Dragonar With Cavalier 0

Dragonar With Cavalier 0 by Mazingetter

Subito dopo l’uscita dello SPEC XS-05, e cioè la versione opening silhouette del Dragonar, Bandai propone per la medesima linea e come soggetto immediatamente successivo con immissione sul mercato a distanza di appena due mesi (ottobre 2007 il primo e dicembre 2007 il secondo), lo stesso Dragonar, ma con l’aspetto tipico della serie in cui il robot compare e che da lui prende il nome, e cioè l’anime Metal Armor Dragonar, trasmesso in Giappone a cavallo tra 1987 e 1988. Il mecha presenta infatti due diverse sembianze che di poco differiscono tra di loro rispettivamente nella sigla (da cui opening silhouette) e negli episodi. Bandai ne ha approfittato per produrre entrambe le varianti fornendo in dotazione, in questo XS-06, anche l’XC-00 Cavalier 0, armatura di potenziamento al cui uso il robot ricorrerà durante la serie. Se per motivi personali trovo esteticamente migliore la opening silhouette che avevo acquistato in precedenza, questo XS-06 non è assolutamente da buttare via ed una volta avuta l’occasione buona (leggi prezzo favorevole), non ho esitato a farlo mio per completare il quadretto Dragonar in cui già avevo inserito l’XS-05, l’XS-11 Falguen ed il recente Dragonar Max Factory. Procediamo quindi ad una rapida analisi del modello……

La scatola
Molto carina e meno piccola di quanto credessi (37 x 21 x 9 cm). Caratteristica e già adottata per i precedenti SPEC la cover a strappo con velcro che, una volta aperta, scopre il contenuto, visibile attraverso finestrelle di plastica trasparente focalizzate sui singoli elementi presenti nella scatola. Sulla cover è ritratta, a destra, l’immagine del modello cui fanno da sfondo, spostandosi verso sinistra, altre due istantanee del robot, agganciato al cavalier e con le ali in posa di volo rispettivamente. In alto a sinistra sono stampati il logo della serie SPEC con il codice identificativo del modello stesso il cui nome è indicato, con caratteri più grandi, dallo stesso lato ma in basso. Nell’angolo in basso a destra, sopra al logo Bandai, fa invece mostra di se l’adesivo del trentennale Sunrise (che si celebrava per l’appunto, proprio nel 2007). La cover è peraltro illustrata anche sulla sua superficie posteriore, dove sostanzialmente viene evidenziata la struttura con inner frame metallico del modello e la presenza, tra i vari accessori, dei due principali mezzi di potenziamento, e cioè l’XC-00 Cavalier 0 e l’XDFU-01 Lifter 1 (in altre parole, le ali). Sul retro è invece raffigurato, in piccoli riquadri che contornano la grande immagine centrale del Dragonar che impugna la beam lancer, il ricco armamentario in dotazione.

Il contenuto
E’ composto da due grandi blister in plastica trasparente impilati l’uno sull’altro che, accolti da un vassoio di cartoncino, occupano per intero la scatola. All’interno di quello superiore troviamo, nei relativi alloggiamenti, lo scheletro (posizionato centralmente e con pugni chiusi già applicati) e, localizzate tutte intorno a quest’ultimo, le varie parti dell’armatura da applicare costituite da gambe, cosce, bacino (suddiviso in 3 parti), torace (scomposto in 2 metà), spalle, avambracci e testa (con antenne in pvc morbido già montate). Tra gli accessori, molto abbondanti, abbiamo nell’ordine: una throwing bomb, l’hand rail gun (il fucile), il bazooka e il corpo principale del Cavalier 0 scomposto in due parti. Il resto della dotazione del modello alberga nel secondo blister, posizionato sotto a quello appena descritto, in esso trovano alloggiamento le mani accessorie (1 paio aperte, 1 paio per l’impugnatura di coltelli e spade, una mano destra per l’impugnatura del fucile), 2 beam saber ed i relativi manici, il manico del beam lancer, 5 caricatori di riserva per il fucile, un paio di assault knives (i coltelli), il lifter scomposto in due parti, lo scudo ed il relativo manico, il pannello posteriore ed i cannoni del Cavalier 0, un paio di antenne in plastica rigida di ricambio, 4 panneli ed un braccio in plastica nera. Queste ultime parti, una volta montate sulla basetta (posta sotto questo secondo blister in una bustina di plastica trasparente ad esso ancorata con del semplice scotch), forniscono un espositore pratico e funzionale che riproduce la rampa di lancio del robot e tale da consentire suggestive esposizioni in pose di volo. Anche in questo caso non poteva mancare il libretto illustrativo, molto semplice e schematico ma comunque esaustivo.

