Rassegna Daigokin

Rassegna Daigokin marmit by Mazingetter

Il termine Daigokin può essere sommariamente tradotto come grande (essere) in lega metallica. Con questa parola la ditta Marmit ha battezzato una serie di maestose riproduzioni in metallo di alcuni robot tra i più classici della animazione giapponese. Questa serie di statue in metallo, dell’altezza di 40 cm circa per svariati kili di peso, è stata inaugurata nel 1999 con il primo soggetto, neanche a dirlo, il Mazinger Z (il mecha più amato dai giapponesi al pari se non più del Tetsujin 28). La Marmit ha in questa serie ripreso una vecchia idea della Popy che nel 1980 inaugurò una linea, intitolata Chokinzoku, che prevedeva la produzione di giocattoli in metallo dell’altezza di 40 cm, con dimensioni ben maggiori delle versioni deluxe. Il primo ed ultimo tra i soggetti ad essere riprodotti per questa serie fu il Super Robot 28 con corazza in parte apribile per mostrare gli ingranaggi interni. Purtroppo la serie si interruppe immediatamente per lo scarso successo riscosso, principalmente per il prezzo eccessivamente elevato per quello che in fondo era solo un giocattolo e che resta oggi uno dei pezzi piùambiti e pagati a suon di fogli da 100 euro dai collezionisti di vintage. Dopo l’uscita del Mazinger Zeta è stato il turno del Great Mazinger e, nel 2006, del Grendizer, con il virtuale completamento della santissima trinità nagaiana.Il Mazinger Zeta è stato riproposto recentemente in versione aggiornata (stesso stampo ma variazioni strutturaliprincipalmente per garantire maggior mobilità agli arti superiori) e in concomitanza alla sua uscita è stato messo in vendita uno scrander in scala, con corpo in metallo ed ali in plastica. Come prossima uscita è prevista la riproduzione della astronave Andromeda (si parla di una lunghezza di 45 cm per più di 1 Kg di peso), tratta dalla celeberrima serie anime Space Battleship Yamato (Star Blazers in Italia) di cui sto già pregustando l’acquisto. Passiamo ad una rapida rassegna delle caratteristiche del trio nagaiano per eccellenza che Marmit ha volutoonorare con la produzione dei Daigokin. Una premessa è comunque d’obbligo: per farsi un’idea di che cosa sia un Daigokin è necessario che lo si veda dal vivo, nessuna foto potrà mai rendere ragione dell’imponenza di questi oggetti e della bellezza che sprigionano come veri e propri monumenti di quegli eroi di acciaio che cihanno regalato interminabili ore di sogni e divertimento da bambini.

Mazinger Z
Prodotto per la prima volta nel 1999, come primo Daigokin della serie, il Mazinger Zeta è alto 38 cm e pesa circa 3 Kg. La tiratura originaria è stata di 1000 copie. Come altri modelli anche il Daigokin non è sfuggito però a innumerevoli reinterpretazioni con recolor più o meno bizzarri (personalmente ricordo una versione black, una dorata, una argentata, una assai discutibile di color grigio satinato con avambracci e gambe azzurrini e una con tonalità di azzurro più chiaro a livello di gambe e avambracci) i cui prezzi variano ampiamente in rapporto algrado di reperibilità sul mercato.Personalmente posseggo la variante riproposta proprio quest’anno, con avambracci e gambe di colore blu scuro,proprio come la prima tra le varie versioni prodotte. In sostanza essa non ha niente di diverso rispetto alla prima, lo stampo resta il medesimo, le variazioni apportate sono semplicemente di tipo strutturale e garantiscono miglior mobilità a spalle e gomiti. Anche lo scrander, che peraltro non ho acquistato, con corpo centrale in metallo ed ali in plastica, sfrutta come punti di ancoraggio i fori delle viti presenti sulla schiena senza che sia stato variato lo stampo per garantire un alloggiamento specifico, ne deriva che potenzialmente può essere tranquillamente applicato anche alla prima versione. A ben vedere (cosa difficile da cogliere se non lo si osserva dal vivo) le proporzioni del Daigokin sono davvero ottimali e molto vicine a quelle della controparte animata. Ciò che maggiormente penalizza questa statua rispetto ai suoi successori e di conseguenza la percezione delle sue proporzioni, è la posizione delle gambe, troppo ravvicinate e non sufficientemente divaricate, ne consegue una posa un po’ troppo “impalata”. La posabilità è ovviamente limitatissima, di fatto non vi sono snodi. A livello degli arti inferiori gli unici movimenti consentiti sono di rotazione (piedi e gambe) e l’unico scopo di questi è quello di garantire maggior stabilità. Nella versione rinnovata in mio possesso gli unici altri movimenti disponibili sono la rotazione a 360° della spalla, una leggera flessione del gomito, la rotazione dei pugni e la rotazione laterale della testa. Verniciatura curatissima, soprattutto a livello dei piccoli dettagli del volto, dove attraverso la calottina trasparente del Jet Pilder è visibile la figura di Kabuto Koji alla guida del robot. Dispiace che, accanto al bel dettaglio del volto, si debba constatare l’approssimazione con cui sono stati disegnati i pugni per cui indice e mignolo non sono stati scolpiti nelle superfici laterali, difetto che come vedremo si ripresenta nel Great Mazinger e a cui si è fotunatamente ovviato nel Grendizer.

