VOLTES V GX-31V

VOLTES V GX-31V Bandai by Mazingetter

Nel 2008, a distanza di 2 anni dall’uscita del gx-31 Voltes V, Bandai torna a riproporre in versione alternativa lo stesso soggetto. Non si tratta in questo caso, come già avvenuto in passato, di una semplice ristampa o di un mero recolor, ma di un modello che si differenzia non solo cromaticamente ma anche strutturalmente rispetto al soc della serie regolare. La sigla scelta per questo nuovo Voltes è gx-31v dove la lettera v sta per Volt In Box. Il nome per esteso del modello è infatti: Voltes V Respect for Volt in Box. La traduzione italiana suona grossomodo come Vultus V, omaggio al Volt in Box. Questo modello è infatti stato proposto come omaggio al Voltes Volt in Box (famosa versione vintage dello stesso robot prodotta da Popy nel 1977) e ne riproduce non solo il tipo di verniciatura, ma anche il particolare ed originale packaging. Come detto questo gx-31v non è quindi un semplice recolor del ben noto gx-31, ma si differenzia da quest’ultimo anche dal punto di vista tecnico come dimostra la sua maggior stabilità a livello di anche e (soprattutto) caviglie, arcinoto punto debole del peraltro ottimo soc regolare. Questa ed altre innovazioni che non vi voglio anticipare per costringervi a leggere tutta la recensione (oggi mi sento cattivello, eh eh…) giustificano una nuova recensione da aggiungere al già eccellente lavoro fatto da Michele per il gx-31 rispetto al quale cercherò quindi di concentrarmi solo sulle differenze che distinguono i due modelli. A questo punto siamo pronti per partire…..

La scatola
Già osservando la scatola si capisce che ci troviamo di fronte ad un soc del tutto particolare. E’ stata infatti concepita, ispirandosi all’aspetto della confezione del Volt in Box, come una vera e propria valigetta, e cioè con il suo bel manico nella parte superiore ed apertura lungo il lato maggiore e non a livello di quello più corto dove solitamente si apre la scatola di qualsiasi soc.Anche il cartoncino è diverso, più spesso e a coste. Ha dimensioni di 37 x 22 x 11 cm, in pratica analoghe a quelle del gx-31. Su di un lato è raffigurato il robot assemblato e, alla sua sinistra, i 5 veicoli che lo compongono. Sul lato opposto è sempre raffigurato il Voltes ma in versione carro armato (trasformazione che il gx-31 non è in grado di fare) e, su di un lato, ancora i singoli mezzi.

Il contenuto
E’ molto simile se non analogo a quello della scatola del gx-31 ed è costituito da:
– grosso contenitore in polistirolo con mascherina in cartoncino che fa molto vintage in cui troviamo adagiati nei rispettivi alloggiamenti e protetti dal contatto con il polistirolo dalle abituali bustine di plastica trasparente: i 5 mezzi (Volt Cruiser, Volt Bomber, Volt Panzer, Volt Frigate e Volt Lander), lo sparviero meccanico, due roller plate, un supporto per permettere l’aggancio del componente aggiuntivo allo sparviero meccanico, la piastra da applicare sul petto con relativa spada ripiegabile ed una seconda piastra per simulare l’estrazione della spada dal petto quando si espone il robot facendogliela impugnare.
– grande blister in plastica dove trovano alloggiamento: 4 paia di mani (aperte, chiuse a pugno, semichiuse e chiuse con foro centrale per l’impugnatura della spada), lo stand espositivo suddiviso in 7 componenti separate, due paia di carrelli rispettivamente con 4 e 2 ruote (per il Volt Bomber), la grande spada (Tenkuken), il componente aggiuntivo che nell’anime lo sparviero meccanico deposita nella schiena del Voltes, un paio di corde megaelettronucleari, la catena spaziale, un sistema sparante per simulare il lancio della catena, il bazooka (a differenza del gx-31 in questo caso non è estraibile dall’avambraccio ma lo si deve applicare come parte opzionale), un paio di placche con relativi perni per l’aggancio delle mani da applicare agli avambracci e una placca che simula le bocche di fuoco della torpedine solare sempre applicabile agli avambracci.
– una bustina di plastica trasparente dove, in alloggiamenti separati, troviamo: tre missili sparabili con il cannone e, attaccate ai relativi telaietti, tre paia di appendici in plastica (sono le lame da applicare alle estremità delle ali del Volt Cruiser, i radar del Volt Frigade e le antenne del Volt Lander).
– l’abituale e esauriente libretto illustrativo contenuto nella classica bustina in plastica in cui trova alloggio anche la decal applicabile sull’addome con il nome del robot proprio come nel vintage a scelta dell’acquirente.

