Gyakuten-OH Brave Gohkin 10

Gyakuten-OH Brave Gohkin 10 by Garion-Oh

Introduzione

Gyakuten-Oh é il robot titolare della serie Gyakuten Ippatsuman del 1982, sesta incarnazione delle Time Bokan. Temporalmente segue direttamente Yattodetaman (in Italia Calendarman) e ne riprende alcuni schemi, come per l’appunto la presenza di un vero robot gigante dall’aspetto umanoide in luogo delle buffe macchine viste in Yattaman e gli altri. La serie ruota attorno alle vicende della compagnia Time Lease, che effettua consegne a domicilio in ogni dove e in ogni epoca, contrastata dalla compagnia avversaria Sharekobe Lease. Letteralmente Gyakuten-Oh significa “il re della rimonta”. Rimonta va inteso col significato prettamente sportivo, difatti gyakuten indica il punto con cui si capovolgono le sorti di un incontro. Di questo robot fu la Takatoku a produrre all’epoca una versione standard e una deluxe – più altri mecha della serie -, mentre la sua incarnazione moderna dedicata al mercato dei collezionisti é opera di CM’s Corporation, che lo include nella linea Brave Gokin assegnandogli il numero 10. Un dettaglio da fare notare é che CM’s si ispira idealmente proprio al modello della Takatoku per la colorazione, anche se non pedissequamente. Il torace del robot é color oro cromato in luogo del semplice giallo, ma corna e ginocchia non seguono lo schema del vintage. Il soggetto qui recensito é l’originale di settembre 2007. A questo sono seguiti il Metallic ad ottobre dello stesso anno e una ristampa nell’aprile 2009 (avente come extra una miniatura di metallo di Ippatsuman).

La confezione

La scatola misura 37x28x12,5 cm e si presenta con la classica grafica utilizzata da CM’s per questa linea. Sul fronte viene mostrato in primo piano il Tokkyu Saurus, mentre dietro di lui compaiono a destra il Gyakuten-Oh e a sinistra il Relief Don, i due mezzi che derivano dalla sua trasformazione. All’estrema destra compare una scritta giapponese in caratteri dorati che recita “Gyakuten-Oh appari!” – la frase che il protagonista pronunciava dopo la trasformazione del robot – mentre all’estrema sinistra troviamo in alto il logo della serie (Ippatsuman) e sotto un primo piano della testa del Gyakuten-Oh. Subito a fianco appare lo Sharekobe Buggy, il mezzo utilizzato dal trio dei nemici. La parte bassa della cover é occupata dal nome del robot in caratteri latini. Il retro della confezione ci presenta a sinistra uno schema con le trasformazioni e le armi di Tokkyu Saurus/Gyakuten-Oh, che illustra anche i vari gimmick. A destra invece una composizione in photoshop mostra il momento della trasformazione del Tokkyu Saurus.
Una volta aperta la confezione ci troviamo di fronte a un sarcofago di polistirolo. Una volta tolta la copertura superiore, ecco come si presenta l’interno: Al centro della scatola si trova il Gyakuten-Oh in conformazione robot. Alla sua sinistra si trovano il container a forma di uovo, il Tokkyu Trailer per trasportarlo, la Seigito (spada della giustizia) e il Gyakuten Shield. A sinistra invece si trova il Relief Don. Sul retro della confezione di polistirolo é inserito un blister di plastica in cui si trovano due Mashinbo (bastone magico estensibile) – di cui uno rigido con effetto cromato e uno morbido in pvc – le antenne per il Tokkyu Saurus, le varie mani intercambiabili, la scaletta che fuoriesce dalla bocca del Tokkyu Saurus, lo Sharekobe Buggy e infine – sotto il blister – i tappini opzionali per coprire i buchi in cui alloggiano le viti. Tale blister é inserito in un vano del sarcofaco in polistirolo ed é tenuto fermo con del nastro adesivo. Dopo l’asportazione del nastro non rimane incastrato nel vano. Completa il contenuto il classico foglietto a colori ripiegato in quattro, che illustra le fasi della trasformazione e l’utilizzo delle armi opzionali.

Tokkyu Saurus e Relief Don

Tokkyu Saurus é il nome del mezzo sauriforme che il protagonista Go Sokkyu utilizza nel suo lavoro di consegne. In questo senso l’uovo che viene trainato dal mezzo non é niente altro che un container per la merce che viene trasportata. CM’s per questo cargo ha realizzato un involucro completamente in plastica al cui interno va a incastrarsi la componente che diventerà il Gyakuten-Oh (questi quasi interamente di metallo). La lucertolona panciuta é un pezzo unico, e in questo senso l’unico movimento che può fare é scorrere sulle sue ruote, anch’esse in plastica dura. Le sue zampe sarebbero gli arti superiori del Gyakuten-Oh, quindi volendo possono essere mosse. La qualità della plastica utilizzata da CM’s non é il massimo. Di buono va fatto notare che non si notano i segni di distacco dagli sprue, ma alla vista e al tatto appare come una plastica molto molto leggera e di non grande qualità. Il Tokkyu Saurus é dotato di due gimmik: 1) la bocca é apribile ed é possibile inserire al suo interno la scaletta per fare scendere il protagonista; 2) schiacciando il primo elemento della cresta del dinosauro, si aziona un movimento a scatto che apre di colpo gli occhi del robot, rivelando la cabina di pilotaggio dello stesso. Per quanto riguarda la conformazione Relief Don, per ottenerla é necessario estrarre dal corpo principale la componente del Gyakuten e quindi piegare semplicemente in avanti la schiena del soggetto e inserire al suo interno il Tokkyu Trailer. Inclinando quindi la testa verso l’alto si ottiene il suo aspetto finale.

