Sankan-OH Brave Gokin 11

Sankan-OH Brave Gokin 11 by Garion-OH

Introduzione
La serie é sempre Gyakuten Ippatsuman, ma nell’episodio 30 accade l’impensabile. Il Gyakuten-Oh viene danneggiato, rendendogli impossibile trasformazione e viaggi temporali. Il trio dei cattivi ha dunque vinto? Ovviamente no perché la Time Lease – la ditta per cui Go Sokkyu lavora – mette subito a disposizione un nuovo fantastico mecha: il Sankan-Oh. Il suo nome significa “il re delle tre corone”, e nell’ambito del baseball giapponese é un titolo che va alla squadra che vince tre importanti competizioni nello stesso anno sportivo. Sostanzialmente potrebbe essere reso come “il re della triplete”, per fare un paragone con termini e competizioni più note in Italia. Come per il Gyakuten-Oh, fu la Takatoku a occuparsi all’epoca della sua versione giocattolo ed é ancora CM’s Corporation ad avere prodotto la sua versione moderna – con uno schema di colori sempre parzialmente ispirato dal vintage – nel novembre del 2007. È inserito nella linea Brave Gokin e contrassegnato dal numero 11.

La confezione
La scatola misura 37x28x12,5 cm e si presenta con la classica grafica utilizzata da CM’s per questa linea. Sul fronte viene presentato in primo piano il Tokkyu Mammoth, mentre dietro di lui compaiono a destra il Sankan-Oh e a sinistra la Relief Car, i due mezzi che derivano dalla sua trasformazione. All’estrema destra compare una scritta giapponese in caratteri dorati che recita “Sankan-Oh vola! Vieni qui!!” – il comando con cui veniva evocato da Go –, mentre all’estrema sinistra troviamo in alto il logo della serie (Ippatsuman) e sotto un primo piano della testa del Sankan-Oh. Subito a fianco appare lo Sharekobe Dacho, il mezzo a forma di papera utilizzato dal trio dei nemici. La parte bassa della cover é occupata dal nome del robot in caratteri latini. Il retro della confezione ci presenta a sinistra uno schema con le trasformazioni e le armi del Tokkyu Mammoth/Sankan-Oh, che illustra anche i vari gimmick. A destra invece una composizione in photoshop mostra il momento della trasformazione del Tokkyu Mammoth.
Una volta aperta la confezione ci troviamo di fronte a un sarcofago di polistirolo. Una volta tolta la copertura superiore, ecco il contenuto interno: Al centro della confezione si trova il Sankan-Oh in conformazione robot. In alto, in uno scomparto separato, é riposta la sua testa. Alla sua sinistra troviamo in alto il Sankan Tomahawk, al centro la Sharekobe Dacho e in basso il Sankan Shield. Alla sua destra troviamo in alto il Booster e in basso la Relief Car. Sul retro della confezione di polistirolo é inserito un blister di plastica in cui si trovano le due ali per il booster, quattro torrette mitragliatrici (due opache e due cromate), le varie mani intercambiabili, la scaletta che fuoriesce dalla proboscide del Tokkyu Mammoth, il Sankan Armgun, una miniatura di Ippatsuman e infine – sotto il blister – i tappini opzionali per coprire i buchi in cui alloggiano le viti. Tale blister é inserito in un vano del sarcofaco in polistirolo e rimane alloggiato per semplice incastro, senza intervento di nastro adesivo.

Tokkyu Mammoth e Relief Car
Tokkyu Mammoth é il nome del mezzo pachidermiforme che il protagonista Go Sokkyu utilizza nel suo lavoro di mercante. Difatti la sua schiena può essere aperta rivelando un container. Le gambe e la pancia del soggetto sono le componenti che si trasformeranno nel Sankan-Oh, mentre la testa del Mammuth e la schiena si separano per dare vita alla Relief Car. Le zampe dell’animale sono quasi inamovibili. Le due anteriori possono flettersi utilizzando gli snodi dei gomiti del Sankan-Oh, mentre le posteriori rimangono immobili a causa della trasformazione. La qualità della plastica utilizzata da CM’s é scarsa. Risulta molto leggera al tatto e alla vista offre quel senso di fragilità che caratterizzava anche il Tokkyu Saurus. Ci sono dei segni di distacco dagli sprue sulle ali del booster. Oltre al già citato vano sulla schiena, l’unico altro gimmick del Tokkyu Mammoth é il movimento della proboscide, che può essere ruotata orientando la sua curvatura in avanti o in indietro. Inoltre alla punta della stessa é possibile applicare la scaletta per la discesa del pilota. Sui lati del mezzo vengono applicate due torrette mitragliatrici che purtroppo non rimangono salde nella loro posizione, dato che sono semplicemente infilate e non hanno alcun fermo a trattenerle.
Per ottenere la Relief Car é necessario staccare la componente del Sankan-Oh e quindi piegare all’interno del rimorchio la proboscide e le zanne del mammuth, oltre che la coda. Quindi la pancia del mezzo verrà chiusa da due paratie, nascoste all’interno dello stesso. La Relief Car é dotata di ruote in plastica dura, perfettamente funzionanti.

