Psyco Gundam MKII MRX-010

Psyco Gundam MKII MRX-010 by Mazingetter

Dopo l’MRX-009 Psycho Gundam, Bandai arricchisce la serie Fix Figuration Metal Composite con quello che ne rappresenta la naturale evoluzione, l’MRX-010 Psycho Gundam Mark II. Nell’anime Mobile Suit Z Gundam, lo psycho MKII rappresenta infatti la versione migliorata e con una potenza di fuoco di molto accresciuta dalla abbondante dotazione in cannoni (tutte le bocchette gialle che vedete distribuite sulle varie parti del corpo) del precedente Psycho Gundam, caratterizzandosi anch’esso per un sistema di interazione uomo-macchina di tipo psicologico tale da garantire al pilota la possibilità di un controllo totale del robot attuabile attraverso i soli pensieri e per la possibilità di convertirsi in fortezza volante (in altre parole anche questo è trasformabile in una specie di climatizzatore portatile di gusto esteticamente opinabilissimo). Se già considerate imponente il primo Psycho preparatevi alla recensione di questo enorme bestione, un modello in assoluto tra i più alti della mia collezione ed una ulteriore dimostrazione della bontà qualitativa e della validità tecnica dei prodotti della serie Metal Composite.

La scatola
Non grande e proporzionata al suo contenuto, in poche parole è così come dovrebbero essere tutte le scatole dei modelli. Se le confezioni dei robot che posseggo fossero infatti sempre concepite con la stessa intelligenza ed ergonomicità credo che in cantina libererei metà dello spazio che mi occupano vista la frequenza con cui troppo spesso si vedono i chogokin scomparire all’interno di scatole tanto fastose quanto ingiustificatamente pletoriche. Le dimensioni sono di 31 cm in altezza, 22 in larghezza e 16 in profondità. L’artwork è quello classico dei vari Metal Composite, con la testa del Gundam Rx 78-2 a fare da sfondo. Sull’anteriore è ritratto il nostro gigante in tutta la sua minacciosa imponenza. Nell’angolo in alto a sinistra risultano ben in evidenza il codice di serie del modello (#1003) ed il nome per esteso al di sotto del quale, in piccolo, sono riportati poi i vari dati tecnici (esercito di appartenenza, numero della macchina, altezza, peso, potenza, composizione della corazza, pilota, armamenti ed equipaggiamento speciale). Sul retro il robot è raffigurato sia anteriormente che posteriormente tanto in conformazione antropomorfa (MS mode) quanto in configurazione fortezza volante (MA mode). Fanno da contorno a queste immagini dei piccoli riquadri che evidenziano alcune delle specifiche del modello.

Il contenuto
La scatola è interamente occupata da un grande contenitore di polistirolo dotato di alloggiamenti su ambo i versanti. Il contenuto è assicurato nelle relative sedi da due grossi coperchi di plastica trasparente bloccati al contenitore da grandi strisce di scotch. Sulla faccia anteriore sono sistemati il modello (protetto dal contatto col polistirolo e col coperchio da due fogli di plastica e due sacchettini che rivestono le braccia), le due metà dello scudo contenute in apposite bustine di plastica ed il fregio frontale rigido (quello preapplicato è in pvc morbido) intercambiabile. Sul versante posteriore troviamo invece sistemati la basetta espositiva, i due tappi per l’ancoraggio dei piedi del modello ad essa ed il braccio con relativo sostegno per l’esposizione in sospensione in modalità MS, la placchetta per l’unione delle due metà dello scudo, un paio di pugni chiusi e due cavi per la simulazione delle beam swords. Al di sotto della basetta sono inoltre riposti, in una bustina di plastica, due telaietti cui sono ancorati degli elementi a forma di elica tra loro agganciabili per riprodurre (mia supposizione) un’arma non meglio precisata. Il libretto, come sempre presente, è scarno ma chiaro nella sua essenzialità, e comunque è in linea con quelli dei precedenti Metal Composite.

