Mazinger GX-01R+

Mazinger GX-01R+ by Mazingetter

Salve ragazzi, l’oggetto della recensione che mi accingo a proporvi è rappresentato da uno dei tanti Mazinga Zeta sinora sfornati da Bandai per la serie Soul of Chogokin.
Dopo il gx-01 e il suo restyling 01r oltre alla discutibile versione gold e alle sue varianti black più o meno rare o più o meno ricercate come lo 01 b, lo01 rb e il Mazinger Zeta Kuroganenoshiro, Bandai ci propone l’ennesima reinterpretazione del soggetto, e lo fa in un’occasione speciale, e cioè per celebrare il decennale della linea SOC, che proprio nel 1998 veniva inaugurata dal gx-01 e che successivamente avrebbe avuto, continuando tuttora, un consenso ed un successo via via crescenti tra gli appassionati.
Il modello, battezzato gx-01r+ e a tiratura limitata (anche se il numero di copie stampate Bandai non lo ha mai dichiarato) è stato messo in vendita in occasione del recente Tamashii Nation Festival svoltosi in Giappone lo scorso Marzo a un prezzo di 7000 Yen, al cambio poco più dei nostri 40 euro. Una parte dei modelli è stata poi destinata alla vendita online per i soli cittadini giapponesi.
Veniamo ai dettagli

La confezione
La scatola, delle dimensioni abbastanza contenute di 22 x 20 x 7 cm, è molto essenziale e per questo Elegante a mio modo di vedere. E’ in pratica completamente nera fatta eccezione per la presenza dell’insegna del Tamashii Nation Festival sulla superficie anteriore e per gli inserti viola nella parte alta e bassa dove viene specificata la natura “limitata” del toy, più croce che delizia dei collezionisti.
Come di norma è presente l’adesivo Dynamic nell’angolo in alto a sinistra e il logo della serie Mazinger Z in alto a destra.

Il contenuto
A una prima occhiata una volta estratto il contenuto dalla scatola, se non mi avessero informato prima, avrei probabilmente rischiato di restare deluso. Data infatti l’esiguità di accessori forse sarebbe stato più adeguato battezzare il modello non 01r+ ma, in modo ben più appropriato, 01r-!Rispetto al gx-01r infatti lo 01 r+ manca degli iron cutter e degli avambracci a cerniera che permettono di simulare le feritoie per lo sparo dei proiettili dal braccio.
Nella confezione troviamo quindi:
– il blister in polistirolo contenente, all’interno di una apposita bustina e bloccato dalla classica stecchetta in polistirolo, il modello
– un contenitore in cartoncino all’interno del quale sono alloggiati la basetta espositiva racchiusa nella sua bustina di plastica e 3 blister in plastica trasparente, il più grande contenente lo scrander e la rampa di lancio dello stesso applicabile sulla basetta espositiva, i due più piccoli contenenti rispettivamente il primo le piastre pettorali dello Zeta, 2 piastre addominali, 2 missili centrali, un Pilder con le ali piegate per l’agganciamento alla testa, un Pilder con le ali aperte, 2 sistemi a molla
per simulare lo sparo dei pugni e il secondo due paia di mani (un paio di pugni chiusi e un paio di mani aperte) e due paia di avambracci (uno normale e uno applicabile sui sistemi a molla per simulare lo sparo dei pugni)
– Un foglio illustrativo contenuto all’interno di una busta di plastica trasparente in cui si trova alloggiata anche la targhetta adesiva da applicare alla basetta espositiva

