Taekwon V

Taekwon V by Mazingetter

Ed ecco che con il 2009 il mitico archivio recensioni di Japanrobot si arricchisce del primo resoconto relativo a un modello nato e prodotto in Corea. Il Taekwon V non solo è infatti noto per essere il clone coreano tarocco del Grande Mazinga di cui ricorda ampiamente colori e forme, ma nell’anno corrente è stato riprodotto dalla casa coreana NeoStorm sia in versione action figure in pvc che in quello che sarà l’oggetto della nostra recensione, e cioè un modello diecast originalmente prodotto nella tiratura limitata di 1976 esemplari (numero corrispondente all’anno in cui l’anime veniva edito in Corea) che, come vedremo, stupisce per essere la prima produzione in metallo di questa casa, sia per la qualità delle finiture che per la quantità di metallo impiegata potendo tranquillamente competere con case di produzione giapponesi ben più note e blasonate. Una piacevolissima sorpresa dunque, i dettagli della quale andremo a scoprire nelle prossime righe se mi onorerete della vostra attenzione….

la scatola
Si parte benissimo, la scatola è di una eleganza stupefacente. Completamente nera e di cartoncino ben più spesso e rigido dei normali soc Bandai, ha dimensioni relativamente contenute (28 x 23 x 6 cm). Sia la faccia anteriore che posteriore sono suddivise praticamente in due metà, la sinistra nero lucida e con suscritto il nome del robot, e la destra nero satinata,con margine delimitante non rettilineo ma con convessità rivolta a destra. Fa quasi tenerezzala storpiatura del termine limited in “limeted” che sotto al nome del robot specifica la tiratura limitata del modello, anche se l’errore è da considerarsi perdonabile (ancora mi ricordo la dicitura purple coler sulla scatola del Mazinkaiser Aoshima e il neologismo poseing sulla scatola dello Shin Getter 2 sempre di Aoshima) e al di sotto di essa la scritta collectible product (prodotto da collezione) conferma la natura selezionata dell’oggetto. La faccia posteriore è esttamente uguale a quella anteriore. Sulle coste il vero tocco di classe è dato dalla presenza di sigilli con suscritto il nome del robot a chiudere la scatola (2 per lato) al posto del normale scotch cui siamo solitamente abituati. Quasi dispiace doverli staccare nel momento in cui si apre la scatola, ma se vogliamo proseguire la recensione non abbiamo scelta………… In tutto ciò risalta la senazione di spaventosa pesantezza della confezione nel momento in cui la si soppesa tanto da avermi fatto sospettare che nella scatola arrivatami dalla Corea fosse alloggiato un mattone invece del modello.

Il contenuto
All’interno della scatola abbiamo:
– il contenitore in polistirolo in cui è alloggiato il modello che, come per i gokin di altre case, è contenuto nel suo bel sacchettino di plastica trasparente e tenuto in posizione da una stecchetta anch’essa in polistirolo all’altezza delle gambe. Ha applicati già i pugni.
– un blister con base in plastica bianca e coperchio in plastica trasparente conenente una targhetta indicante il numero progressivo del modello (il mio è l’esemplare numero 1305) e il nome del robot con la grossa V di colore cangiante a seconda dell’incidenza della luce, tre paia di mani (uno con dita estese per le pose da karateka, uno con indice puntato e uno con dita piegate ad artiglio) e una figurina in metallo di un personaggio dell’anime da posizionare sulla basetta espositiva.
– un secondo blister con base bianca e coperchio trasparente contenente la basetta espositiva realizzata in pieno stile soc con tanto di nome del robot inciso su di essa e tre piastre pettorali intercambiabili di diversi colori (bianco, grigio argentato e rosso traslucido). Sia in questo blister che nel precedente il coperchio non è assicurato alla base con scotch come solitamente avviene per i gokin che meglio conosciamo.
– il libretto illustrativo, molto semplice e essenziale, illustrante tra le altre cose, oltre ai potenziali movimenti delle varie articolazioni, il sistema di snodi adottato a più livelli sul modello.

