Grimlock MP-8

Grimlock MP-8 by Mazingetter

Il 2009 da poco trascorso ci ha lasciato in eredità, tra le tante novità proposte nel campo dei gokin, l’uscita del nuovo modello della serie Masterpiece Takara, l’MP8. A differenza di molti dei precedenti Masterpiece, immessi sul mercato con codici diversi ma spesso recolor o remold dell’MP-1 e dell’MP-3 (i 7 già usciti erano stati prodotti con appena 3 stampi), questo nuovo modello è stato fabbricato ricorrendo finalmente ad uno stampo nuovo di zecca. Il soggetto riprodotto questa volta ha sorpreso i più essendo rappresentato da Grimlock, noto come il leader dei Dinobots, robot convertibile in tirannosauro, e questa volta Takara si è superata fornendo in dotazione tutti gli accessori possibili e immaginabili, cosa che con i precedenti modelli di questa serie non aveva praticamente mai fatto costringendo gli appassionati alla customizzazione degli accessori mancanti. Molti di coloro che mi conoscono sanno che non sono un fan sfegatato dei Transformers, ma in questo caso il tipo di soggetto, da me esteticamente molto apprezzatto e la buona occasione che mi si è presentata, mi hanno dato modo di portarmi a casa questo piccolo gioiello che una volta di più conferma la validità tecnica dei modelli appartenenti a questa serie, ma procediamo con ordine……

La scatola
Come sempre per la serie Masterpiece, la scatola, anche se elegante, pur non essendo enorme (26 x 38 x 17 cm) si sarebbe comunque potuta realizzare di dimensioni più contenute compattando la distribuzione del modello e degli accessori al suo interno. Prodotta con l’abituale cartoncino a coste, presenta sull’anteriore, l’immagine lucida e leggermente in rilievo su di uno sfondo nero opaco del modello sia in versione robot (in alto) che in alt-mode (in basso). Nell’angolo in alto a sinistra, come da tradizione, abbiamo il logo Transformers ed in basso il nome ed il codice del modello. Sul retro diversi riquadri illustrano gli accessori in dotazione ed i vari gimmicks che arricchiscono il nostro toy mentre nell’angolo in alto a sinistra troviamo una breve descrizione del soggetto

Il contenuto
E’ composto da:
– Un enorme blister di plastica trasparente occupante per intero il volume della scatola, al suo interno sono alloggiati il Grimlock in modalità robot assicurato nella sua sede da due fermi anch’essi in plastica, la spada, il fucile, il sistema per il trasferimento delle onde cerebrali, un vassoio, 7 bicchieri, un grembiule e un papillon (ebbene si, hanno inserito anche questi ultimi ridicoli accessori per riprodurre quei passi di una puntata del cartone in cui il nostro dinobot si improvvisa cameriere servendo da bere con tanto di grembiule e fiocchino).
– Il libretto di istruzioni contenuto all’interno di una bustina di plastica trasparente insieme alla card identificativa del modello come da tradizione Masterpiece Takara. Come negli altri Masterpiece all’interno del libretto sono illustrate le precedenti versioni giocattolo di Grimlock, i gimmicks e gli accessori in dotazione con tanto di frames tratti dalla serie, una breve cronistoria del personaggio e, chiaramente riportate, tutte le istruzioni necessarie per effettuare la trasformazione del nostro modello in modo agevole.

