Combat Calibur Brave Gohkin 21

Combat Calibur Brave Gohkin 21 by Lord Occultus

Correva l’anno 1983 e vedeva la luce una serie di anime robotico improntata sul rapporto uomo-macchina promosso dalla serie Gundam.Dove il robot non è più la trasposizione meccanica del paladino della giustiziama un veicolo militare da combattimento.
La serie è ambientata nell’allora futuro 1999 e la Terra è vittima di una nuova invasione.Vano è ogni tentativo di ribellarsi e ogni risposta bellica sembra inadeguata.Solo una squadra comandata dal Colonnello Takagi riesce a tenere a bada il nemico grazie alla forza combinata di validi piloti e potenti mezzi meccanici in grado di trasformarsi da veicoli corazzati in unità umanoidi-robotiche da combattimento.L’armored trooper dorvack.Le avventure vedono protagonisti i tre piloti ciascuno con il proprio mecha.Masato è alla guida del Mugen Calibur, il robot con forma più umanoide della squadra,in grado di trasformarsi in jeep fuoristrada.Luise invece pilota l’Oberon Gazzette, in grado di trasformarsi in elicottero da combattimento.Mentre Pierre pilota il Tulcas Bonaparte che diventa un pesante mezzo corazzato.Anche se viene presentata come squadra, inevitabilmente finisce per diventare protagonista ed eroe del trioil Masato-Mugen Calibur, siamo quindi ben lontani dal concetto di squadra inteso come il team del Gaiking ad esempio.
La serie riscosse un mediocre successo in patria in quel periodo,tanto che furono prodotti diversi toys dalla Takatoku,dai piccolini 1/72 ai più grandicelli 1/24 passando per i medi 1/55 che purtroppo non fecero grosse vendite a causa di un mercato compromesso dalla non eccelsa qualità dei precedenti Sasuraiger e gli Orgus.Fu Hasbro ad intravvedere due anni più tardi un potenziale reimpiego di alcuni stampi,Prese infatti il Mugen Calibur e L’Oberon (Ovelon Gazzette) della scala più grande e,forte del successo che iniziavano a raccogliere con i transformers in televisione,aggiunsero ai già riconvertiti Diaclone anche questi prodotti come transformers deluxe”spacciandoli” per Roadbuster e Whirl.
E fù così che alcuni esemplari di questi toys giunsero anche qui in Italia dove la serie Dorvack era sconosciuta, non era difficile trovare in quegli anni toys venduti come transformers tarocchi che per ironia del destino erano invece degli originali Takatoku.Destino beffardo.
E così un Mugen Calibur 1/55 della Takatoku giunse anche nelle mie mani nel lontano 1985.Mi durò poco perchè ci giocai fino a disintegrarlo anche coi singoli pezzi rotti riuniti col pongo ecc…
Sono passati 25 anni da allora e CM’S ha deciso di regalarmi (si fa per dire perchè l’ho pagato anche caro)questo robot che per me segnò una tappa fondamentale della mia infanzia robotica.Quando CM’S lo annunciò come prototipo lo riconobbi subito e mi ripromisi di prenderlo.Purtroppo in Italia non sono riuscito a trovare un valido e conveniente aggancio per acquistarlo.Devo quindi ringraziare l’Amico Fabrizio (AirwolfC.), un amico con la A maiuscola che me lo ha fatto recapitare direttamente a casa da Singapore.
E non vi descrivo la gioia di (ri)prendere in mano qualcosa che da 25 anni era un ricordo (non parlo di sesso brutti maliziosi).