il modello
Partiamo dai pesi dei singoli componenti:
– Volt Cruiser (testa) 28 grammi
– Volt Bomber (arti superiori) 87 grammi
– Volt Panzer (tronco) 174 grammi
– Volt Frigade (bacino, cosce e gambe) 277 grammi
– Volt Lander (piedi) 163 grammi
Il totale è quindi di 729 grammi per una altezza di 22 cm a robot assemblato. Non mi dilungo più di tanto sul contenuto in metallo e su dove questo si localizza dal momento che le suddette cifre ci indicano chiaramente un modello con un peso più che soddifacente e metallo concentrato principalmente a livello di tronco e gambe, esattamente come nel gx-31 classico. Le differenze di verniciatura rispetto alla versione normale sono invece più che lampanti e riproducono esattamente le sembianze del classico Volt in Box con una tonalità più chiara di blu e di giallo, bordature bianche sulla testa, ai polsi, sul margine inferiore della piastra pettorale e della fibbia della cintura e alle ginocchia, calottine delle cabine di pilotaggio trasparenti ma di colore giallo. E’ invece rimasta simile, anche se non uguale, le tonalità di rosso. Ma in realtà le differenza più lampante nelle verniciature sono i nomi ed i numeri dei singoli mezzi stampati su ciascuno di essi,aspetto che richiama molto i vecchi vintage e che ha tenuto più di un collezionista lontano da questo modello anche se a onor del vero a robot assemblato, rimanendo molti di essi nascosti,non danno più di tanto nell’occhio. Anche lo sparviero meccanico ha una colorazione del tutto diversa, se infatti nel gx-31 è interamente rosso, in questo caso è invece completamente bianco con scritte rosse sulle ali. Diversa anche la colorazione dello stand espositivo, esattamente analogo e quindi molto funzionale e completo quanto quello classico dal quale si discosta, appunto, solo per caratteristiche cromatiche essendo bianco invece che nero. Fino a ciò che ho per ora detto questo gx-31v potrebbe benissimo essere considerato come un semplice recolor della sua variante classica ma come preannunciato, così non è essendo state apportate alcune modifiche sostanziali che, per esigue che siano, hanno cambiato in meglio un modello già di per se brillante. Sto parlando del difetto forse peggiore del gx-31, e cioè la sua instabilità. Nel 31v è stata infatti garantita maggior tenuta alle anche e in particolar modo alle caviglie del robot che è adesso in grado di mantenere pose estreme con gambe fortemente divaricate o con la possibilità di posarlo, grazie all’ausilio della spada, anche in ginocchio come le foto possono testimoniare. Insomma, una vera manna per gli amanti delle pose dinamiche, a maggior ragione se si considera che stiamo parlando di un componibile costituito da 5 veicoli diversi. Una altra sostanziale variazione è stata apportata agli arti superiori. Se infatti la versione classica del Voltes non è trasformabile in carro armato e questa si, lo si deve alla diversa progettazione delle braccia che in questo caso sono state ideate con lo stesso sistema che nel Combattler V gx-03 consente la flessione completa degli avambracci sulle braccia. La trasformazione in carro armato ha richiesto un’altra modifica strutturale, per la precisione sul Volt Panzer, in cui le braccia dei cingoli sono state allungate e rese estraibili in modo da dare adeguato sostegno a conversione effettuata. Purtroppo questa variazione ha comportato sul Volt Panzer un risultato estetico non proprio brillante: questo, quando esposto, per la maggior lunghezza dei bracci dei cingoli, appare un po’ troppo “sui trampoli” e distaccato dal terreno. La trasformazione in carro armato è relativamente semplice e riproduce come modalità, l’analoga trasformazione del gx-03.

Consigli per gli acquisti
Se già avete il gx-31 non penso che sentiate grossa necessità di questo modello, a meno che colorazione e/o caratteristiche strutturali non vi facciano impazzire. In questo caso lo considero sinceramente superfluo a meno che non ci si voglia togliere uno sfizio. Se invece non possedete ancora il Voltes avete con questo 31v una opzione in più per buttarvi sul modello che più vi aggrada. E’ ovvio che se parliamo di fedeltà all’anime il confronto non si pone vincendo il 31 a mani basse. Se invece preferite la verniciatura del 31v (personalmente ne preferisco le tonalità dei colori anche se avrei gradito la mancanza delle scritte in stile macchina da rally)fatevi avanti senza indugio, perchè acquisterete anche una versione strutturalmente migliore di quella classica. Unica nota dolente la valutazione, mediamente più alta di quella del gx-31.
Prezzo? Entro i 140 spedito è preso bene, non ve ne pentirete.
Un caro saluto da Stefano-Mazingetter e a presto risentirci su queste pagine per le analisi dei prossimi modelli.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).

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