Il modello
Cari amanti del metallo gioite, se il soggetto vi piace avete trovato il modello del secolo. Posso infatti affermare senza il minimo dubbio che questo è certamete il gokin percentualmete più ricco in metallo della mia collezione dopo i daigokin Marmit. Se si escludono testa e mani infatti il Taekwon V è per il resto interamente in metallo distribuendo su di una altezza di 21 cm il ragguardevole peso di 655 grammi. La sensazione di pesantezza trasmessa all’estrazione dal suo alloggiamento è infatti incredibile, così come stupefacente è, di fronte alla prima prova di questa casa nel campo diecast, l’accuratezza della verniciatura e del dettaglio che anche se non raggiunge i livelli della ben più blasonata Bandai, comunque non sfigura reggendo in modo più che dignitoso il confronto. Non si evidenziano infatti sbavature di sorta e anche le piccole imperfezioni a livello del volto rilevabili nelle foto più zoommate non sono apprezzabili ad occhio nudo. Notevole anche l’uso del bianco in corrispondenza di braccia, cosce ed addome, aspetto questo che mi ha dato forse la spinta finale all’acquisto del modello. Proprio riguardo al bianco c’è da fare una raccomandazione: state attenti a non rovinare la vernice all’anca quando flettete la coscia ed al braccio quando flettete l’avambraccio dal momento che non essendo presenti meccanismi protettivi tipo sportellini il rischio è che il contatto diretto con la vernice più scura delle altre parti ne possa comportare l’usura. Encomiabile anche la cura dei dettagli, evidente nelle pannellature e chiodature di braccia, avambracci, addome e cosce e nella riproduzione di reattori e prese d’aria sotto la pianta del piede. Fino a questo momento stiamo parlando di un oggetto che nella valutazione complessiva di packaging, quantità di metallo, qualità della verniciatura e dei dettagli non solo regge il confronto con Bandai, ma forse, limitatamente ai suddetti aspetti, fa pendere leggermente l’ago della bilancia verso di se. Purtroppo là dove NeoStorm perde malamente la sfida con il colosso giapponese è a livello di snodi e posabilità, complici anche i passi da gigante fatti da Bandai in questo campo negli ultimi anni. Le caviglie, ad attrito, non hanno grossi movimenti laterali e l’inclinazione è quindi limitata. Ad attrito è anche lo snodo del tronco che, localizzato allo stacco addome bacino, ha la funzione di permettere movimenti di torsione. Tutte le altre articolazioni (ginocchia, anche, spalle, gomiti, polsi) sono a scatto e realizzate con un sistema (illustrato anche nel libretto che correda il modello) che scimmiotta il meccanismo degli snodi revoltech rinforzati in questo caso con parti metalliche. L’idea non sarebbe male, ma lo snodo è ruotabile solo a una delle sue estremità e ciò si traduce, a livello di anca, nell’impossibilità di avere movimenti laterali abbastanza ampi con una conseguente, significativa limitazione del grado di posabilità del modello. E’ inoltre importante valutare il corretto allineamento dell’articolazione prima di eseguire movimenti, l’eventuale forzatura dello snodo non adeguatamente posizionato temo che potrebbe tradursi in rotture accidentali. Gli snodi così realizzati sono tutti particolarmente solidi e duri da muovere, soprattutto a livello delle ginocchia. Questa rigidità diviene un po’ fastidiosa in corrispondenza del gomito dove l’attacco dell’avambraccio è calamitato e nei movimenti di flessione può comportare il distacco spontaneo dell’avambraccio stesso. Il consiglio in questo caso è di staccare l’avambraccio, flettere lo snodo secondo la posizione voluta e riapplicarlo, in caso contrario non vorrei che con il tempo il ripetersi del movimento potesse sforzare l’alloggiamento del perno dello snodo con conseguente perdita di tenuta. Un altro aspetto criticabile è quello del colore utilizzato per questo tipo di snodo a livello del polso, se infatti in altre sedi è stato correttamente usato il bianco dal momento che almeno uno dei 2 capi articolari è di quel colore, nei polsi l’uso del bianco non trova giustificazione e sarebbe stato preferibile utilizzare uno snodo di colore blu, così come blu sono avambracci e mani del robot in modo da avere una migliore armonia cromatica. Le spalle si muovono invece abbastanza liberamente, sia in rotazione (a 360 gradi) che in abduzione (a 180 gradi) anche se sinceramente il tipo di soluzione scelta a mio avviso ne penalizza un po’ troppo l’estetica. La testa è ben snodata, ruota a 360 gradi ed ha un’ottima estensione. Per quanto concerne gli accessori c’è poco da dire, pochi ne ha il robot e pochi ne sono stati fatti nel modello. Le piastre pettorali intercambiabili sono comunque molto belle, in particolar modo quella rossa traslucida (che molto ricorda quelle del recente gx-45A Atami Night) che ne simula l’attivazione. La basetta espositiva è ben realizzata e consente l’alloggiamento di tutti gli accessori e le mani, mi piace in particolar modo la maniera relativamente semplice in cui sono stati concepiti i supporti per l’appoggio delle varie piastre pettorali. La dotazione di mani è buona, 4 paia per un modello relativamente semplice sono più che soddisfacenti.

In conclusione
L’uscita in sordina del modello causa la scarsa promozione nel nostro paese ha fatto si che il Taekwon sia stato inizialmente snobbato da molti italiani. Io stesso l’ho scoperto solo dopo l’uscita grazie ad un utente del nostro forum. Questo ha fatto sì che in Italia siano veramente pochi i possessori di questo oggetto, anche se l’impressione è che, dopo le prime positive impressioni, il loro numero andrà rapidamente aumentando anche da queste parti. La valutazione da parte mia è assai positiva, la NeoStorm ha a mio avviso superato la sua prima prova nel campo dei diecast a pieni voti. Il modello è molto buono, e con un sistema di snodi come quello adottato nelle più recenti produzioni Bandai in grado di garantire posabilità estrema sarebbe stato secondo il mio modesto parere da 10 e lode e non avrebbe presentato alcun punto debole. Il consiglio è quello di proseguire su questa strada apportando migliorie nelle articolazioni, sviluppando il lavoro in questa direzione credo che le prossime produzioni NeoStorm potranno guadagnare via via maggior popolarità e successo. Capitolo prezzo: il modello è per ora reperibile solo in Corea visto che per molti in Italia è sconosciuto e che in Giappone lo snobbano considerandolo (in parte a ragione) la brutta copia del Grande Mazinga. E’ reperibile mediamente intorno ai 115-120 euro spedizione inclusa con la quasi sicurezza della dogana che in proporzione è assai variabile (per i più fortunati si è aggirata intorno ai 10 euro, io invece sono stato purgato con un salasso di 27 euro). Ad ogni modo se il soggetto vi piace e vi dice qualcosa vale la cifra spesa, e soprattutto rappresenta finalmente in questo campo una novità interessante e valida sotto tanti aspetti.Un carissimo saluto dal vostro Stefano-Mazingetter e a presto risentirci con le recensioni delle molte uscite che a breve ci attendono.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).