Gaiking THE Great GDX

Gaiking THE Great – Most Wanted by Haran Banjo

Nel febbraio 2008, la Most Wanted, azienda specializzata nella realizzazione in modelli in vinile di grossa scala, fece esordire nel mercato questa nuova serie denominata GDX. I primi modelli scelti furono i tre robot della serie da 39 episodi Daiku MarYu Gaiking e precisamente il Gaiking, il Raiking e il Balking, che insieme formavano nell’anime il possente Gaiking The Great.
Fin qui la sopra citata azienda era più che altro famosa per i prodotti denominati PSR: viniloni da 40 cm in puro stile Marmit.
Questi GDX si differenziano dai PSR per il materiale usato (plastiche assai più rigide), per la maggiore potabilità e per la possibilità della combinazione tra i tre robot. Purtroppo i tre modelli non hanno mai avuto grande successo (tanto che la serie si è fermata ai tre Gaiking), ma certo non per la brutta realizzazione. Molto, secondo me, è dipeso dal fatto che i modelli sono per una clientela di nicchia, vale a dire per gli amanti delle taglie extra large. Infatti, non tutti hanno spazio sufficiente per esporre un bestione da 37 cm!Ma veniamo alla descrizione dei modelli, cominciando ovviamente dalle confezioni.Le tre scatole si presentano ben colorate e sul davanti di ognuna capeggiano: la foto del robot rappresentato, la sigla del prodotto e il nome del mecha. Dietro figurano i vari accessori, immagini varie e la combinazione in Gaiking the great.
All’interno d’ogni confezione è presente una scatola di cartone rigido, che a sua volta contiene due blister di plastica trasparente sovrapposti l’uno all’altro.
All’interno ogni robot è stato messo scomposto in tre parti, che sarebbe poi la stessa configurazione con cui sono espulsi dal Drago Spaziale.
Le tre scatole, nonostante i modelli non abbiano alcun che di metallo, hanno un peso consistente.
Passiamo alla descrizione personalizzata per ognuno.

GAIKING

ALTEZZA MODELLO DA TERRA ALLA TESTA: CM 34.
ALTEZZA MODELLO DA TERRA AL PUNTO PIU’ ALTO: CM 36.
PESO: 895 GRAMMI

All’interno della confezione troviamo il Gaiking scomposto nelle sue tre parti, una testa, la mascherina per la faccia, due paia di mani, ali, tomahawck, lancia e scudo.Una volta estratti i pezzi si ha modo di constatare la qualità dei materiali usati. Il Gaiking è composto per il 95% di plastica rigida, liscia al tatto e priva di grosse sbavature. Le mani e la testa sono in vinile, mentre le grosse corna (orientabili come nell’anime) sono di una brutta gomma morbida.Una volta assemblato ci si rende conto di quanto sia alto e pesante questo modello. Se da un lato la pesantezza è un pregio, dall’altro fa sì che il robot, se non ben bilanciato e piantato, penda in avanti con il rischio che cada. Gli snodi a scatto a ginocchia e cosce lo rendono abbastanza stabile, peccato che quelli dei piedi (due grosse sfere) sono un po’ ballerini (almeno nel mio caso) e ne pregiudicano la corretta stabilità. Anche le braccia godono di snodi a scatto, mentre sono ad attrito ad altezza gomito. Davvero ottima l’escursione della testa e, soprattutto, delle gambe. Queste ultime sono certamente aiutate dagli snodi rotanti che consentono al Gaiking pose molto dinamiche. Il modello è dotato di pugni sparanti ed è in grado di simulare l’open face. Di fattura più che buona gli accessori, anche se si sente la mancanza di almeno due mani aperte.

RAIKING

ALTEZZA MODELLO DA TERRA ALLA TESTA: CM 35.
ALTEZZA MODELLO DA TERRA AL PUNTO PIU’ ALTO: CM 37.
PESO: 625 GRAMMI.

Anche in questo caso il modello è alloggiato all’interno della confezione scomposto in tre parti. Insieme ai pezzi del robot vi troviamo: la grossa falce, due paia di mani (+ una mano per impugnare l’ascia), i due grossi braccioli e la testa del Gaiking the great.Stessa percentuale di plastica rigida (95%), solite mani e testa in vinile, corno in gomma morbida.A modello assemblato s’incontra subito una difficoltà precisa: non sta in piedi. Ciò è dovuto alle gambe magre, ai piedi notevolmente stretti e, soprattutto, dalle grosse e pesanti ali (quasi 300 grammi!) che fanno piegare sulle ginocchia il robot. La fattura particolare di questo robot, poi, non aiuta di certo e a poco servono gli snodi totalmente a scatto di cosce e ginocchia. Il peso è concentrato troppo in alto. Due cose si possono fare per migliorare la situazione: togliergli le grosse ali (soluzione che però non condivido) oppure appoggiarlo di schiena alla vetrinetta (come ho fatto io) stando attenti che le gambe siano ben dritte, altrimenti si ripiegano su loro stesse e il robot cade. Il problema non si pone se il modello viene usato solo per la composizione del Gaiking the great. Molto bella la grossa falce e l’impugnatura è ben salda.

