Tetsujin 28 Naked GX-24N

Tetsujin 28 Naked GX-24N by Mazingetter

Dopo le tre varianti già sfornate da Bandai del gx-24 Tetsujin 28 (normal, metallic color e dvdversion) il colosso nipponico torna alla carica, in occasione del Tamashii Nation Festival 2009, con l’ennesima riedizione di questo soggetto quale modello limited prodotto in occasione della fiera stessa succedendo, in un ideale passaggio di testimone, al Mazinger Z (gx-01r+) dello scorso anno. Il toy in questione è stato catalogato con la sigla gx-24N dove la N sta per “Naked”, e cioè nudo, dal momento che la sua caratteristica più peculiare è proprio la totale assenza di un qualsiasi tipo di verniciatura ed il colore argenteo satinato tipico del metallo grezzo. Come detto trattrebbesi di un modello limitato, ma come sempre capita con le versioni limited, anche in questo caso Bandai non ha comunque dichiarato la reale tiratura. E’ stato messo in vendita a prezzo decisamente accessibile in occasione del Tamashii Nation Festival svoltosi alla fine dello scorso Marzo, successivamente è partita, come di rito, la corsa alla speculazione che caratterizza i modelli limitati o supposti tali e che tuttora imperversa sui vari siti di vendita o di aste online…

La scatola
E’ una scatola di dimensioni abbastanza limitate (24 x 20 x 9 cm) con un artwork davvero bello e originale che sulla superficie anteriore, di colore argento, riproduce praticamente il dettaglio della parte centrale del tronco del robot con le borchiature allo stacco torace-addome in alto, i due inserti laterali neri corrispondenti alla cintura nella parte centrale e la fascia anch’essa nera, della parte inferiore dell’addome in basso. Nell’angolo in alto a sinistra è presente il logo del Tamashii Nation 2009. Sul retro la scatola è invece di colore nero mentre gli inserti che riproducono le borchiature, hanno colore argento.

Il contentuo
E’ un racconto già letto, per due motivi:
1) E’ esattamente quello del gx-24m
2) E’ relativamente scarno (come da tradizione Tamashii Nation) come quello del suo
predecessore gx-01r+
Nella scatola troviamo infatti un contenitore in polistirolo in cui sono alloggiati:
– il modello all’interno del solito sacchettino in plastica, assicurato grazie alle due classiche stecche di polistirolo
– La basetta espositiva con targhetta pre-applicata ed il relativo sostegno, esattamente come nel gx-24, con unica differenza nel colore dei caratteri, dorati in questo caso a differenza dell’argento usato per la versione normal.
– Lo stesso blister in plastica presente nella confezione del gx-24m in cui stona non poco la presenza di compartimenti vuoti in cui normalmente sono alloggiati la riproduzione del braccio spezzato e le due miniature che corredano la versione metallic. Negli altri alloggiamenti abbiamo invece i reattori di color oro-opaco da applicare sulla schiena del robot, 3 paia di mani (uno a dita unite ed estese per le pose da karateka, uno a dita flesse ad artiglio e uno a dita unite e leggermente flesse) e il radiocomando del robot che nella serie anime è usato da Shotaro per guidare le azioni dell’automa.Sono presenti infine un telaietto su cui sono ancorati i tappini coprivite (di cui Bandai aveva peraltro già dotato tutte le precedenti versioni del gx-24) ed uno scarno foglio illustrativo dove tra l’altro il modello è ritratto con la colorazione della versione metallic (neanche hanno fatto la fatica di metterci le foto di questa versione).