Combat Calibur:
Uscita numero 21 per la linea Brave è questo modello che ritrae in scala di circa 1/55 il robot protagonista della serie Dorvack: il mugen (combat) calibur.Non aspettatevi un modello pesante e metalloso come il Goshogun ma neppure un plastichino come i robots della serie MAS.
Con i suoi 2 etti e mezzo scarsi (238 grammi in configurazione base senza accessori)distribuiti in 18 centimetri e mezzo di altezza, questo brave si presenta in una ingombrante confezione(grande circa quanto quella del Ga-keen)di sottile cartoncino all’esterno e con un blister di plastica trasparente al posto del più pregiato polistirolo.Fortunatamente a far da “telaio” al blister e ad impedire lo schiacciamento del contenuto c’è un perimetro di cartone ondulato.
All’apertura della scatola ci si trova il robot al centro del blister attorniato dagli innumerevoli accessori come nello stile di CM’s per questa linea.D’altro canto ci aveva già trattato bene con il Ga-keen fornendoci un arsenale completo che soddisfa anche il più esigente in fatto di armi.Nella scatola vi è inoltre un blister supplementare contenente alcune miniature in plastica come il pilota ecc…E ovviamente non manca il foglio di istruzioni che ci guida al posizionamento delle armi e dell’armatura e ci accompagna nella trasformazione da robot a veicolo e viceversa.
Il robot presenta un uso misto di metallo e plastica.Di metallo sono la parte alta delle gambe, le cerniere delle stesse, il telaio interno del tronco e il telaio anteriore dell’auto che fa da parafanghi/paraurti anteriore del veicolo.La plastica utilizzata per tutto il resto del robot è di tipo leggero ma rigido e la finitura molto buona ed esente da bave che solitamente si trovano invece nella linea MAS.Anche la pigmentazione della plastica è ben realizzata, infatti non si notano venature o segni di iniezione.Pochissimi sono i particolari di plastica verniciati, come i fanali e la visiera del robot,Verniciato è anche il logo sulle spalle e il numero della squadra sulle cosce del robot.
La mobilità è assicurata da numerosi snodi di vario tipo:
La testa ruota e si inclina leggermente,le spalle ruotano a scatto e si aprono liberamente ad angolo,i gomiti ruotano liberi e si aprono ad angolo sempre liberamente da 0 a 180 gradi,Il bacino gode di sola rotazione libera,le gambe possono ruotare a scatto liberamente a livello dell’anca ma divaricarsi con difficoltà a causa degli ingombri dei parafanghi (questioni di disegno dell’anime, non del toy, tanto che il toy vintage non divaricava).Le ginocchia possono piegarsi ad angolo all’indietro e vi è pure uno snodo alla caviglia che permette sia l’inclinazione che l’estensione della punta anteriore del piede.Altri snodi sono presenti alle spalle come le cerniere che servono per la trasformazione,o le cerniere che permettono lo sganciamento delle anche.
La posabilità è discreta limitata solo dagli ingombri fisici del robot dovuti al disegno e alla linea dello stesso.Purtroppo a causa del poco peso del modello è possibile che in alcune pose molto dinamiche sia difficile trovare un equilibrio stabile.
Il robot gode di un parco armi che spazia dal più leggero fucile fino al potente cannone passando per mitragliatori e lancia granate.Inoltre vi sono due tipi di “zaino” applicabili a scatto alla schiena, uno di tipo tattico logistico, color arancio e con una antenna e due maniglie ai fianchi;l’altro di colore grigio e per le azioni di volo.
A completamento si può rivestire quasi tutto il robot con una corazza di plastica e renderlo così più imponente.Si tratta di due gusci che rivestono la parte inferiore delle gambe, di una pettorina, una spallina ed uno scudo.Abbinata allo zaino a razzo e al grosso cannone trasformano il Mugen Calibur in un blindatissimo mecha d’assalto.
La trasformazione da robot a veicolo deve avvenire in configurazione base del robot.Non è difficile fare le poche manovre necessarie alla trasformazione ed è molto intuitiva,tanto che memore del mio toy vintage, non ho nemmeno guardato le istruzioni.
-Si fanno scorrere in basso le braccia a livello delle spalle, si alza il cofano petto a coprire la testa e si accorciano le gambe.
-Si piegano in avanti le braccia e si staccano le anche verso l’esterno.
-si ribalta il telaio delle ruote anteriori/paraurti fino a posizionarlo davanti al cofano.
-ruotate le gambe in avanti ed agganciate ai parafanghi anteriori
-rimane solo da tirare indietro il pianale posteriore e tirare su il parabrezza e il sedile di guida.
Facilissimo quindi passare da modalità robot a modalità veicolo da fuoristrada.Più facile da farsi che spiegarlo a parole comunque.
Molti degli armamenti che utilizza il robot sono posizionabili anche sul veicolo,come il fucile che si può scomporre in due pezzi o le granate di riserva.
Anche lo zaino tattico può essere montato utilizzando il mitragliatore come supporto.Il pianale posteriore del veicolo inoltre può diventare capote di fortuna visto che di cabrio si tratta.
Non è possibile trasformare il robot corazzato in veicolo senza togliere prima la corazza.
Le miniature e molte delle finiture sono migliori dal vivo che non nelle varie foto pubblicitarie circolate su internet.
Chi conosce CM’S sa bene o male cosa aspettarsi.Non aspettatevi un robot metalloso perchè non lo è anche se ne viene impiegato per alcune parti.Non aspettatevi un toy da spupazzare perchè si tratta di un modello che per quanto robusto necessita di una certa accortezza nell’essere manipolato e posato.
Adatto a chi? Io l’ho preso per questione affettiva di ricordi miei. Non lo consiglio a chi lo prenderebbe solo per curiosità.Rimane molto distante da Bandai come qualità ma anche come “orientamento”.Un pezzo che tiene in vetrina solo un appassionato con una forte motivazione che va al di là del “completismo” della linea SOC-GX o della corsa all’ultimo mecha di tendenza.Soprattutto in virtù del prezzo molto in linea con la produzione CM’S.Preso direttamente a Singapore e recapitatomi direttamente dalla postina a circa 160 euro tutto compreso.In Italia il prezzo lieviterebbe molto facendo la dovuta proporzione e ciò contribuisce a rendere questo mecha a me così caro un perfetto MR.Nobody! Saluti!

Lord Occultus
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).

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