HEAVY METAL L-GAIM SPEC XS-10

HEAVY METAL L-GAIM SPEC XS-10 by M.Pellegrini

Per la serie ‘Spec’ by Bandai, questa volta andremo alla scoperta del modello Xs-10 “Heavy Metal L-Gaim”, protagonista dell’omonima serie Tv, purtroppo mai trasmessa in Italia.La parte iniziale del nome si deve al fatto che l’autore è un fan della musica ‘Hevy Metal’ e, personalmente, la trovo una bell’idea ^__^ mentre ‘L-Gaim’ è di pura fantasia;
in questa serie i mecha preceduti da ‘H.M.’ sono robot pesanti da combattimento e di classe superiore a tutti gli altri.Purtroppo la documentazione relativa a questa serie Tv è quasi interamente in Giapponese ed Inglese (anche via torrent si trova la serie Tv solo subbata in inglese); posso dire che ricorda molto, per intrecci umani, ambientazioni, sviluppo e mecha design, sia la serie M.s.Gundam che a varie serie robotiche di marca ‘Sunrise’ degli anni ’80.

La Scatola

Sottile e lunga, con una grafica molto sobria ed elegante, contiene il modello ‘L-Gaim’, il Buster Launcher, tre Power Launcher, tre spade, due Lancer, il Binder, il LandBuster “Right”, due Spiral Flow, i manici per l’Hand Launcher, 1 coppia di mani aperte, 1 coppia di mani con le dita unite, 1 copia di pugni semiaperti per impugnare gli accessori, 1 coppia di pugni chiusi, il modellino in plastica, non in scala e da montare del “H.M. LilisGaim” oltre all’immancabile foglietto illustrativo tipico di Bandai.Tutti i pezzi sono inseriti in un contenitore plastico trasparente e dotato di coperchio.