Gyakuten-Oh

Il Gyakuten-Oh si ottiene tramite una semplice trasformazione del modulo centrale del Tokkyu Saurus e viene utilizzato da Go Sokkyu una volta trasformatosi in Ippatsuman. CM’s per questa conformazione ha pensato a degli snodi semplici ma molto funzionali. Il fronte del Tokkyu Saurus presenta un disegno, che nell’anime originale scompariva al momento della trasformazione. Nel modellino la cosa é stata risolta utilizzando due pannelli ruotabili di 180 gradi. Quindi tutta la parte rossa viene fatta allargare e girata sulla schiena. Le gambe sono originariamente ripiegate all’indietro – un po’ come per il Daikyojin/King Star in versione Sagittario – e vanno raddrizzate. Le braccia vanno abbassate. La componente della testa invece é un’astronavina a parte che raggiunge il robot al termine della sua trasformazione. Le mani del robot compaiono a seguito di una rotazione dei polsi. Difatti i lati delle braccia sono apribili, permettendo quindi alle zampe del Tokkyu Saurus di ruotare all’interno dello stesso avambraccio rivelando i pugni del robot a seguito del movimento di rotazione. Si tratta di un gimmick semplice e ad effetto, tuttavia lo spazio all’interno dell’avambraccio é molto risicato percui operare questo tipo di trasformazione può risultare più laborioso di quanto non sembri. A questo punto é preferibile staccare direttamente le zampe del dinosauro e inserire i pugni al loro posto.
L’argomento pugni merita una digressione. Nella confezione sono contenuti due pugni chiusi (montati direttamente sul robot) due mani aperte con dita distese, due mani prensili con movimeno alle nocche e una mano destra posizionata nel gesto di afferrare un fucile, con tanto di dito indice disposto per il grilletto. La sostituzione delle varie mani può non essere velocissima dato che l’aggancio a sfera del polso si trova sull’asse di rotazione per la scomparsa delle mani all’interno dell’avambraccio. Percui può capitare che spingendo sulla sfera questi scivoli via invece di accogliere la mano. La versione per il fucile é ben fatta, senonché il Gyakuten-Oh non ha questo tipo di arma nel suo arsenale. Le mani prensili invece hanno il problema di avere un semplice snodo ad attrito che… fa poca presa. Nelle foto a corredo di questo articolo é stata utilizzata la versione da fucile per impugnare la spada.
Veniamo ora agli snodi del modello. La testa ha uno snodo di rotazione sul collo, senza possibilità di inclinazione alcuna. Le spalle possono spostarsi verso l’alto, fino ad arrivare a fianco della testa del Gyakuten-Oh. Le braccia hanno snodi a scatto sia in rotazione che abduzione. Ci sono poi gli snodi ad attrito per la torsione e per la flessione del gomito. Le mani hanno solo lo snodo a sfera, ma non sono possibili altri movimenti oltre alla rotazione. Il busto é dotato di uno snodo ad attrito per la rotazione alla vita. Le anche hanno snodi ad attrito e permettono alle gambe sia di ruotare su se stesse e di muoversi sia in abduzione che in estensione anteroposteriore (quest’ultimo é purtroppo abbastanza limitato). La flessione del polpaccio é invece di almeno 90 gradi, causa trasformazione, e si effettua grazie a due punti di snodo sul ginocchio. I piedi hanno uno snodo a sfera che permette loro una rotazione di 360 gradi più un limitato movimento di inclinazione. Infine sono dotati di flessione plantare.

Le armi

Il Gyakuten-Oh ha un piccolo arsenale di armi – tutte in plastica – con cui si possono costruire dei begli effetti scenici. Va fatta la premessa che nell’anime originale le armi vengono evocate dal nulla, materializzandosi direttamente nella mani del robot. La Seigito (spada della giustizia) é una katana sovradimensionata che dona al robot una certa possanza. L’unico peccato é che a causa della struttura delle braccia non può essere impugnata a due mani. Il Gyakuten Shield é un semplice guscio vuoto, che trova difficoltà di applicazione a causa del problema delle mani prensili di cui si parlava poco sopra. Il Mashinbo può essere utilizzato sia come lancia che come asta nella sua variante rigida, mentre in quella morbida in pvc può essere utilizzato come frusta.

In conclusione

Gyakuten-Oh é sicuramente – sia come fattura che come studio ingegneristico – uno dei migliori modelli di CM’s. Il robot é molto pesante e metalloso, nonché dotato di snodi e posabilità discreta. Va detto che probabilmente questa posabilità é semplicemente il risultato della presenza degli snodi necessari alla trasformazione, e ingegneriosticamente perfettibili. Per fare un esempio, sarebbe stato molto più efficace per l’esposizione se lo snodo a sfera dei piedi fosse stato realizzato in modo da poter essere esteso, aumentando l’inclinazione degli stessi. Questo a voler essere pignoli. Ad ogni modo si tratta di un oggetto davvero paragonabile ai primi Soul of Chogokin di Bandai (d’altronde i vari GX01 e GX02 originali non facevano molto movimenti in più). Se avete l’occasione di comprarlo, non tiratevi indietro. Ne rimarrete di sicuro soddisfatti. Ovviamente, come fatto notare, ci sono diversi dettagli che potevano essere realizzati meglio, ma nel complesso si tratta di un modello che convince davvero.
Garion-OH
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’articolo)

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