Getter 3 EX-Gokin

Getter 3 EX-Gokin by PaoloMK2

Cari amici di Japanrobot, chiudiamo il trio Getter di casa Fewture con la recensione del Getter Robot 3 EX GOKIN, come sempre analizzeremo pregi e difetti del modello in questione cercando di essere il più obbiettivi possibile sperando anche di dare un aiuto a chi vuole avvicinarsi a questa serie davvero particolare.

Scatola e contenuto…..
Come sempre scatolone esterno di cartone con nome del modello, in questo caso Getter 3 + plus Gettermachine Bear. All’interno involucro trasparente con scatola in cartoncino lucido con nome del Robot e all’interno i soliti fogli illustrativi, chiamarli manuali ci vuole coraggio, rigorosamente in bianco e nero dove sono spiegate le varie fasi per il montaggio degli accessori ed i movimenti. Da notare che all’interno della scatola esterna troviamo una piccola confezione contenente l’arma bonus per il Getter 1, la Machine Gun. Aprendo la nostra confezione e rimuovendo le debite protezioni in polistirolo, si mostra finalmente il nostro Getter Robot 3, ai lati due coppie di mani, aperte e chiuse, la terza è montata già sul modello, 3 simboli da applicare sulla schiena, la Gettermachine Bear, la pettorina frontale e i tubi di scarico da montare sulla navetta e nella parte posteriore del Mecha. Come sempre nella parte sottostante della confezione il nostro Display Stand circolare con asta in metallo telescopica.

Change Gettaaaaaaaaaa threeeeeeeeeeee…..
Il nostro caro Taku Sato, oltre a rivisitare esteticamente il Getter 3, ha escogitato anche una piccola trasformazione per rendere ancora più unica la sua produzione, questa modalità è chiamata Rise Up Mode. In che cosa consiste? Praticamente il Getter 3 si alza in posizione verticale con tanto di gambe e piedi di sostegno facendolo diventare un Mecha doppio uso, di come si effettua la trasformazione parleremo però più avanti, l’ho citata ora perché ovviamente le altezze del modello cambiano nelle due configurazioni. Detto questo torniamo ai dati e alla descrizione del nostro Getter 3, 12 centimetri di altezza in versione carro cingolato, 21 nella versione Rise Up , 950 grammi di peso invece rendono per bene l’idea sulla prevalente composizione in metallo del modello. Testa, braccia, mani, femori e scarichi posteriori sono costruiti con plastica e gomma rigida, sulla mani però è posta una piccola copertura in metallo all’altezza delle nocche. Pettorina, schiena, bacino e zona cingoli/gambe sono in vece completamente in metallo. In assoluto questo terzo Getter, quarto se consideriamo anche il Black, presenta l’assemblaggio più solido e meno problematico rispetto alle precedenti uscite, molto ben strutturato anche se la concezione di base è sempre la medesima, parti metalliche incollate su di una struttura interna in plastica. Essenzialmente però sul Getter 3 le parti incollate sono poche e di conseguenza minore è il rischio di brutte disavventure in stile Getter 1, praticamente la schiena, il bacino e qualche parte della zona cingoli ha subito il famigerato trattamento, il resto delle parti è assemblato ad incastro. Molto solido anche il perno centrale che permette il movimento rotatorio del busto, qui in aggiunta trova alloggio anche un poderoso snodo a scatto che permette di posizionare in tre fasi il bacino del Mecha quando si trova in modalità Rise Up. La mobilità e la posabilità si attestano su discreti livelli considerando la fattura del Robot nelle due configurazioni, ora procediamo ad una analisi delle varie parti. La rotazione della testa è un tantino limitata a causa delle grandi corna poste ai lati, in fase rotatoria tocca la parte posteriore della schiena e a volte, ma qui dipende dalla posizione, la parte superiore delle spalle. Molto più valido ho trovato il movimento avanti/indietro e basculante, questo in parte compensa le mancanze della fase rotatoria. Le braccia sono praticamente concepite da più elementi che sono agganciati fra loro da perni sferici, in questo modo in ogni punto si può dare una piccola curvatura che distribuita per tutta la lunghezza, ben 15 centimetri, danno posabilità e movimento all’intera parte andando a sopperire la mancanza di veri e propri snodi che ne permettano il movimento. In aggiunta l’attacco alla spalla ruota fornendo ulteriore libertà di movimento. Purtroppo tutto è ovviamente ad atrito e come sempre il rischio è quello di perdita di tenuta con l’andare del tempo. Le spalle invece godono fortunatamente di snodi a scatto, assolutamente necessari per sorreggere il peso delle braccia nelle varie posizioni mentre la rotazione permette movimenti molto molto ampi. Particolare descrizione meritano una delle coppie di mani, quelle che si trovano già montate sul modello al posto delle dita hanno degli artigli, ogni lama è dotata di movimento in apertura/chiusura e di rotazione destra/sinistra, con questo accessorio il Getter 3 diventa davvero cattivissimo! Il busto, come citato poche righe sopra, può essere ruotato e inclinato, questo però comporta la perdita della verniciatura sullo snodo in vista, in fase di movimento le parti esterne della pettorina vanno a sfregare contro lo snodo andando a graffiare irrimediabilmente la verniciatura! Un piccolo accorgimento per evitare questo problema, togliete la pettorina, ruotate il busto e poi la rimette nell’apposita sede, in questo modo si eviterà di graffiare la parte sopracitata.

