessiva leggerezza. Ovviamente, facendo mente locale si comprende come questa leggerezza non dipenda tanto dalla carenza in metallo (che nel modello non manca, sia chiaro) quanto dal fatto che l’intero robot è praticamente cavo. Sono in metallo gran parte dei piedi, cosce, bacino e torace. Sono in plastica gambe, la fascia bianca alla vita, testa e arti superiori. Una cosa è certa, percentualmente il contenuto in metallo di Kenryu è ben più alto di quello di Baikanfu. Una volta completamente assemblato il peso di Baikanfu non è comunque trascurabile aggirandosi intorno agli 850 grammi! L’altezza è di circa 25 cm.
Anche in questo caso è sufficiente attenersi alle istruzioni del libretto ed agganciare bene il Kenryu negli appositi alloggiamenti in particolar modo a livello del ginocchio. La verniciatura in questo caso è buona ma non perfetta, il mio Baikanfu ha delle seppur minime sbavature sul petto (in particolar modo la testa del lupo). Come per il Kenryu anche nel Bikanfu è stato adottato sulla schiena uno snodo a sfera con un grosso perno in metallo che unisce il bacino al tronco così da permettere una rotazione potenziale a 360 gradi e che in un primo momento, a un’osservazione superficiale potrebbe ingenerare qualche timore ma che una volta testato dimostra grande affidabilità (non mi meraviglia visto che alla Bandai non ho mai visto adottare soluzioni precarie per aspetti cruciali come questo).
Anche assemblato Baikanfu ha una posabilità invidiabile, garantita dallo snodo sulla schiena, dalla grande mobilità delle caviglie e dal piede flessibile. Se una critica va mossa è certamente per i pugni del Baikanfu, un po’ troppo instabili sui loro perni anche se a detta di alcuni dipende da come vengono applicati. Io ci ho provato in più di un modo anche facendo forza ma il risultato è sempre stato lo stesso, cascano un po’ troppo facilmente maneggiandolo (non che non si tengano su ma si poteva fare di meglio). Il robot diventa ancora più posabile se invece del Kenryu introduciamo nel Baikanfu la apposita dummy part che riproduce il tronco del Kenryu stesso limitando in minor misura le escursioni di alcune articolazioni cruciali come quella della spalla e quella dell’anca.
Già, le dummy parts, croce e delizia di questo modello. Sono state chiaramente ideate perchè qualora si voglia esporre il modello disassemblato nei 3 componenti come in alcune delle foto che vedete, Kenryu e soprattutto Baikanfu abbiano una stabilità adeguata. Ciò che dispiace è che in questo caso Bandai ha fatto un lavoro a metà, prima di tutto perchè queste parti aggiuntive sono in plastica nera e non sono state verniciate con i colori originari, in seconda analisi perchè non si è fatto lo sforzo di farle snodate aggiungendo il braccio alla dummy part che riproduce il Kenryu con il brutto risultato, esteticamente assai discutibile, di un Baikanfu con le braccia “vuote” (cosa passabile nel Kenryu in cui il difetto si nota meno date le dimensioni più esigue del modello). Insomma, l’uso delle dummy parts sarebbe stata la vera ciliegina sulla torta di un modello eccezionale se si fosse avuta l’accortezza di colorarle e dargli uno snodo alle braccia (non credo che la cosa avrebbe comportato particolari spese aggiuntive per un mostro come la Bandai). Questo non cancella comunque la bontà dell’eccezionale lavoro svolto, in particolar modo dal punto di vista prettamente tecnico.

Molti hanno detto: bene, se hanno fatto il Baikanfu il Gordian non è lontano. E io aggiungo, se fanno il Gordian sarà un bel mostrone visto che vanta un componente in più rispetto al Baikanfu. Nel frattempo consiglio vivamente a tutti quanti (soprattutto a coloro che amano l’aspetto realizzativo in senso strettamente tecnico di un toy) l’acquisto di questo modello che esteticamente trovo ben più accattivante del Gordian anche se qui si parla ovviamente di gusti personali, anche perchè la schedule Bandai per i GX del 2008 è già praticamente completa (e non vi è traccia del Gordian). Nella mia personalissima graduatoria di gradimento del 2007 Baikanfu occupa senza ombra di dubbio il primo posto e ciò non è da poco considerate le tante uscite che ci ha lasciato in eredità l’anno appena trascorso con i vari GX (leggi Ideon soprattutto), la bella sorpresa dei Brave Gokin CM’S e i Mazinger 1969 Fewture. Un caro saluto a tutti e tanti auguri di felice anno nuovo da Stefano-Mazingetter, a risentirci per la prossima recensione.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).

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