Great Mazinger 1969 Ex-Gokin

Great Mazinger 1969 Ex-Gokin by Mazingetter

Salve ragazzi, oggi vi parlerò di uno degli ultimi modelli usciti nel corso del 2007, il Great Mazinger 1969 prodotto da Fewture per la linea Ex Gohkin, rivisitazione in stile gotico del Grande Mazinga uscito ad appena un mese di distanza dall’immissione sul mercato sempre da parte di Fewture del Mazinger 1969, analoga reinterpretazione del Mazinga Zeta.Vi chiedo dunque scusa sin da adesso se nel corso di questa recensione farò riferimento più di una volta al Mazinga Zeta, ma date le notevolissime analogie tra i 2 modelli la cosa diventa inevitabile.
Se il design estremamente accattivante di questi Mazinga gotici lasciatoci in eredità dall’ahimè ormai defunto Taku Prof. Robo Sato poteva facilmente esporre il fianco a operazioni di riciclaggio data la somiglianza sotto molti aspetti dei 2 design sketch, bisogna ammettere che la buona Fewture ne ha decisamente approfittato peraltro senza rispettare a pieno i disegni di Sato (vedi ginocchia e avambracci dello Zeta) e lasciandosi andare ad operazioni di mercato a mio avviso al limite del vergognoso (tipo: se uno volesse lo scrander rosso nel Great è costretto ad acquistare lo Zeta, oppure: per assemblare la grande spada del Great è necessario acquistare lo Zeta perchè una parte è contenuta nella confezione di quest’ultimo e dulcis in fundo: per avere le tavole col design sketch dello Zeta si deve acquistare anche il Great visto che la confezione di quest’ultimo contiene le tavole con gli schizzi di entrambe i modelli), cosa inconcepibile se si considera l’esorbitante costo alla fonte di questi modelli.
Passata l’arrabbiatura che ormai smaltisco da svariati mesi (da quando cioè ho visto le prime foto dei modelli dovendone constatare con disappunto l’abbondante riciclaggio di parti), passo a descrivervi il modello che ovviamente (come lo Zeta) non potevo esimermi dall’acquistare data l’indiscutibile bellezza. Se infatti in molti appassionati abbiamo criticato le manovre di mercato furbesche e la politica di riciclaggio di Fewture, è anche vero che tutti o quasi abbiamo ammesso l’indubbia estetica di questi modelli.
Il modello è contenuto nell’ormai celeberrimo astuccio in cartoncino nero rigido tipico di Fewture, alloggiato a sua volta, con la protezione di una busta di plastica trasparente ed angolari in polistirolo, nell’altrettanto tipico scatolone in cartoncino marrone.
Le istruzioni sono riassunte nell’abituale fogliettone illustrativo e sul versante opposto all’alloggiamento del modello si trova il display stand, analogo a quello usato per i getter fatta eccezione per il braccio che differisce nell’aggancio al modello.