Il modello
Che cosa dire? Paolo ha già scritto praticamente tutto nella recensione della versione normal del modello. Come questo il peso si aggira intorno ai 380 grammi e l’altezza è di 17 cm. Mi limiterò quindi ad analizzare le differenze, che sono praticamente legate quasi esclusivamente alla colorazione. Il colore grigio grezzo del modello è davvero molto bello ed accattivante e come tale richiama, ancor più della versione dvd, le immagini in bianco e nero della serie animata, un fotogramma della quale ho posto volutamente a corredo di questa recensione per meglio rendere l’idea di quanto sto affermando. La cosa che maggiormente stona in questa non verniciatura è di sicuro la differente tonalità di grigio tra le parti in metallo e quelle in plastica, le prime infatti presentano quei piccoli graffi che danno l’effetto sverniciato mentre le seconde nella loro colorazione appaiono assai più uniformi; ecco quindi che gli sportellini sugli avambracci e sulla parte posteriore delle gambe si presentano sensibilmente diversi dalle restanti parti degli arti, lo stesso dicasi per il bacino rispetto al resto del tronco. Se queste differenze possono far storcere il naso ai più pignoli vi posso dire che osservando dal vivo il modello, senza eccessive pretese, sono ampiamente tollerabili. Come nelle altre varianti la cintura a metà del tronco su cui si applicano i reattori è sganciabile, e come negli altri gx-24 il modello è apribile in due metà all’altezza del bacino, ruotando il tronco di 90 gradi a destra; la cosa è stata concepita per l’applicazione delle batterie necessarie per l’accensione degli occhi anche se in questo caso non ha alcun senso visto che gli occhi di questa variante non si illuminano (l’alloggiamento dell’interruttore normalmente presente sulla schiena infatti è stato chiuso con un tassellino) ma essendo stato riciclato lo stesso stampo….. La posabilità del modello è molto buona nonostante l’aspetto relativamente goffo. Alcune delle soluzioni tecniche usate, seppur non particolarmente rivoluzionarie, si sono dimostrate molto utili anche per lo sviluppo dei successivi soc. Sto parlando della punta del piede flessibile, degli sportellini al ginocchio ed al gomito (che in versione riveduta ed aggiornata sono stati rispolverati nell’ideazione delle ginocchia del g x-44) ma soprattutto del sistema a molla che abbassandosi, nella parte inferiore del bacino, garantisce maggior mobilità all’articolazione delle anche ricordando molto da vicino la soluzione adottata nel successivo gx-36 Ideon. Il tronco ruota a 360 gradi rispetto al bacino, come noto, all’altezza della fascia marrone, dove è presente il sistema per l’apertura del modello. I reattori sono agganciabili alla schiena con attacco magnetico, così come magnetico è il sistema di aggancio degli avambracci alle braccia.Certamente positiva la presenza dei tappi coprivite da applicare sulla superficie posteriore del corpo, esperimento che purtroppo Bandai non ha voluto ripetere con i gx successivi al 24.

In conclusione resto dell’idea che il miglior gx-24 sinora prodotto resti il primo dal momento che per i miei gusti ne trovo stupenda la verniciatura sfumata. Se quindi non si possiede neanche una variante di questo gx il mio consiglio è comunque quello di buttarsi sulla versione normal, peraltro sensibilmente più economica di questo gokin “nudo” in quanto non limited. Il fascino del gx-24n risiede invece nella particolarità dell’assenza di una verniciatura e nell’aspetto estremamente metallico che ne deriva, paradossalmente più simile alle immagini originarie in bianco e nero del robot rispetto alle versioni colorate. Ciò non toglie che questo modello è da considerarsi, per come la vedo io, una scelta di seconda battuta per chi già ne possiede una o più varianti. Capitolo prezzo: sembra che agli speculatori, tanto fortunati con lo 01r+ che ha raggiunto e mantiene quote folli, sia almeno per ora andata decisamente peggio con questo gokin, tutt’ora recuperabile con un po’ di pazienza e di attenzione, entro i 100-110 euro spedizione inclusa. Il consiglio è quindi, se vi piace, di acquistarlo appena possibile entro le suddette cifre, perchè è pur sempre un modello dichiarato limited e che come tale forse potrebbe, col tempo, subire un significativo rialzo del prezzo. Certo è che non vale comunque certe cifre, basti pensare a quanto è reperibile un normalissimo gx-24…
Tanti cari saluti a tutti voi dal Cava Mazingetter e un caloroso arrivederci alla prossima recensione.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).