Tetsujin 28 vs Black OX GX-44s

TETSUJIN 28 vs BLACK OX – GX 44S by Mazingetter

Annunciato ormai da tempo, arriva in Giappone alla fine del mese di novembre 2008 (e in Italia nel mese di dicembre, giusto in tempo per essere piazzato tra i doni sotto l’albero di Natale), l’ultimo nato in casa Bandai Soul Of Chogokin, il Tetsujin 28 Go, versione riveduta ed aggiornata del Tetsujin 28, già uscito come gx-24 in versione soc e papà di tutti i robottoni che dal 1963 (anno della sua nascita) in poi si sono di lì a poco succeduti scatenando una vera e propria tendenza. Tetsujin 28 Go, noto in Italia come Super Robot 28, è una storia articolata in una cinquantina di episodi che differisce sensibilmente dalle serie anime robotiche di quegli stessi anni caratterizzate da mecha con dotazioni, in termini di armamenti, più o meno ricche; infatti il Tetsujin 28 Go, così come il suo celeberrimo predecessore, si limita a combattere semplicemente a pugni e calci senza ricorrere all’uso di armi. I protagonisti della serie sono praticamente gli stessi del prequel, il T28, come nella serie del 1963 è infatti pilotato a distanza da un ragazzino di nome Shotaro tramite l’utilizzo di una valigia contenente i comandi del robot. Forse memore delle esperienze passate per cui il riscontro in termini di vendite del gx-29 Black Ox, storico avversario del T28, non è stato pari a quello della sua nemesi buona, Bandai ha deciso in questo caso di proporre 2 differenti versioni di questo modello e precisamente il gx-44 (corrispondente al solo Tetsujin 28 Go) ed il gx-44s (un vero e proprio set che,oltre al T28, contiene anche l’avversario Black Ox). Con questa scelta si è evitato di proporre il Black Ox come uscita soc indipendente e il conseguente rischio di un insuccesso in termini di vendite senza scontentare, allo stesso tempo, tutti coloro che desiderano affiancarlo al suo avversario. Personalmente ho deciso di acquistare il set completo, ed è di questo che nel corso della recensione vi andrò a dare informazioni, si parte…

La scatola
Vedendo le dimensioni della scatola sono inizialmente rimasto un po’ deluso dal momento che acquistando la versione s del modello mi sarei aspettato qualcosa di più voluminoso. In realtà la confezione è molto piccola e le misure sono di 27 X 20 X 9 cm. L’iniziale delusione viene però immediatamente stemperata dalla confortantissima sensazione di pesantezza che si avverte quando si prende in mano la scatola. Non credo di sbagliarmi se affermo che stiamo parlando del soc col rapporto peso-dimensione scatola assolutamente più alto, un peso che per la precisione è di ben 1280 grammi. Bello l’artwork che la caratterizza con i due robot separati dalla scritta in giapponese “Tetsujin 28 Go vs Black Ox” che fa molto incontro di boxe. Dietro, intorno alla figura centrale dei due robot faccia a faccia troviamo le abituali illustrazioni relative al contenuto della scatola.
Il contenuto
è costituito da
– Contenitore in polistirolo all’interno del quale troviamo, protetti dal contatto col polistirolo stesso grazie a una bustina in plastica, i 2 robot (T28 a sinistra e Black Ox a destra). Entrambi sono assicurati da una stecchetta in polistirolo a livello delle gambe e da una mascherina in plastica trasparente nella parte alta del busto. Tra i due robot, nei rispettivi alloggiamenti all’interno delle relative bustine abbiamo dall’alto verso il basso: la testa intercambiabile del T28, la testa intercambiabile del Black Ox (con gli ingranaggi all’interno del volto scoperti) ed i reattori applicabili alla schiena del T28.
– Un astuccio in cartoncino contenente le basette espositive per i due robot, con targhetta in plastica già applicata.
– Un blister in plastica trasparente entro cui abbiamo alloggiati: una miniatura apribile della valigetta di Shotaro, una miniatura del clipper (il piccolo mezzo volante su cui Shotaro si muove), due miniature di Shotaro (una mentre apre la valigetta, l’altra da mettere sul Clipper), una maschera applicabile sulla testa intercambiabile del Black Ox a coprire gli ingranaggi interni, una miniatura del piccolo robot di Shotaro, 3 paia di mani per il T28 (uno con dita estese per le pose da karateka, uno con dita semiflesse ad artiglio ed uno con dita aperte) e due paia di mani per il Black Ox (uno con dita estese per le pose da karateka ed uno con dita aperte).