Sankan-Oh
Il Sankan-Oh si ottiene tramite una semplice trasformazione del modulo gambe del Tokkyu Mammoth e viene utilizzato da Go Sokkyu una volta preso l’aspetto di Ippatsuman. Anche in questo caso CM’s ha realizzato degli snodi semplici, ma funzionali. Una volta estratta la copertura a forma di elefante, non rimane altro che raddrizzare le gambe del robot, ruotarne i piedi in avanti e spostare le spalle ai lati del busto. Per quanto riguarda la testa, anche in questo caso si tratta di un’astronave a parte chiamata Dangan Booster. Per ultimo, vanno inserite nel petto le due torrette mitragliatrici.
Differentemente dal Gyakuten-Oh però, questa componente non comprende solo la testa del robot, ma anche il backpack e le ali che ne decoreranno la schiena. Il tipo di trasformazione che esegue ricorda quella del Volt Cruiser di Voltes V. In questo caso la testa ha libero gioco di ruotare intorno al collo, ma non può fare altri movimenti. Tuttavia lo snodo che regge tutto l’insieme é sempre quello alla base del collo, che purtroppo non é molto saldo. Percui durante la manipolazione non é infrequente che l’intera parte del Dangan Booster si stacchi repentinamente.
Per quanto riguarda l’estrazione dei pugni, é stato studiato un sistema simile a quello del Gyakuten-Oh. In questo caso le braccia sono dotate di un solo pannello mobile – rivolto verso l’interno – e aprendolo é possibile ruotare lo snodo a sfera del polso ed estrarre il pugno. Per quanto riguarda le mani opzionali, sono le stesse identiche del Gyakuten, sia come posizione che come numero: due pugni chiusi, due mani prensili, due mani aperte e una mano destra per afferrare un’arma da fuoco. Nel modello in oggetto anche i pugni chiusi sono contenuti nel blister a parte. Si conferma la poca funzionalità delle mani prensili, tanto che si consiglia di utilizzare la mano sagomata per il fucile anche per il Tomahawk.
Per quanto riguarda gli snodi, oltre a quello della testa di cui si é già discusso, il modello é dotato di snodo a scatto solo per la rotazione delle braccia. Tutti gli altri snodi sono ad attrito. Quindi abduzione e torsione delle braccia, flessione del gomito, rotazione del busto, rotazione ed estensione delle gambe, flessione delle cosce, rotazione e inclinazione dei piedi. Mancano la flessione plantare e il sollevamento delle spalle, dimostrando quindi che il Gyakuten-Oh ne era provvisto solo per questioni di trasformazione. Sempre per questo motivo le spalle del Sankan-Oh possono ripiegarsi all’indietro. E’ uno snodo che in fase di posizionamento ha un’utilità minima, tuttavia bisogna farne notare un grave difetto: Le spalle non hanno alcun fermo, percui ruotano liberamente all’indietro al minimo tocco. Dato che dietro di loro si trovano le ali del Dangan Booster, appena i due elementi entrano in contatto provocano il distaccamento della testa del robot.
Infine, il torace é dotato di un portellone apribile, in cui inserire la miniatura di Ippatsuman.

Le armi
La dotazione é più povera rispetto al Gyakuten-Oh: il Sankan Armgun (fucile), il Sankan Tomahawk (accetta) e il Sankan Shield (scudo). Lo scudo può essere retto solo dalle mani prensili, che però non hanno uno snodo molto saldo. Il Sankan Tomahawk é molto scenico e utilizzando la mano per il fucile rimane ben saldo in posizione. Il Sankan Armgun ha un calcio forse troppo lungo ed é difficile da posizionare con braccio piegato. Il vero peccato però é che a causa della conformazione degli snodi non sia possibile afferrare il fucile a due mani. Infine é possibile unire le due ali del Booster per formare il Sankan Ennetsu Booster (Booster infuocato). Nell’anime in realtà viene lanciato direttamente dalla schiena del robot, assumendo un aspetto di fuoco traslucido, mentre nelle foto a corredo di questo articolo lo vedrete afferrato dalle mani del Sankan-Oh. Sarebbe stato carino includere nella confezione una sua versione trasparente, per simularne meglio l’effetto. Tutte le armi sono realizzate in plastica. Molto bello l’effetto cromato e la forma dello scudo, che donano molta personalità al robot.

In conclusione
Sankan-Oh poteva essere una delle migliori produzioni della CM’s. Sulla carta sarebbe pari al Gyakuten-Oh, visto l’impiego del metallo e la sua stabilità generale. Peccato però che gli snodi delle gambe abbiano minor gioco rispetto al predecessore. Inoltre i difetti degli snodi di spalle e testa ne pregiudicano la giocabilità. Diciamo che se si é già felici possessori del Gyakuten-Oh, questo Sankan-Oh al confronto lascia un po’ più di amaro in bocca. Se non si ha la disponibilità per acquistarli tutti e due é meglio concentrarsi solo sulla prima uscita, che oltretutto ha goduto anche di ristampe. Il Sankan-Oh alla fine, per quanto globalmente raggiunga la sufficienza, dà l’idea che con alcuni piccoli accorgimenti (leggi: un fermo per lo snodo delle spalle) sarebbe potuto essere molto più convincente.
Garion-OH
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’articolo)

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