Great Mazinger Super Robot Chogokin

Great Mazinger Super Robot Chogokin by Mazingetter

Super Robot Chogokin 02, ovvero il piccolo Grande Mazinga. Così si potrebbe riassumere la seconda uscita, in agosto 2010, della recente linea di chogokin ideata da Bandai ed inaugurata poche settimane prima, manco a dirlo, con l’ennesima riproduzione del Mazinger Z. Questa nuova proposta della casa nipponica si caratterizza per la produzione in scala ridotta (13-14 cm di altezza) dei mecha che caratterizzano il videogame Super Robot Wars, da cui il nome della linea stessa. In questi piccoli toys Bandai ha concentrato le conoscenze ormai affinate negli anni di un sistema di snodi in grado di garantire una posabilità estrema degna di una action figure ed alcune caratteristiche dei chogokin come la presenza, per l’appunto, di una quota più o meno cospicua di metallo. In altre parole Bandai ha creato una alchimia tra la action figure ed il chogokin generando un prodotto rivoluzionario che fonde gli aspetti positivi dei due suddetti toys in quello che può essere a ragione definito come action chogokin. Detto ciò procediamo con la nostra disamina….

La scatola
Piccola, ovviamente, date le dimensioni limitate del chogokin. Misura 17 x 19 x 7 cm ed ha un peso altrettanto contenuto. Sull’anteriore è raffigurato il nostro eroe ad ali spiegate che appoggia fieramente la mano sinistra all’elsa della spada piantata nel terreno. Alla sua destra alcune piccole finestrelle di plastica trasparente lasciano intravedere il contenuto. In basso, dietro alla sagoma del robot, è riportato a grosse lettere il suo nome mentre nell’angolo in alto a sinistra campeggia il logo della serie SRC. Sul retro fa mostra di se sulla sinistra una grande e suggestiva immagine del Great Mazinger nell’atto di richiamare dal cielo, con l’indice puntato in alto, il grande fulmine. Sulla sinistra, altri piccoli riquadri mostrano gli accessori in dotazione e quelli aggiuntivi ottenibili con l’acquisto del Mazinger Z della stessa serie.

Il contenuto
La scatola è interamente occupata da 2 blisters in plastica trasparente impilati uno sull’altro con rinforzo in cartoncino al di sotto di quello inferiore. Il primo blister contiene il toy (con pugni chiusi preapplicati), il brain condor, una spada diabolica, 2 accessori per la riproduzione del thunder break (uno applicabile sul dito indice e l’altro sulla spada per riproporre quelle scene dell’anime in cui il Great Mazinger scagliava il fulmine contro i suoi nemici attraverso quest’ultima), due avambracci alternativi per la simulazione del pugno atomico rotante, i due alettoncini per l’assetto di volo da posizionare sulla superficie posteriore della gamba ed un piccolo perno in plastica applicabile alla faccia posteriore del bacino per consentire l’aggancio ad appositi stand espositivi così da simulare pose di volo. Il secondo blister contiene invece lo scrander, la sua pinna centrale e 4 paia di mani (a dito indice esteso per l’applicazione dell’accessorio simulante il thunder break, a pugno chiuso per l’impugnatura della spada, a dita unite e semiflesse utilizzabile per una friendly pose con il Mazinger Z e a mano aperta). Le istruzioni sono relativamente semplici e riportate su un foglio ripiegato in 4 parti ed alloggiato insieme ad un foglietto promozionale della serie di prossima uscita Mazinkaiser SKL, in una bustina di plastica trasparente.

