NU Gundam RX-93 – Formania

NU GUNDAM RX-93 – Formania by Mazingetter

Nel 2010 Bandai lancia sul mercato una nuova serie di prodotti dedicata a Gundam. Non si tratta di una linea di chogokin o di action figures, ma di veri e propri busti. Il primo soggetto ad avere l’onore di inaugurare la serie Formania (questo il suo nome), è l’Rx-93 Nu Gundam, definito sulla confezione stessa come il mobile suit che ha fatto emergere completamente le abilità nascoste di Amuro Ray.  Avvicinatomi incuriosito a questo nuovo prodotto grazie al favorevole prezzo proposto in seguito all’importazione diretta curata da Cosmic Group, mi sono ben presto reso conto della validità e della bellezza del modello. In altre parole, dopo quelli di SOC, SPEC e Metal Composite, temo di essermi infilato in un nuovo tunnel, soprattutto se si considera che il prossimo soggetto che verrà omaggiato da un riproduzione in questa serie, sarà il bellissimo Sazabi le cui prime immagini comparse online la dicono assai lunga sulla qualità del prodotto, soprattutto alla luce di quanto ho potuto toccare con mano nel suo predecessore di cui mi appresto a parlare.

La scatola
Piccola, quasi cubica (altezza 25, larghezza 23, profondità 19 cm) e relativamente leggera (970 grammi). E’ rivestita esternamente da una fascetta che ne circonda le superfici anteriore, posteriore e laterali. Sull’anteriore è riprodotto il busto, al di sotto di esso il nome del soggetto e nell’angolo in alto a destra il logo Formania. Su una delle superfici laterali sono invece riportati i dati tecnici del Nu Gundam, ivi compresi altezza, peso, potenza, armamenti e anno di produzione. Sul retro spiccano le immagini frontale e posteriore del busto con le relative specifiche sull’altezza e sui possibili movimenti a livello di testa, backpack, spalle e tronco. Fanno da contorno tutta una serie di piccoli riquadri raffiguranti i dettagli più minuti di cockpit, reattori, stand, miniature, vani apribili e markerizzazioni. Rimossa la fascetta è possibile estrarre la scatola vera e propria, è di colore nero e sull’anteriore presenta il negativo dell’artwork presente sulla corrispondente superficie della fascetta stessa mentre sulla posteriore campeggia il simbolo del Nu Gundam. Bella ed elegante la presenza di adesivi recanti il logo Formania invece delle solite striscie di scotch ad assicurare la fascetta alla scatola e a sigillare quest’ultima.

Il contenuto
La scatola è interamente occupata dal contenitore in polistirolo che da alloggio al busto e agli accessori. Ha uno spesso coperchio con un vano centrale che accoglie, contenuti in una bustina di plastica trasparete, un cartoncino plastificato a colori con le specifiche tecniche del Nu Gundam riportate anche sull’esterno della scatola ed un foglio in bianco e nero illustrato solamente su un lato e recante i dettagli sul contenuto della scatola e sui diversi vani apribili. Rimosso il coperchio troviamo, nel vano maggiore del contenitore, il busto stesso, protetto dal contatto col polistirolo da una voluminosa busta in plastica trasparente e privo della spalla destra, debitamente riposta in un altro alloggiamento e anch’essa contenuta nella relativa bustina. In sacchettini di plastica trasparenti e adagiati nei rispettivi vani sono confezionati anche i (pochi) accessori, costituiti da una piattaforma applicabile al busto e da due miniature di meccanici in tuta da astronauta con tanto di cavi per la connessione al busto oltre alle due maniglie da attaccare alle spalle.

Formania RX-93 Nu Gundam Bust
Mi attendevo un oggetto di dimensioni più contenute, in realtà il nostro busto, in scala 1/60, non è così piccolo come immaginavo, con una altezza di 19.5 cm all’apice del fregio frontale (21 cm all’estremità della spada sulla schiena) per 21 cm di larghezza in corrispondenza delle spalle. Il peso di 494 grammi tradisce una composizione quasi interamente in plastica fatta eccezione per poche parti in metallo localizzate quasi esclusivamente in corrispondenza del bel piedistallo in stile robotico. L’assemblaggio è elementare e veloce, è sufficiente applicare la spalla destra, le due maniglie in corrispondenza delle relative spalle ed il gioco è fatto. Spicca l’estrema cura nella riproduzione dei dettagli anche più minuti nei molti vani apribili, nei movimenti delle articolazioni e nelle precisissime markerizzazioni che, insieme alle tenui sfumature di alcuni elementi del backpack, vanno ad impreziosire una verniciatura molto buona in quello che, a tutti gli effetti può essere assimilato al busto di un master grade. Dispiace constatare, ma penso che sia un difetto del mio solo esemplare, qualche “sporcatura” di troppo sul bianco del manico della spada e su di un lato della testa e una spennellata di vernice argentata decisamente poco felice su una delle tubature (in pvc) nella parte bassa del busto, poco al di sopra del piedistallo. Quanto alle possibilità di movimento c’è da dire che queste sono maggiori di ciò che si potrebbe pensare in un semplice busto. Le spalle, oltre a poter ruotare a 360 gradi, si piegano in avanti, indietro e verso l’alto. La spalla destra del mio modello a onor del vero è un po’ troppo “molle” e tende quindi a piegarsi in basso con eccessiva facilità, fatto disdicevole, ma comunque niente di tragico. La testa è dotata di uno snodo a sfera ruota a 360 gradi ed ha soddisfacenti movimenti di flessione ed estensione. Il tronco è pieghevole in senso antero-posteriore dato l’aggancio mobile al piedistallo garantito dall’escursione di pistoncini mobili in metallo. Gli elementi del backpack sono rotabili lateralmente. Tutti i movimenti sono regolati da articolazioni ad attrito. Tra i compartimenti nascosti rammentiamo il torace dove la parte centrale è sollevabile permettendo la visione del cockpit sotto di essa e l’estremità delle spalle, la cui superficie superiore è arricchita da sportelli apribili. Questi gimmicks permettono, lasciando i vani aperti, la suggestiva esposizione del modello “in manutenzione” applicando anche la piattaforma in dotazione sulla parte bassa del torace e, su due dei 12 possibili punti di ancoraggio sparsi su di esso, le miniature dei meccanici spaziali in tuta da astronauta. Un po’ difficoltoso e scomodo l’aggancio dei cavi di ancoraggio di questi ultimi nei relativi alloggiamenti, intelligente però l’idea di realizzarli in fil di ferro con rivestimento in gomma nera così da poterli piegare e posizionare a piacimento.

Per concludere trovo che questa nuova linea Formania abbia avuto un esordio decisamente vincente, bello il soggetto riprodotto, bella e curata la realizzazione. Tremo al solo pensiero che con la stessa accuratezza possano riprodurmi un Rx-78, uno Zaku, un MK2, uno Z Plus e altri mecha ai quali non saprei resistere. Chiudo con i soliti consigli per gli acquisti: il modello dovrebbe ancora essere reperibile intorno ai 90 euro tutto compreso in Italia (Cosmic Group santi subito!), non posso far altro che raccomandarvelo vivamente confermando che l’oggetto vale ogni singolo cent di quella cifra. Un caro saluto a tutti i nostri lettori, continuate a seguire le nostre recensioni su Japanrobot.

Mazingetter
(le foto sono state realizate dall’autore dell’articolo)