I modelli
Il peso della scatola prometteva bene, quello dei modelli ovviamente non delude. Il T28 pesa ben 465 grammi per un’altezza di 18 cm ed è quasi interamente in metallo dal momento che le sole parti in plastica sono le cosce, gli sportellini sulla parte posteriore delle gambe, la cintura rossa, la testa e le spalle. La verniciatura è ottima e colpisce molto il bellissimo tono di blu scuro metallizzato che è stato usato. Dispiace non poco dover constatare la discrepanza di colore, apprezzabile ad una osservazione attenta e messa impietosamente in risalto da più di una delle foto con flash fatte al robot e reperibili in rete, tra le parti plastiche più opache e quelle metalliche, dotate di una maggior lucentezza. Anche le mani, in pvc, hanno un colore che si discosta un po’ troppo da quello della livrea del robot. Probabilmente se fossero state fatte in plastica come per alcuni soc tale differenza si sarebbe notata meno. Ad ogni modo la vernice è ben distribuita e le imperfezioni presenti sono modeste, in linea con la tradizione Bandai. Davvero particolari i numeri 28 gialli stampati in rilievo sugli avambracci. I reattori, in plastica, sono applicabili sulla schiena con aggancio calamitato. Carino il sistema a molla per cui una volta applicati sulla schiena del robot, se ne possono far fuoriuscire lateralmente le ali con una semplice pressione sul corpo centrale. Passiamo adesso al capitolo posabilità. Partiamo col dire che in questo modello, nonostante la sua apparente semplicità, Bandai ha concentrato una serie di soluzioni tecniche che in parte ho apprezzato e in parte meno.Bellissimo il modo in cui sono state concepite le articolazioni delle caviglie che possono essere estratte così da permettere movimenti più ampi. Apprezzabili anche le articolazioni a scatto delle ginocchia che presentano escursioni estreme tali da consentire al robot di mettersi addirittura in ginocchio grazie alla presenza di sportellini a molla nella zona postero-superiore della gamba in cui la parte posteriore della coscia si va ad alloggiare nelle flessioni più spinte. Molto discutibile,invece, il sistema ad estrazione ideato per l’articolazione dell’anca, non a caso più di una persona si è lamentata per la scarsa capacità del modello di divaricare le gambe date le modeste escursioni laterali. Precisiamo che per dare maggior mobilità alle anche è necessario effettuare l’estrazione dello snodo, cosa che è praticabile con un sistema a due scatti, con il primo di questi, semplice da effettuare, si abbassano leggermente e in contemporanea le cosce e la parte inferiore del bacino,interposta tra il blocco anteriore e quello posteriore di quest’ultimo, con il secondo scatto in cui è necessario tirare molto forte (non temete, non si rompe nulla, tirate senza timore) si abbassa ulteriormente la coscia liberando lo snodo di circa mezzo centimetro così da garantirgli maggior libertà di movimento. Sia chiaro che nonostante l’estrazione dello snodo l’articolazione non guadagna assolutamente niente in lateralità ma guadagna moltissimo nei movimenti di estensione e flessione della coscia. Grazie alla concomitante capacità di rotazione di coscia e gamba si riesce così a dare al modello pose discretamente dinamiche anche se a mio avviso l’effetto visivo dell’articolazione dell’anca in corrispondenza della coscia estesa resta esteticamente molto discutibile. Il busto ruota rispetto al bacino con un sistema ad attrito in corrispondenza della cintura rossa. Le spalle,i cui movimenti di rotazione (a 360°) sono regolati da un sistema a scatto hanno totale libertà di movimento. I gomiti presentano un innovativo sistema tale da consentire flessioni estreme,praticamente a 180°. Purtroppo la notevole funzionalità di questa soluzione si scontra con una discutibilissima estetica per cui nelle flessioni più estreme la spontanea fuoriuscita di un piccolo segmento che unisce l’avambraccio al braccio si fa notare per bruttezza. Bello invece il sistema con perno a sfera con cui è stato concepito l’attacco della testa dal momento che data la caratteristica conformazione del robot questo non ha un collo ben definito. In questo modo è possibile l’uso di una testa intercambiabile con la possibilità di estendersi così da simulare le pose di volo del robot anche se a dirla proprio tutta, sarebbe stato allora giusto mettere in dotazione nella confezione uno stand apposito per questo tipo di pose. Passiamo a questo punto al Black Ox. Meno ricco in metallo rispetto al T28, anche il nerone si difende quanto a peso facendo spostare la lancetta della bilancia sui 350 grammi. Gli arti inferiori sono interamente in plastica, così come le spalle, la testa e la cintura. Anche in questo caso la verniciatura è ben distribuita con rare e veniali pecche ma l’alternarsi di parti di colore nero a parti grigio-antracite mi ha fatto storcere un po’ il naso. Mi sarebbe francamente piaciuto un bel Black Ox completamente nero in stile gx-29. La posabilità è inferiore a quella del T28, le caviglie infatti non sono ad estrazione come in quest’ultimo con la concomitante aggravante che, per la tipica conformazione della gamba, vengono ad avere fortemente penalizzati i movimenti di lateralità. Le anche sono concepite con la stessa soluzione a doppio scatto di quelle del Tetsujin (risultando peraltro meno dure da estrarre rispetto ad esse), e lo stesso dicasi per tutte le restanti articolazioni tronco, spalle, gomiti e collo inclusi. La mandibola è snodata così da permetterci di esporlo a bocca aperta o chiusa a seconda delle preferenze personali. Carina la testa intercambiabile che fa intravedere il dettaglio degli ingranaggi all’interno del volto anche se tutto sommato non aggiunge niente di particolare al modello.

Per concludere
Certamente un bel modello anche se sono assolutamente dell’idea che ultimamente Bandai, accanto a idee e relizzazioni tecnicamente valide finisca sempre più spesso per dimostrare con che facilità riesca ad affogare in un bicchier d’acqua. Mi sto continuando infatti a chiedere perchè le anche del robot non siano state concepite col semplice, funzionalissimo sistema adottato già anni fa per il T28 classico. In tal caso il modello (gomiti a parte, che se non altro hanno una giustificazione di tipo funzionale) avrebbe meritato, nella sua semplicità, un voto altissimo. A mio avviso quindi il giudizio è buono, ma non eccellente, e il consiglio è comunque quello di acquistarlo. Prezzi? Entro i 130 spedito il 44s ed entro i 70 spedito il 44 si può fare. Chiudendo questa recensione e dandovi appuntamento alla prossima ne approfitto per farvi i migliori auguri di un felice e sereno 2009, a tutti voi e alle vostre famiglie. Un caro saluto da Stefano-Mazingetter.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).

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