La confezione contiene anche i disegni preparatori di Sato, sia per il Great che per il Mazinger Z.Il Great Mazinger 1969 è concepito, ovviamente, esattamente come lo Zeta 1969, cioè in modo ben diverso dai precedenti getter e personalmente aggiungerei: per fortuna!!! La presenza di viti nelle gambe sin dalle prime foto ha fatto comprendere che alla Fewture la lezione del metallo incollato sulla plastica dovrebbero averla capita (getter 1 docet!). La solidità del Great come quella dello Zeta è quindi di sicura affidabilità. Il Great differisce rispetto allo Zeta per: parte superiore della testa, cioè le corna (ebbene sì, hanno riciclato anche le facce), grande boomerang, avambracci (presenza della lama e delle mitragliatrici), foderi delle spade diaboliche ai lati delle cosce, verniciatura di avambracci e gambe, di un blu più chiaro in questo caso, presenza nella confezione del Great Booster grigio invece che dello scrander rosso…… STOP!
Il mio modello è fortunatamente OK, per assemblaggio e verniciatura fatta eccezione per un piccolo segno di distacco dalle sprue della pinna sulla coscia sinistra.
Alcuni difetti lamentati sarebbero:
– piccole intaccature della vernice sugli avambracci (a dire il vero riferito soprattuto nello Zeta)
– distacco delle corna dalla parte inferiore della testa (non spontaneo ma a seguito del maneggiamento e
comunque facilmente riparabile)
– distacco delle calamite che uniscono la parte prossimale a quella distale dell’avambraccio (anche
questo più comunemente riportato nello Zeta)
– aggancio del great booster sulla schiena un po’ instabile e facilità di distacco spontaneo
– piccoli segni di distacco dalle sprue delle pinne ai lati delle cosce (come appunto, nel mio esemplare)
In realtà tutti questi difetti sembrerebbero essere più comuni nello Zeta che non nel Great (fatta ovviamente eccezione per l’ultimo riferito trattandosi di una caratteristica strutturale tipica del solo Great Mazinger), forse nel lasso di tempo intercorso tra l’uscita del primo e del secondo alla Fewture hanno provveduto a limare queste piccole imperfezioni che sono comunque rose e fiori rispetto al famigerato Getter 1 in quanto difetti riparabili con una goccia di colla ma comunque inconcepibili considerati i prezzi. La cosa che trovo assurda è il sistema a calamita che hanno ideato per gli avambracci, quelli di Fewture dove non hanno problemi se li vanno a cercare.
Nello Zeta gli avambracci sono intercambiabili in modo da permettere l’applicazione dell’Iron Cutter. Premesso che sarebbe bastato un semplice tassellino come quello adottato per l’applicazione delle lame sugli avambracci del Getter 1 (cosa che andava benissimo) e che l’eventuale distacco di una calamita è un difetto che seppur assurdo è tranquillamente riparabile con una goccia di attack, la domanda che sorge spontanea è: a che diavolo serve questo sistema nel Great Mazinger che non è neanche stato dotato del pugno atomico rotante come accessorio???
La risposta è semplicissima e la sapete già tutti voi: non serve assolutamente a niente se non a riciclare l’ennesima parte del modello! Peccato, perchè poteva essere l’occasione buona per giustificare tale soluzione fornendo al modello un set di accessori più ampio dotandolo del pugno atomico rotante.
Il modello è dotato di 3 paia di mani intercambiabili, 2 grandi boomerang (uno di metallo e l’altro di plastica per simulare il breast fire), 1 mano con l’indice sollevato per simulare il Thunder Break, il Great Booster, una spada, l’impugnatura dello spadone assemblabile unendo la spada con quella in dotazione allo Zeta, 2 Brain Condor (uno con punta e ali peghevoli per l’agganciamento alla testa del robot, l’altro non trasformabile e non agganciabile), 3 paia di tirapugni applicabili alle mani.
La posabilità è letteralmente eccezionale, praticamente tutti gli snodi (a parte quello per la rotazione del tronco) sono a scatto.Le caviglie hanno un’escursione impressionante, le gambe ruotano sull’asse longitudinale, gli avampiedi si flettono, le ginocchia si piegano molto, le anche si muovono lateralmente e in senso antero-posteriore, il tronco ruota praticamente a 360° (qui l’articolazione non è a scatto come detto), le spalle si muovono in avanti e indietro e sono sollevabili, le braccia si muovono in senso antero-posteriore e lateralmente oltre a avere la possibilità di ruotare longitudinalmente, la testa si flette abbondantemente e ha anche una discreta escursione laterale.
Anche le mani hanno grande libertà di movimento, un po’ dura la prima applicazione, successivamente la cosa diventa più facile quando l’alloggiamento si adatta ai perni perchè in gomma dura. Soprattutto le mani aperte, per come sono state ideate, hanno la possibilità di grosse escursioni in quanto snodate alla base.
Il Brain Condor non trasformabile è molto bello e a mio avviso molto meglio verniciato dei 2 pilder dello Zeta mentre ciò che proprio non mi è piaciuto è l’agganciamento alla testa della versione trasformabile in quanto il Condor non resta bloccato ma è semplicemente appoggiato e forse è questo il difetto che meno mi va giù in un modello così costoso e sofisticato dal momento che si sarebbero potute trovare mille soluzioni tecnicamente migliori.Le ali del Great Booster sono ruotabili, anche in questo caso con un sistema a scatto e l’applicazione sulla schiena soffre di una certa precarietà come lo scrander nello Zeta. Il Great Booster è interamente in plastica fatta eccezione per la punta che è stata realizzata in metallo, forse per motivi di bilanciamento del modello.
Per il Great Booster e lo Scrander dello Zeta però un piccolo cenno a parte deve essere fatto in quanto per belli che siano a mio avviso è abbastanza evidente che a disegnarli non sia stato il tanto compianto Taku.
Si discostano in modo abbastanza chiaro dalle linee dei 2 Mazinga e dallo stile tipico di Sato, rimarrò sempre col dubbio di come prof. Robo avrebbe potuto realizzarli, personalmente mi sarebbero piaciute ali di tipo demoniaco (vedi lo Shin Getter 1 Devil Wings di Aoshima o il Mazinkaiser Max Factory) magari rivedute e reinterpretate proprio secondo il suo stile.Lo spadone è impressionante, assemblabile unendo la spada a quella in dotazione allo Zeta con il grande boomerang e l’impugnatura presente nella confezione è veramente enorme e si adatta a pieno al soggetto e al suo stile “tamarro” (un po’ come il fucilone del Getter 1 tanto per intenderci).
La verniciatura, almeno nel mio esemplare, non soffre di particolari imperfezioni di sorta ed è molto curata, in particolar modo l’azzurro, meno scuro di quello adottato per il Mazinga Z, non è così chiaro come le varie foto reperibili in rete (complice spesso un inappropriato uso del flash) potrebbero lasciar pensare e secondo i miei gusti, oltre ad adattarsi alla perfezione al soggetto, è più bello del blu molto scuro adottato nello Zeta.
Stupenda la verniciatura rossa del grande boomerang in metallo che è stata sfumata nella parte bassa, come già era stato fatto per le piastre pettorali in metallo dello Zeta. Il grande boomerang traslucido per simulare il breast fire lascia invece a mio avviso il tempo che trova, ne riconosco l’unica utilità nell’assemblamento dello spadone qualora si voglia mantenere quello in metallo posizionato sul petto del modello.
Bene, credo che non ci sia da aggiungere altro riguardo a questo modello.
Un consiglio? Considerati i prezzi di base alti e attualmente in aumento (molti sono corsi ai ripari all’ultimo momento quando si è saputo che non avevano le falle dei Getter) acquistateli solamente se pensate che la vostra collezione non possa farne a meno (e in questo caso sbrigatevi) altrimenti dirigetevi su qualcosa di decisamente più economico!
Un saluto e alla prossima recensione da Stefano-Mazingetter.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).

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