Il modello
In linea con i precedenti Layzner e Dragonar sfornati per la medesima serie, questo XS-06 si caratterizza per altezza e composizione analoghi presentando dimensioni piuttosto contenute (14 cm, 16 cm circa alla punta delle antenne) e una concezione strutturale in cui le parti dell’armatura, in plastica, debbono essere montate su di uno scheletro prevalentemente anche se non esclusivamente in metallo esattamente uguale a quello dell’XS-05. E’ proprio l’inner frame (in metallo a livello di gambe, cosce, bacino e braccia ma con piedi, torace e avambraccia in plastica) a fornire il grosso del peso al nostro modello spostando da solo l’ago della bilancia sui 112 grammi quando, ad armatura montata (senza ali ne’ cavalier) si arriva a 148 grammi. In parole povere lo scheletro costituisce il 75% circa del peso globale. Il montaggio è relativamente semplice e rapido oltre ad essere ben indicato sul libretto di istruzioni. Se nel Dragonar opening silhouette (almeno nel mio esemplare) alcune parti soffrivano di una certa instabilità distaccandosi con sin troppa facilità (vedi uno dei due copripiedi) in questo caso non ho dovuto registrare problemi in tal senso, anche perchè i copripiedi a differenza dell’XS-05 non sono un elemento separato ma fanno parte integralmente del blocco della gamba per cui tutte le porzioni dell’armatura, una volta montate, rimangono ben solide nella loro posizione anche quando si cambia posa al modello. La verniciatura delle singole parti è ben curata salvo qualche sporadica e modesta imperfezione (leggi piccole sbavature nelle linee blu e rosse delle gambe). La posabilità, molto soddisfacente, è garantita esclusivamente da articolazioni ad attrito rigide quanto basta. Le caviglie hanno movimenti di lateralità molto validi e le ginocchia si flettono a più di 90 gradi. Le anche sono mobilissime in ogni direzione, anteriore, posteriore e laterale e le cosce ruotano sul loro asse longitudinale. Il tronco è snodato a livello del passaggio bacino-addome con notevoli escursioni in flessione e nelle torsioni laterali. La spalla ruota a 360 gradi e si abduce a 90 gradi. I gomiti si flettono oltre i 90 gradi ed i polsi, governati da piccoli perni con articolazione a sfera, lasciano una sufficiente libertà di movimento alle mani la cui applicazione è peraltro relativamente agevole. Anche l’aggancio della testa al torace è garantito da una articolazione a sfera che permette rotazioni a 360 gradi e buoni movimenti di flessione anteriore e laterale, con minima estesione. I manici delle beam saber sono applicabili ai relativi alloggiamenti ruotabili sulle anche del robot con aggancio ben solido, lo stesso dicasi per i caricatori dell’hand rail gun a livello degli avambracci mentre i foderi per gli assault knives sono sulla supeficie posteriore della gamba. L’applicazione del lifter e del cavalier fila liscia senza particolari intoppi. In questo caso, a differenza della opening silhouette, ho apprezzato la possibilità di attaccare le ali senza che il fregio sul petto del robot venga coperto come avveniva, per l’appunto, nell’XS-05. L’aggancio del lifter è molto valido e la sua applicazione non comporta significativi sbilanciamenti del modello ne’ rischi di sfregamenti tra parti con conseguenti scrostature di vernice. Le ali sono ripiegabili così come i propulsori e la verniciatura non ha difetti evidenti. Anche il Cavalier 0 è facilmente assemblabile ed agganciabile, ha i cannoni direzionabili grazie a snodi a sfera e, come prevedibile, è interamente in plastica. Se con le ali il modello fa certamente una gran bella figura, lo stesso non si può però dire per la versione potenziata con il Cavalier 0 in cui in parole povere sembra che al nostro povero Dragonar sia stata calata in capo una pentola a pressione. Se quindi non esporrò mai il mio XS-06 in questo assetto, fa comunque piacere, per completezza, sapere di avere comunque a corredo del gokin anche questo accessorio. Più che soddisfacente il numero di mani, 3 paia più una mano destra per l’impugnatura del fucile è una dotazione di tutto rispetto per la quale metterei la firma in qualsiasi modello. Quanto alle antenne il mio personalissimo consiglio è sempre lo stesso, usate quelle più morbide perchè se è vero che quelle più rigide hanno minor tendenza ad incurvarsi, è altrettanto vero che in caso di cadute o contatti accidentali le prime a farne le spese proprio queste ultime essendo maggiormente esposte al rischio rottura. Un cenno a parte deve essere fatto per la basetta espositiva che, per come è stata concepita, aiuta certamente a valorizzare il nostro modello con la possibilità di pose di volo molto dinamiche. Grazie ad alcuni piccoli pannelli riproduce la rampa di lancio del robot ed il braccio che consente di tenere in sospensione il gokin è snodato sia nel punto di attacco alla base (così da regolare l’altezza a cui lo si voglia esporre) che all’estremità opposta, dove si àncora peraltro solidamente e affidabilmente al robot (a questo livello il perno di aggancio presenta escursioni sia in senso antero-posteriore che laterale).

In conclusione
Un modello piccolo per il quale non c’è certo da fare pazzie, ma validissimo praticamente sotto ogni aspetto. Ho avuto infatti difficoltà, come avrete potuto notare, a trovare difetti grossolani a questo XS-06. Lo considero un complemento per i patiti del mecha che già posseggono la variante opening silhouette perchè se comunque esteticamente è proprio quest’ultima a farsi preferire, non si può negare che anche la versione con Cavalier 0 certamente schifo non fa presentando nel contempo un armamentario più abbondante. Se poi esteticamente apprezzate maggiormente questa variante tanto meglio. Capitolo prezzo: si tratta pur sempre di uno SPEC ed è effettivamente piccoletto per cui è giusto pagarlo il dovuto che in questo caso, a mio avviso, non dovrebbe essere più di 70-80 euro tutto compreso. Con ciò credo di avere detto più o meno tutto, per ulteriori ragguagli aspetto vostri eventuali messaggi privati sul forum di Japanrobot. Un caloroso saluto a tutti e a presto risentirci su queste pagine da Stefano-Mazingetter.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate da Mazingetter)