Il modello
Al momento dell’estrazione del nanetto dal suo blister, il piccolo Grande Mazinga si caratterizza per la rassicurante sensazione di pesantezza a discapito delle dimensioni contenute. 143 grammi a scrander applicato non sono certo un peso record, ma in un oggettino alto 14 cm si fanno decisamente sentire. La verniciatura non presenta particolari anomalie salvo qualche fastidioso segno di distacco dalle sprue localizzato bilateralmente sulla superficie interna di cosce e braccia e (se proprio vogliamo fare i pignoli) sulla parte laterale del corno sinistro. La cosa che personalmente mi ha colpito è stata la stupenda tonalità di rosso scuro metallizzato utilizzata per grande boomerang, scrander e brain condor, davvero bellissima. Ad ogni modo è decisamente encomiabile l’estrema accuratezza nella colorazione dei dettagli più fini, in particolar modo a livello del volto dove, nonostante l’estrema miniaturizzazione del chogokin, non è evidenziabile ad occhio nudo la minima sbavatura. Come detto il metallo c’è e si sente localizzandosi a livello delle gambe e in corrispondenza del torace del robot. Tutto il resto è invece in plastica a composizione variabile (più morbida quella della testa). In realtà il punto forte di questo action chogokin, come accennato in apertura, è il grado estremo di posabilità. Le caviglie hanno escursioni ampissime in tutte le direzioni (sia latero-medialmente e viceversa che antero-posteriormente e viceversa). Le ginocchia sono regolate da articolazioni a scatto (le uniche in tutto il modello) che consentono una flessione superiore ai 90 gradi dando anche la possibilità di pose in ginocchio grazie all’ormai classico sistema a sportellini localizzato sulla parte posteriore della gamba (introdotto con il gx-44 e successivamente ottimizzato nel gx-45 e nel gx-52). A livello dell’anca l’intero arto inferiore è ruotabile a 360 gradi e l’articolazione (ad attrito) presenta ampi movimenti di abduzione, flessione ed estensione. Il tronco è snodato in due punti e cioè all’attacco bacino-addome (dove l’articolazione è parzialmente estraibile così da ampliare i movimenti di basculamento laterale ed estensione) ed al passaggio addome torace (anche qui l’estrazione dell’articolazione consente di aumentare le escursioni). In corrispondenza della spalla si localizzano due snodi distinti il primo dei quali, più interno, ha la funzione di ampliare ulteriormente i movimenti del secondo tanto da dare la possibilità al nostro Great Mazinger di poter addirittura incrociare le braccia dietro alla testa. L’articolazione del gomito si flette oltre i 90 gradi e le mani, regolate da perni a sfera, hanno buone capacità di flessione ed estensione. Il collo è snodato sia all’attacco al tronco che all’aggancio alla testa la quale ha buoni movimenti di flessione ed estensione e ruota liberamente a 360 gradi. La miscela di un insieme di snodi estremamente funzionali rende perciò il nostro toy più posabile di qualsiasi altro oggetto si sia mai visto sinora sul mercato dei chogokin, peraltro con il vantaggio di una notevole stabilità anche nelle pose più estreme (indice di un attento studio nella distribuzione dei pesi nell’ambito del modello). Rimane qualche dubbio sulla tenuta nel tempo degli snodi più sollecitati (vale a dire quelli delle caviglie) data la loro natura ad attrito. Purtroppo la funzionalità di alcuni di questi snodi talora deve cedere il passo all’estetica ed ecco che i soffietti in corrispondenza degli snodi dell’anca finiscono per risultare forse un po’ troppo evidenti. Anche il funzionalissimo sistema a due snodi delle spalle non è, almeno ad impatto visivo, quanto di meglio realizzato sinora. Ciò non toglie che lo sculpt del modello risulta complessivamente armonico e molto fedele a quanto visto nell’anime. Buona la dotazione in mani, 5 paia sono più che soddisfacenti anche se talora ho la sensazione che siano state un attimo sovradimensionate e che avrebbero dovuto essere un po’ più piccole. Tra gli accessori ho apprezzato moltissimo il thunder break, suggestivo in entrambe le varianti, tanto quella applicabile al dito quanto quella adattabile alla spada. Dispiace constatare le solite manovre furbe di Bandai studiate a tavolino nella speranza di fare più quattrini possibile tipo la necessità di acquistare il Mazinger Zeta se si volessero gli accessori simulanti l’effetto di sparo dei pugni o la vendita di un set aggiuntivo di accessori contenente i calci distruttori, le punte d’acciaio ed il great booster annunciata proprio di recente all’ultimo Tamashii Nations Festival.

In conclusione mi sento di affermare che si tratta di un prodotto altamente consigliabile e decisamente diverso da quanto sinora visto sul mercato. Direi che la definizione di action chogokin è per l’appunto quanto di più appropriato per indicare le caratteristiche che Bandai è riuscita a condensare con risultati stupefacenti e decisamente positivi in questi piccoli gioielli. Consiglio vivamente l’acquisto (peraltro favorito a prezzi ragionevoli dall’importazione diretta curata da Cosmic Group) a tutti, in particolar modo a coloro che nel Grande Mazinga hanno avuto il robot d’infanzia preferito, per queste persone direi che l’acquisto diventa un must! Un caro abbraccio ed un caloroso arrivederci a tutti i fan di Japanrobot, continuate a seguirci sul sito e sul forum!

Mazingetter
(le foto sono state realizate dall’autore dell’articolo)