Rise Up Mode…..
Eccoci alla tanto decantata modalità Rise Up inventata dal produttore e disegnatore Taku Sato, come detto all’inizio questa trasformazione rende possibile il sollevamento in posizione eretta del Getter 3 stravolgendone il noto design di carro cingolato. Nella parte posteriore le sedi cingolate si sganciano dalla parte bianca mediante la pressione di appositi tasti sapientemente nascosti da due paratie bianche che altro non sono le punte della navetta/spalle del Getter 2, in questo modo quello che a tera è il telaio dei cingoli diventa ora la gamba del Mecha, una volta assestate le parti dal frontale della tibia vengono fatti scendere i piedi di sostegno che vengono bloccati dal successivo avanzamento del tacco posteriore. Dopo l’estensione delle gambe ci ritroviamo il modello con l’enorme punta della cabina di pilotaggio in avanti dando l’aspetto di un “super dotato” al nostro Getter 3…….nessun problema, la punta viene fatta ruotare sotto a quello che ora è il bacino del Mecha, si estende la parte in avanti, si spinge verso il basso e si fa ruotare all’indietro il tutto, una volta in posizione si spinge la parte verso l’alto bloccandola nell’apposita sede. Questa operazione è un tantino complicata a causa delle non chiarissime istruzioni di Fewture e dalla eccessiva resistenza dello snodo a scatto, comunque con calma si riesce ad effettuare tutta l’operazione, chiude il tutto la rotazione dietro ai femori delle punte della navetta che andavano a coprire gli agganci delle gambe. Ora il Getter 3 è in modalità Rise Up! Ho volutamente trascurato nella fase precedente la descrizione dei movimenti riguardanti la parte bassa in modo da poterli descrivere dopo la spiegazione sulla trasformazione. In modalità Carro le parti cingolate possono essere alzate e abbassate concedendo un minimo di posabilità ad un assetto prettamente terrestre riservato al puro rotolamento. Nella Rise Up Mode invece si possono effettuare pose abbastanza dinamiche grazie agli snodi presenti all’altezza ginocchio e al bacino, qui si ha la possibilità sia di ruotare che di allargare le gambe, purtroppo invece le caviglie sono fisse e i piedi non possono essere mossi, ma probabilmente era impossibile concepire uno snodo in quel punto. La verniciatura è molto e curata, sulla mia copia nessuna imperfezione se non quelle create purtroppo dal movimento del busto, ottima anche la scelta delle tonalità che ovviamente riprendono quelle dei due Getter precedenti. Anche per questo modello EX GOKIN è possibile osservare la parte interna di busto e viso, togliendo la pettorina frontale e la maschera facciale si possono osservare i meccanismi interni e il malefico sorriso del nostro Getter 3. Ultimo doveroso sguardo per la Gettermachine Bear, 15 centimetri di lunghezza per 150 grammi di peso, quasi completamente in metallo ad eccezione degli scarichi posteriori, spalle e punte laterali. Verniciatura perfetta, simbolo kanji presente nella parte centrale e possibilità di vedere la cabina di pilotaggio grossolanamente riprodotta da Fewture, come ultima nota posso dire che delle tre, questa è senza dubbio la più stravolta esteticamente da Sato, sicuramente più anonima rispetto alle altre due che comunque non fanno perdere la traccia dell’estetica originale pur essendo state ridisegnate. Come per le precedenti uscite si sente la mancanza di una piccola basetta per esporre le navette, peccato perché sarebbero state molto utili e carine per l’esposizione separata delle Gettermachine che sono davvero molto belle da guardare.

Concludendo…..
Eccoci giunti alla fine del viaggio nel “mondo” dei Getter Robot EX GOKIN rivisti in chiave moderna e leggermente gotica dal purtroppo scomparso Taku Sato. Il Getter 3 si fa ammirare per le sue linee particolari e dalle nuove “spigolosità” aggiunte dal suo ideatore che rendono ancor più particolare la sua rivisitazione. Come sempre l’estetica prima di tutto, purtroppo questa affermazione ci ha accompagnato in tutte e quattro le recensioni dedicate ai Getter Fewture facendoci “forse” chiudere un occhio sulle note pecche di assemblaggio e scelte strutturali, cosa che ha creato a questa serie un alone di paura/apprezzamento fuori dal comune e che contribuisce e contribuirà nel tempo in modo determinante a rendere “unici” questi Getter Robot. Un saluto e un arrivederci, sempre su queste pagine, dal vostro Paolo MK2.

PaoloMK2
(le foto sono state realizate dall’autore dell’articolo)

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