Great Mazinger
Uscito nel dicembre del 2004 il Daigokin Great Mazinger è più alto dello Zeta di circa 2 cm misurandoapprossimativamente 40 cm per un peso che si aggira attorno ai 4 Kg. Fortunatamente in questo caso Marmit ci ha risparmiato gli innumerevoli recolor con cui ha ripetutamente riproposto il primo soggetto della serie.Molte sono state le critiche mosse alle proporzioni di questa statua, secondo molti non propriamente fedeli all’aspetto che il robot presenta nell’anime. In parte sono d’accordo anche se a mio modesto parere certe misure sono state adottate per conferire al soggetto un aspetto di possenza che lo Zeta non ha, e in tal senso il risultato è stato ottenuto. Rispetto allo Zeta il Great Mazinger ha gambe più divaricate, che gli conferiscono una posa più eroica e solenne, sia gli arti inferiori che quelli superiori sono più spessi, ma le braccia sono ben più corte rispetto allo Zeta mentre gli avambracci, viceversa, sono assai più lunghi. Tutto ciò, insieme a un petto molto prominente, danno al Great Mazinger sembianze quasi gorillesche che, se criticabili relativamente all’aspetto che il mecha presenta nell’anime, danno, come detto, a questa statua, un’aria di solidità e potenza che surclassa in tal senso il suo predecessore Mazinger Z. Ciò che secondo me è invece molto difficile da criticare è la testa, che a mio modesto parere è forse la riproduzione in assoluto più fedele di questa parte del corpo del Great Mazinger. Bellissime le corna dorate e lucide, l’unico appunto se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo può essere fatto all’aspetto della calotta del Brain Condor, forse eccessivamente bombata. In questo caso la calotta della cabina di pilotaggio non è trasparente come nello Zeta ma verniciata semplicemente di azzurro. La mobilità come già detto è limitatissima, ruotano gambe, piedi, spalle e pugni, i gomiti si piegano solo modestamente, la testa non è mobile, ma bloccata nella sua posizione, difetto non trascurabile. Come nello Zeta le superfici laterali di indice e mignolo non sono state scolpite, errore in cui si è perseverato nonostante le cifre da capogiro richieste per questi oggetti. Per questo modello ancora niente scrander, e peraltro dubito che Marmit lo produrrà mai dal momento che richiederebbe la ristampa del modello in forma modificata (con un alloggiamento sulla schiena per il corpo centrale), cosa che non è stata necessaria nello Zeta per la diversa conformazione delle ali (nello Zeta le ali hanno una cintura che le assicura al corpo del robot, cosa che non avviene nel Great Mazinger in cui le ali spuntano direttamente dalla schiena).

Grendizer
Ed eccoci a quello che nel nostro paese è forse il più noto tra i daigokin sinora prodotti, con ogni probabilitàper l’estrema notorietà del soggetto in questione. Il Daigokin Grendizer, prodotto a fine 2006, è forse quello che dei tre dà maggiormente nell’occhio, probabilmente per la maggior vivacità dei colori che lo contraddistinguono.Anch’esso è stato prodotto in un’unica versione. Alto 40 cm, ha un peso che si aggira attorno ai 4,5 Kg. Nella sua confezione è presente, in omaggio, il minimetal limited black dello stesso Grendizer, nero con inserti dorati, carino ma niente di più. Anche il Grendizer ha un aspetto assai possente, conferito dalle gambe ben divaricate, come nel Great Mazinger. Le proporzioni sono molto vicine a quelle della controparte animata e, a differenza del Grande Mazinga in questo caso non si è calcata la mano sulla prominenza dei pettorali e sulla potenza delle braccia ottenendo un risultato più armonioso e comunque impressionante in quanto a possenza e solennità della posa. In questo caso i piedi sono bloccati perchè vincolati alla gamba dalle lame rosse presenti sia anteriormente che posteriormente. Le gambe comunque hanno la possibilità di ruotare in modo da garantire stabilità, le spalle ruotano a 360° e i gomiti si flettono seppur modestamente. La testa, a differenza dei precedenti Daigokin, ha la possibilità di notevoliescursioni, ruotando lateralmente e piegandosi verso il basso. Un difetto riconosciuto di questo Daigokin è proprio relativo allo snodo che regola i movimenti alto-basso che risulterebbe (come nel mio stesso esemplare) un po’ molle per cui il modello può talora avere difficoltà a mantenere la testa sollevata tendendo quest’ultima a piegarsi spontaneamente in basso. Bellissime le corna dorate, anche in questo caso i dettagli del volto sono di una bellezza e di una somiglianza alla controparte animata davvero encomiabili.In questo caso si è finalmente ovviato al difettaccio riscontrato nei predecessori per cui le superfici laterali diindice e mignolo sono state adeguatamente scolpite.

Concludendo possiamo affermare che, oltre a essere costosissimi, i Daigokin rappresentano certamente dei pezzi da collezione assolutamente invidiabili. Personalmente li considero come un punto di arrivo e non come un puntodi partenza rappresentando l’ideale ciliegina sulla torta di una collezione più o meno completa. Ovviamente sene può fare tranquillamente a meno ma per chi avesse una mezza idea e fosse fortemente in dubbio consiglioalmeno di provar ad acquistarne uno, quale? Non saprei dire, ho elencato in precedenza quelli che considero pregi e difetti, l’eventuale acquisto deve essere poi dettato da gusti personali, fattori affettivi e disponibilità economica(attualmente mediamente il Great Mazinger è il più difficile da recuperare nonchè il più costoso). Personalmente ho cominciato col Great Mazinger, che è sempre stato il mio preferito sin da bimbo, poi sono arrivati in rapida successione gli altri 2 per una spesa complessiva in media di 400 euro a modello, prezzo certamente molto buono e favorito dalle circostanze (amici e venditori onesti). Mediamente, se vi venisse l’idea di acquistarli preventivate un costo di 500-600 euro a statua. Auguro buona fortuna e buon divertimento ai potenziali, futuri, felici possessori.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).