Il modello
Il peso, completo di scrander, è di 352 grammi. E’ interamente in metallo fatta eccezione per la testa, gli avambracci e le piastre pettorali. Lo scrander è completamente in plastica.
La prima, netta differenza che salta all’occhio a una sommaria osservazione è sicuramente la conformazione della testa, che è la parte a cui Bandai ha decisamente messo mano, e bisogna ammettere che il risultato è, secondo il mio gusto, estremamente soddisfacente come potete constatare nelle foto.
Diciamo che al terzo tentativo Bandai ha fatto centro azzeccando lo sculpt di questa parte del Mazinga Z e sfornando un prodotto quanto più possibile morfologicamente vicino alla controparte animata.
Anche la mobilità della testa parrebbe migliore di quella dei precedenti 01, con una buona
possibilità di torsione laterale e di estensione all’indietro.
Piacevole anche l’uso del dorato e non del giallo a livello delle corna (cosa che era stata fatta solo per lo 07 ma non per i precedenti 01).
Per il resto il corpo è stato assemblato riciclando parti dello 01 e dello 01 r+.
Il tronco strutturalmente è quello dello 01r senza alcuna differenza, le gambe sembrerebbero invece essere prese dallo 01. Lo scrander è un ibrido, in quanto ali e corpo centrale sono quelle dello 01, la cintura per l’agganciamento alla vita è dello 01r e la coda centrale è invece nuova di zecca, con impressa la Zeta rossa su campo giallo così come appare, a quanto mi sembra di ricordare, in alcuni film come Mazinger Z vs Devilman.
Altra, evidente differenza di questo modello rispetto ai suoi predecessori, è la tonalità di azzurro usata a livello di gambe ed avambracci, più chiara e azzeccata del blu scuro usato a suo tempo per verniciare le analoghe parti dello 01r.
Diversa è anche la colorazione di braccia e cosce, non più cromate come nello 01r ma grigie entrambe, a differenza dello stesso 01 in cui pur essendo stato usato il grigio sulle cosce, le braccia erano state mantenute cromate. In questo caso Bandai ha voluto dare un “tocco di classe” ricorrendo ad una delicata colorazione weathering a livello di tutte le parti grigie, addome compreso, più accentuata sulle estremità dei segmenti così verniciati e tale da conferire al modello un aspetto leggermente invecchiato che ben si addice al soggetto.
La posabilità è buona, praticamente sovrapponibile a quella dei suoi predecessori non essendo state apportate variazioni strutturali di alcun tipo.In conclusione possiamo dire che Bandai ha con ogni probabilità sfornato il Mazinga Z definitivo, difficile pensare a un modello ancor più somigliante di questo alla sua controparte animata.
A far da contraltare a questo aspetto certamente positivo troviamo però una incompletezza di accessori che stona molto, soprattutto visto e considerato che il modello ha un significato particolare ed è stato prodotto per celebrare un importante anniversario come il decennale dei SOC.
Ovviamente la natura limitata dell’oggetto ha già fatto partire, tra gli italici venditori, la febbre del lucro come avvenuto a suo tempo per il “limitatissimo” Energer Zeta, ancora oggi reperibile a palate (basti pensare che alla mostra-scambio di Novegro dello scorso Marzo ne ho visti almeno 5!).
A fronte delle esorbitanti cifre oggi richieste nel nostro paese il modello è ancora facilmente Reperibile presso molti venditori asiatici a prezzi ben più bassi ma comunque ancora eccessivi rispetto al reale valore del modello. Basti pensare che lo 01r+ al Tamashii Nation veniva venduto, al cambio, a una cifra che si aggirava come detto in apertura di recensione, intorno ai 40 euro e rotti, che a mio avviso è il valore effettivo di questo toy.
Tutto ciò solo per dire che se avete intenzione di acquistarlo è bene che lo cerchiate da venditori asiatici e che abbiate una forte motivazione all’acquisto tale da portarvi a spendere più di quanto questo modello valga effettivamente, se non siete così convinti allora tenetevi tranquillamente i vostri 01 o 01r senza troppi rimpianti. In alternativa attendete, anche dopo l’iniziale ondata il prezzo degli Energer è andato gradualmente calando, chissà che tutto ciò non avvenga anche per questo toy anche se difficilmente credo che si scenderà sotto ai 100 euro.
Un caro saluto e alla prossima da Stefano-Mazingetter.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).