BALKING

ALTEZZA MODELLO DA TERRA ALLA TESTA: CM 35.
ALTEZZA MODELLO DA TERRA AL PUNTO PIU’ ALTO: CM 40.
PESO: 735 GRAMMI.

Stessa tipologia d’alloggiamento (scomposto in tre parti) per questo Balking. Gli altri pezzi che troviamo nella scatola sono: due grosse stelle che andranno applicate alle spalle del robot, due asce e lo SKY, che si può agganciare al Gaiking per un’apertura alare maggiore.Ovviamente sono gli stessi i materiali usati: plastica rigida per il 95% del corpo, mani e testa in vinile, corno in gomma.Mentre per il Gaiking la stabilità è sufficiente e per il Raiking in pratica impossibile, per questo non esistono problemi. Il robot, infatti, grazie alle grosse gambe è molto tarchiato ed è in grado di assumere le più svariate pose, complici, anche qui, gli ottimi snodi a scatto di ginocchia e cosce. Gli snodi delle braccia ricordano molto da vicino quelli del GX-10 Boss Borot o quelli del Getter 3 nel GX-06. Le mani, però, sono troppo pesanti e gli snodi risultano praticamente inutili. Mani che però, grazie al pollice orientabile, riescono ad impugnare in maniera ben salda le due grosse asce. Armi che, quando non impugnate, possono essere agganciate alla schiena, donando così al modello un’aria molto minacciosa.Come abbiamo potuto constatare ogni modello ha i suoi difetti in parte evidenti. Difetti che spariscono nella combinazione Gaiking the great. Chiaro che il modello è stato pensato per tenerlo in tale conformazione.

GAIKING THE GREAT

ALTEZZA MODELLO DA TERRA ALLA TESTA: CM 37.
ALTEZZA MODELLO DA TERRA AL PUNTO PIU’ ALTO: CM 43.
PESO: 1036 GRAMMI.

Per prima cosa dedichiamo tempo ed attenzione alla combinazione. Semplice, che più semplice non si può! Occorrono braccia e spalle del Raiking, busto del Gaiking, gambe del Balking e, ovviamente, la testa trovata nella confezione del Raiking. Si procede così: seguendo le pratiche guide si lascia scorrere il petto del Gaiking tra le spalle del Raiking fino a che non si sente un clack. I grossi braccioli del Raiking si spostano verso il basso fino a toccare i polsi. Questo blocco va poi agganciato alle gambe del Balking. Il tutto è serrato da un fermo comandato da un bottone sul retro del robot. Mancano ancora quattro semplici passaggi: inserire la testa, togliere le due grosse stelle dalle spalle del Balking ed inserirle sugli stinchi del The Great, allungare le grosse ali del Raiking ruotando di 360° la parte interna di esse (ora l’apertura alare è di ben 48 cm!!), estrarre le gambe del Balking (stesso procedimento del GX-04 Grendizer).Ecco fatto, il Gaiking the great è assemblato e ci si può rendere conto di quanto sia alto, pesante, ma assai stabile. Il peso in questo caso, infatti, è ben bilanciato su tutte le parti del corpo. Il robot è sufficientemente dinamico e può assumere svariate pose. Quelle che le gigantesche ali consentono, almeno.

Non resta che terminare con alcune considerazioni di stampo personale:
se amate i modelli imponenti, se siete stai fan dei marmittoni, ebbene, questi 3 mecha fanno per voi.Se siete di quelli il metallo ad ogni costo dirigete i vostri risparmi altrove, perché non fa per voi.Il prezzo? Bé, in Giappone ogni modello ha un costo di circa 35/40 euro (esclusa spedizione e dogana), ma in commercio esiste anche un box (uscito ad aprile 2008) che li contiene tutti e tre e che si può trovare a 85/90 euro. Direi non molto considerando che i quattro Astrorobot CM’S si trovano almeno al doppio.

Marco alias Haran Banjo
le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).

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