Il Modello

Sorpresa! chi pensa di dover montare i pezzi dell’armatura sul solito corpo metallico si sbaglia! l’L-Gaim giunge a noi completamente assemblato, bell’e pronto per essere esposto!Il corpo in metallo non è brunito ma color oro, gli snodi sono classici -non a scatto- ed in numero superiore visto le particolarità del modello; ovviamente è possibile mettere in evidenza delle parti meccaniche molto ben dettagliate.Dell’L-Gaim saltano subito agli occhi le spalle -per la loro forma a botticella- ed i piedi -per la presenza di due stabilizzatori sul tallone- e subito dopo la banda di gomma morbida scura dell’addome e la testa del robot, per finire con tante piccole particolarità che vedremo man mano.Il colore predominante è il bianco a cui si uniscono il gricio scuro quasi nero dell’addome e dello scudo, e l’oro delle parti meccaniche, delle mani e dei piedi.L’assemblaggio è curato, buona cura dei piccoli dettagli, c’è perfetta uniformità tra il bianco delle plastiche e quello delle -poche- parti in metallo; anche gli accessori -tanti- dedicati al robot sono curati, benché manchi il Display Stand.Il robot viene pilotato da un ragazzo, il posto di pilotaggio non è la classica cabina, ma è richiesto l’aggancio tra L-Gaim e lo ‘Spiral Flow’, una sorta di moto a reazione; nella scatola vi sono due Spiral Flow, una è destinata ad essere inserita nel collo del robot; per l’inserimento dobbiamo tirare verso l’alto la testa, abbassare lo sportellino anteriore posto propio davanti al collo e spostare indietro la testa : a questo punto è possibile agganciare lo Spiral Flows e ripetere l’operazione in maniera inversa.Si potrebbe pensare che la testa rimanga fissa invece Bandai ha realizzato gli snodi ed i meccanismi d’aggancio in modo tale da permetterne rotazione ed inclinazione.Da notare che la parte frontale e quella posteriore del collo sono state realizzate con dei ‘fogli’ di gommamorbida scura, ben integrati nell’insieme; gli occhi non ci sono, al loro posto c’è una lastra scura che copre il sensore ottico; il volto -e la testa- dell’L-Gaim ricorda molto quello degli elmi dei guerrire persiani, e questo stile è ripreso in molte parti del robot.La testa è protetta da due grosse staffe che sovrastano e sporgono anteriormente dal torace, ma che non impediscono la visione all’unità visiva del mezzo; il torace è piccolo, ad esso si uniscono due spalle a forma di botticella -o di ovetto, come preferite- dalle quali, nella parte inferiore, partono le braccia; la prima parte è corta e totalmente bianca, mentre la parte finale di ogni braccio è più lunga in quento ospita, nella parte interna, in apposito vano, le impugnature delle spade laser; la parte interna ha anche una leggera escursione che permette di far apparire due puntoni ai lati e sopra ogni pugno.I pungi si inseriscono sul perno attaccato al polso del modello; vi ricordo che troviamo due pugni chiusi, due pugni semi aperti per impugnare le armi, due mani aperte e due mani con le dita estese ed unite; il colore di questi pezzi si avvicina all’oro del metallo del corpo del robot dando un buon contrasto con il bianco dell’armatura; ogni coppia è ben curata nei dettagli, tant’è che più che sembrare mani di metallo, sembrano dei guanti in pelle rinforzati, come quelli da motociclista.Il torace ed il bacino sono mobili grazie allo snodo (o agli snodi) presente/i nell’addome, la posabilità è accentuata dalla fascia di gomma scura che avvolge l’addome -un pezzo rigido l’avrebbe diminuita o appesantito la linea-.Ai lati del bacino troviamo due pezzi d’armatura che proteggono i femori del Robot, mentre posteriormente per protezione v’è collegato uno schudo con la punta sdoppiata;questi tre pezzi sono mobili.La parte anteriore presenta tre fori; a questi si collegano i cavi d’alimentazione dei Power Launher dell’L-Gaim; i cavi sonno scuri, abbastanza rigidi e presentano ad una estremità la spina d’aggancio al robot ed all’altra quella per l’aggancio ai Power Launcher o al Buster Launcher (arma usata dal robot nell’ultima puntata della serie anche se in versione rivista e potenziata MkII) che ricorda tantissimo alcune armi enormi usate in Z-Gundam ed affini.L’L-Gaim ha in dotazione le classiche spade laser ed una spada a doppia lama usata anche come giavellotto; l’impugnatura è alloggiata nella parte interna dell’avambraccio del robot:si gira l’avambraccio verso l’alto, si alza la copertura nera, si estrae l’impugnatura e si abbassa la copertura nell’avambraccio quindi siinserisce l’impugnatura nel pugno e si monta la lama laser gialla; per l’han launcher purtroppo non c’è nessun posto per attaccare la grossa impugnatura pertanto si può simulare l’estrazione di quella piccola e poi recuperare quella doppia nera, inserirla nel pugno e montare le due lame laser gialle.La parte forte dei Gaim sono le gambe : i meccanismi di questi arti sono sviluppati in modo da permettera a questi robot di effettuare balzi giganteschi! L-Gaim è dotato di due ali che si aprono verso l’esterno permettendogli di planare, allungando di molto la distanza percorsa con un balzo oltre ad effetture atterraggi più controllati. All’altezza del ginocchio troviamo i perno, mentre all’interno della parte finale della gamba ci sono i meccanismi per l’apertura verso l’esterno e relativa chiusura del pezzo di corazza bianca che funge da ala; l’apertura è effetuabile anche dalla parte opposta (Randum Slate)!aprire le due parti mette in mostra i meccanismi (pistoni, motori e scheletro metallico) delle parte inferiore della gamba e del ginocchio (particolarissima la scelta dell’articolazione di quest’ultimo avendo le cerniere poste sul retro, un pò come i Pod di Guerre stellari);è possibile, rimovendo le parti dell’armatura, mostrare tutta la meccanica partendo dal ginocchio ed arrivando alla caviglia ed i piede! solo per questa parte del corpo ci sono ben DIECI snodi!!!da notare che Bandai ha inserito anche i tubi rossi di raccordo oltre a tenere alcune parti di colore metallico anzichè colorarle in oro per dare veridicità e contrasto.Posabilità altissima anche se alcune soluzione potrebbero con il tempo perdere di mordente,lasciando del gioco nelle giunture, dubito che agendo sulle piccole vitine si possa recuperarloma non essendo un giocattolo che si continua a posare e riposare, non ppenso che nessuno un giornosi possa ritrovare in mano un burattino di legno tuto ciondolante.Il Binder non è altro che lo scudo dell’L-Gaim, ricorda molto quelli usati dai Mobil Suit,sia per la forma che per il fatto di poter accogliere nella parte interna armi e munizioni supplementari; lo scudo è realizzato con più parti in plastica, non viene impugnato ma agganciato all’avamraccio sinistro dell’L-Gaim; gli snodi delle spalle e delle braccia del modello permettono la corretta posizionabilità del Binder.Ad un certo punto della serie Tv, effettuare balzi lunghissimi per combattere o trasferisi non basta più e…tadaaaa! ecco apparire il LandBooster “Right” che permette all’L-Gaim di volare e di combattere in volo e nello spazio; il booster si aggancia sulla schiena del modello, è fatto di materiale plastico e, come nella serie, una volta agganciato, si modifica facendo ruotare le 2 parti bianche che da punta diventano le due ali mentre il pannello bianco posteriore può essere alzato ed abbassato. Questo booster è veramente brutto.

Conclusioni

Robot Elegante, molto accessoriato, curato, dalla posabilità accentuata ma con poco phatos;tecnicamente ben fatto, curato nei dettagli meccanici, specialmente le gambe, pezzo fortedei giganti meccanici terrestri di questa serie Tv:in pratica rientra nella cerchia dei modelli da comprare se trovato in “Sale” o se si segue la linea SPEC d Bandai; l’L-Gaim non sfigura una volta esposto, riempie tranquillamente il classico “buco” ma non attira l’occhio come fanno altri modelli robotici..a meno di non esporlocon le parti meccaniche a vista : il color oro ed i meccanismi attirano eccome!Secondo me il capolavoro è propio lo scheletro metallico di questo modello e le piccole cose nascoste (comelo spiral Flow nella testa : nessuno s’aspetta il meccanismo che rivela i posto ed i veicolo di pilotaggio) perciò sicuramente coloro che seguono la linea Spec non possono tralasciare questo L-Gaim ‘Mk-1′ ma lo consiglio anche a tutti gli altri collezionisti.

E’ alto 17,5 Cm,la scatola pesa 770g, il modello intorno ai 400g.

Per la cronaca, il prezzo ufficiale è di 9000Yen senza spedizone, ma con pazienza lo si trova a meno, spedizione compresa.
Alla prossima recensione, qui, sempre su JapanRobot!
il vostro M. “Watta” Pellegrini (www.mpellegrini.it)

(le foto sono state realizzate da Mazingetter)