Giant Robot

Giant Robot by Alessio

Ovvero, il modello più sottovalutato della storia!
Il modello di cui vogliamo parlare è appunto il Giant Robot della Yamato. Ammetto che il personaggio mi era semi sconosciuto….ricordavo di aver visto il trailer degli OAV pubblicati da Granata Press (se non sbaglio) qualche lustro fa…ma a parte questo mi risultava un personaggio del tutto estraneo.Così viene presentata la serie su Wikipedia (tanto per capire l’importanza del soggetto…su EncirobotPedia non viene riportato…):
Giant Robot è una serie di OAV ispirata dall’omonima serie manga di Mitsuteru Yokoyama. In realtà, si tratta di un’opera che rende omaggio al corpus collettivo delle opere di Yokoyama, in cui i vari personaggi da lui creata agiscono come “attori”. È inoltre un ottimo esempio di tecnologia Steampunk ed un omaggio alla cinematografia wuxia e ai film di Kung Fu degli anni ’70Avendolo comunque visto esposto nelle collezioni di diversi membri del forum, ed avendone visto la customizzazione di SchumiGo (sempre lui!) sul suo sito Zone of Hobbies, mi sono deciso a farlo mio! La versione che ho recuperato è la “missile”, che fornisce una serie di missili in gomma da applicare alle spalle e al petto del robot. Esiste anche una versione “bazooka” che ovviamente al posto dei missili mette a disposizione un bazooka.Le versioni si differenziano anche per le miniature allegate: entrambe rappresentano Gin Rei, ma in pose e abiti diversi (cosa è meglio, una minigonna o un vestito cinese con spacco vertiginoso?).Tornando al robot, il modello si presentata in una confezione che definire spartana forse non aiuta a farsi un’idea… Una scatola di cartone con ampia vetrina trasparente che lascia vedere il robot, già completamente assemblato. All’interno solo un blister sagomato (né cartone né tanto meno polistirolo) al quale il modello è legato con del fil di ferro sottile (gommato, almeno questa accortezza l’hanno avuta!).Faticato quindi per liberare il Giant dalle sue catene, si può quindi soppesare il modello…e qui comincia la soddisfazione!
Il Giant è quasi completamente in metallo, molto pesante…e molto alto! Circa 700g (!!) per 20cm fanno la gioia di chi in un modello die-cast cerca innanzi tutto il peso.
In pratica non sono in metallo il gonnellino in plastica che copre le cosce, le mani e la testa in gomma dura e i serbatoi in plastica applicati alla schiena.La verniciatura è buona, senza sbavatura, ma a onor del vero va detto che il modello è praticamente monocromatico: salvo quelle “corone” rosse ai polsi e alle caviglie, tutto il robot è azzurro.
Questo ha facilitato certamente il lavoro di verniciatura, ma non sminuisce il fatto che non si notano sbavature, bollicine o altro genere di imperfezioni (a volte lamentate su modelli ben più blasonati e costosi). Anche l’uniformità di tinta tra il gonnellino in plastica ed il resto del corpo in metallo tutto sommato è buona.
Vengono forniti due kit di mani: una coppia di pugni ed una coppia di mani aperte.
Le principali articolazioni sono a scatto, e credo sia la soluzione migliore per un modello così pesante. Le piccole cosce nascoste sotto il gonnellino hanno due movimenti: avanti-dietro e destra-sinistra, senza possibilità di ruotare (cosa che sarebbe peraltro inutile, essendo di fatto invisibili).Le ginocchia sono a scatto per quanto riguarda la flessione, ma a onor del vero non hanno grande movimento. Hanno invece la possibilità di ruotare a 360°.Il movimento delle caviglie è a snodo. Come per le gambe, anche per le braccia si hanno movimenti di flessione alle spalle e ai gomiti a scatto…e come per le gambe l’escursione è modesta. Francamente questo è il più grosso limite del modello: gli avambracci si possono piegare pochissimo, a occhio direi che sono al di sotto dei 45°.La testa, che è un pezzo unico in gomma dura innestata sul collo in plastica gode di discreto movimento. Tuttavia seguendo uno dei consigli suggeriti da SchumiGo, sia per la testa che per le mani si può aumentare la mobilità semplicemente inserendo un pezzettino di plastica (o di legno, come ho fatto io) nella sede sferica del giunto: più difficile a spiegarlo che a farlo! In pratica questo corpo estraneo impedirà l’innesto completo delle mani e della testa, lasciandoli più liberi nei movimenti. In buona sostanza, quindi, l’oggetto che avrete tra le mani è sì imponente, ma non vi permetterà pose eccezionalmente dinamiche. Onestamente è un peccato, perché creando un po’ di sfogo negli avambracci, sarebbe stato facile dare un movimento decente a questa parte fondamentale nell’espressività del modello. La modifica fatta da SchumiGo al suo modello lavorando un po’ di fresa non pregiudica eccessivamente l’estetica ma dà grossi risultati. In tema di accessori, ci sono le varie batterie di missili che il robot può lanciare dalle spalle e dal petto: è possibile rimuovere le coperture in gomma dura rossa da spalle e petto e posizionare facilmente le batterie di missili. Francamente a me non fanno impazzire e l’ho lasciato al naturale.In conclusione, direi che questo modello è una piacevole sorpresa: un mecha originale e massiccio, una realizzazione robusta, solida e certamente non di ridotte dimensioni fanno del Giant Robot Yamato un modello da esporre con soddisfazione che non si può non consigliare. Unico neo la scarsa mobilità (a meno di pesanti interventi di customizzazione….) che non pregiudica il piacere di un modello inatteso ma che sa farsi notare! Nota: rimanendo a bocca aperta di fronte alla customizzazione fatta da SchumiGo (che potete vedere qui: http://www.zoneofhobbies.it/gallery/mecha_diecast.htm), ho tentato anch’io oltre ad alcuni interventi tecnici anche di dare un po’ di ombreggiature al mio modello… Per molti sembrerà che l’abbia irrimediabilmente o quasi rovinato, il che oggettivamente è vero… però il modello è innegabilmente un po’ piatto nella sua quasi totale monocromia, per cui a me questa personalizzazione non dispiace.
Purtroppo questo mi ha impedito di postare foto del modello così com’è, fatto salvo qualcosa recuperabile dalla rete.

Alessio
(le foto sono state realizzate da PaoloMK2)