Il modello
Relativamente leggero a fronte di una altezza di tutto rispetto (22 cm), il nostro Grimlock si caratterizza come tutti i Masterpiece (MP-1 e suoi recolor a parte) per una prevalente composizione in plastica. Nonostante ciò il peso di 544 grammi indica una seppur modesta percentuale in metallo che inizialmente ho avuto difficoltà ad identificare. Principalmente è localizzata a livello dell’articolazione della spalla del robot/anca del tirannosauro, delle dita delle zampe posteriori del tirannosauro/appendici sugli avambracci del robot, nella parte centrale del bacino e all’interno del blocco del torace. Molti si sono lamentati dell’altezza che, se il modello fosse stato fatto in scala, avrebbe dovuto essere in teoria superiore a quella di Optimus. Personalmente trovo che le dimensioni siano adeguate seppur non proporzionate dal momento che sia per materiali che per dimensioni ho sempre considerato l’MP-1 e l’MP-5 due uscite a parte rispetto al resto dei Masterpiece Takara. Molto curati i dettagli, soprattutto le chiodature ed i sistemi dei circuiti che, seppur non visibili nella serie animata, sono secondo me indispensabili per rendere meno piatto e insignificante l’aspetto del modello. Dispiace che a livello del collo e dell’addome del dinosauro non si sia ricorsi a un oro opaco più fedele a quanto visto sugli schermi, si è infatti deciso, probabilmente in omaggio alla versione vintage del 1985, di scegliere la doratura cromata dei circuiti qui riprodotti. La verniciatura è nel complesso buona, stonano un pochetto il riscontro di più di una venatura sulla plastica grigia (indice dell’uso di materiali non propriamente di prima qualità) e qualche segno di distacco dalle sprue di troppo sulla plastica rossa del bacino. La trasformazione, per semplice che sia, è stata come sempre realizzata in modo magistrale e scorre via senza intoppi complici le chiare indicazioni riportate sul libretto. La conversione delle gambe del robot nella coda del tirannosauro mi ha affascinato, veramente bellissima ed ingegnosa. In modalità animale il modello fa la sua bella figura e si contraddistingue per fedeltà alla controparte animata. Molto carini i gimmicks per cui spostando la coda in un senso il capo ruota in quello opposto, spingendo in basso il tronco la testa guarda in alto e premendo il tasto sulla mandibola a sinistra si simula il morso del tirannosauro chiudendo la bocca. Sfiziosa la possibilità di cambiare il colore degli occhi dall’azzurro al rosso della modalità combattimento tramite un sistema a rotazione all’interno della testa. Curato anche il dettaglio delle braccia in modalità animale, ben snodate con un sistema a sfera e ampiamente mobili in corrispondenza delle spalle, con gomiti flessibili e dita articolate separatamente le une dalle altre. Pure le anche e le ginocchia hanno una discreta mobilità garantendo, nonostante la goffaggine del nostro tirannosauro, una mobilità discreta nel limite del possibile. Imbarazzante, come accessorio, il grembiule con tanto di papillon e vassoio coi bicchieri, sono proprio curioso di capire chi mai ridicolizzerà il nostro eroe con una esposizione di questo tipo. Evidentemente Takara ha ascoltato le lamentele di chi criticava l’incompletezza della dotazione in accessori dei precedenti Masterpiece inserendo tutto, ma proprio tutto, ivi compreso, oltre ai suddetti, anche il sistema per la trasmissione delle onde cerebrali (anch’esso, per me, superfluo ed inutile). Passando alla modalità robot e partendo dalla mobilità, possiamo affermare che questa è da considerarsi complessivamente buona nonostante le caviglie non si pieghino moltissimo. Le ginocchia, a scatto, hanno movimenti di flessione soddisfacenti e le anche, ad attrito, hanno ampissime escursioni sia lateralmente che in senso antero-posteriore. La cosce sono libere di ruotare. Il tronco presenta movimenti di torsione a livello dello stacco addome-bacino. Le spalle, ad attrito, sono un po’ troppo limitate in abduzione ma ruotano a 360 gradi e le braccia ruotano rispetto ad esse. I gomiti sono a scatto e si flettono a 90 gradi e la testa, dotata di uno snodo a sfera ha ampi movimenti di flessione-estensione potendo anche ruotare completamente. All’interno della spalla destra si localizzano le batterie (già in dotazione al modello) per l’alimentazione della luce localizzata nel pugno sinistro attivabile tramite la pressione di un pulsante sul retro della stessa spalla per illuminare la spada e il fucile quando questi vengano fatti impugnare al robot. Per questo motivo le falangi della mano destra non sono snodate ma bloccate in posizione di flessione, un vero peccato, mi risulta difficile pensare che non si sarebbe potuto escogitare un modo diverso per ideare questo gimmick senza limitare il movimento della mano. Ad ogni modo l’effetto finale di illuminazione in rosso della energon sword e del fucile è molto scenico. Anche in questa modalità è possibile convertire il colore della visiera da azzurro a rosso spostando una levetta posta al di dietro della testa del robot. Così come l’alt-mode, anche la variante robot del modello si contraddistingue per la notevole fedeltà all’aspetto che lo caratterizza nel cartone con gli unici appunti, secondo me, dell’eccessiva snellezza delle cosce che avrei trovato maggiormente somiglianti se più massicce (probabile che questa filiformità sia stata condizionata da ragioni dovute alle necessità di trasformazione) e della presenza della testa del tirannosauro “appesa” dietro alla schiena (decisamente non un bel vedere anche se, sinceramente, era difficile studiare soluzioni alternative).

In conclusione
Un modello imprescindibile per tutti gli amanti dei Transformers, ma comunque bello e consigliabile a chiunque, sempre che non ci si stia a fare paranoie sul contenuto in metallo dal momento che, agli amanti della sacra zama, questo è un toy che ha ben poco da offrire. Anche se il compito da svolgere, complice la già ottima versione vintage, per Takara non era certo difficile, possiamo comunque affermare che il lavoro è stato portato a termine egregiamente e con un risultato finale che lascia ampiamente soddisfatti. Se esteticamente vi attira indipendentemente dal fatto di essere o meno dei transfor-maniaci compratelo, acquisterete un gioiellino di tecnica che vi farà divertire non poco nel convertirlo nelle due configurazioni. Quanto al prezzo, se riuscite a portarvelo a casa entro i 100-120 euro non fate la stupidaggine di lasciarlo dov’è, adottate questo bel tirannosauro! Tanti cari saluti e a presto risentirci da Stefano-Mazingetter.
Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’articolo)