MRX-010 Psycho Gundam Mark II
Pur non essendo un macigno il nostro Psycho si caratterizza per il fatto di essere probabilmente il più Metal tra i vari Metal Composite. Se infatti tale definizione è spesso considerata un’esagerazione visto l’esiguo contenuto in parti metalliche dei soggetti riprodotti per questa serie, in questo caso, nonostante la corazza esterna sia come al solito interamente in plastica, sono ben evidenti le componenti in zama che si rivelano in modo chiaro nel corso della conversione a fortezza volante concentrandosi principalmente in corrispondenza dello scheletro delle gambe, degli snodi di ginocchia, anche e spalle e parzialmente all’interno del tronco per un peso complessivo di 724 grammi che, se per un modello di 29 cm (ebbene si, sono 29 cm di altezza all’apice del fregio) è relativamente contenuto, nel complesso non risulta comunque così esiguo. La posabilità del modello, come nel suo predecessore, è molto limitata, in queso caso forse ancora di più. La cosa fortunatamente non disturba più di tanto data la relativa staticità della controparte animata. Le caviglie hanno buoni movimenti di inclinazione laterale ma scarsa capacità di flessione. Purtroppo le discrete escursioni laterali sono parzialmente vanificate dalla modesta abduzione delle anche. In parte si può ovviare a questo inconveniente tramite la rotazione laterale dell’intero arto inferiore (movimento consentito a livello dell’anca) in modo da permettere alle gambe di divaricarsi un po’ di più. Le ginocchia, unica articolazione a scatto del modello, si flettono a non più di 30 gradi. I sei elementi  del gonnellino (2 anteriori, 2 laterali, 2 posteriori) sono mobili grazie alla presenza di piccoli perni snodati che li ancorano al bacino. Il tronco è un blocco unico e privo di snodi, cosa intuibile dati i limiti imposti da una trasformazione che ne richiede la completa apertura. Le spalle ruotano totalmente ed hanno modestissimi movimenti di abduzione. Le  braccia sono rotabili di 360 gradi sull’asse longitudinale ed i gomiti si flettono a 90 gradi. Gli avambracci sono staccabili permettendo così la simulazione delle beam swords (nell’anime venivano usati come armi a distanza sparabili che rimanevano ancorati alle braccia tramite cavi). Carino il fatto che la testa sia sganciabile proprio come nell’anime, è regolata da un perno che si articola alla base della testa con un sistema a sfera agganciandosi all’estremo opposto al tronco con un attacco calamitato. Ha movimenti limitatissimi, sia lateralmente quanto in flessione. Il fregio sulla fronte è intercambiabile, quello che troviamo già montato è di pvc morbido ed è questo che consiglio di tenere inserito per minimizzare il rischio di antipatiche rotture. L’altro fregio montabile ha  invece il vantaggio di non piegarsi essendo in plastica rigida ma proprio per questo è a maggior rischio di eventuali rotture accidentali. Le mani sono appena due paia (due pugni chiusi e due con dita snodate a livello dell’attacco alla mano). Entrambe hanno perni snodati alla loro base così da permettere i movimenti di flessione rispetto all’avambraccio. La trasformazione in fortezza volante è tecnicamente concepita in modo ineccepibile, non si discosta minimamente dalla analoga conversione praticabile nel suo predecessore e come in quel caso, una volta ultimata, lascia molto dubbiosi sull’estetica  di quanto ottenuto con tanta ingegnosa maestria. In altre parole, così come l’MRX-009, in MA mode anche l’MRX-010 somiglia a qualcosa di più simile ad un climatizzatore portatile che non a una minacciosa base volante. La raccomandazione sempre valida rimane comunque quella, qualora si volesse praticare la conversione (ne può sicuramente valere la pena almeno per valutare il validissimo lavoro ingegneristico fatto da Bandai), di fare molta attenzione nello sfregamento delle varie parti che inevitabilmente si viene a verificare, pena il rischio di fastidiosisime rigature della vernice. La verniciatura, appunto! Proprio questa è a mio modo di vedere il vero punto di forza del nostro modello. Bellissimo l’accostamento dei 4 colori dominanti (viola, rosso, giallo, azzurro) per un risultato cromatico decisamente accattivante e valorizzato dall’estrema precisione con cui sono stati curati anche i più piccoli dettagli, dalle pannellature degli inserti rossi alle markerizzazioni più minute che un po’ ovunque impreziosiscono lo Psycho, il tutto in assenza di grossolani difetti. Bruttina invece la parte centrale dello scudo dove, una volta unite le due metà, sono evidenti elementi grigi non verniciati che stonano e non poco con la colorazione viola delle parti circostanti. Un peccato, visto e considerato che verniciatura a parte si tratta comunque di un prodotto asai curato anche in tutti gli altri dettagli, vedi i tappi coprivite sulla superficie interna delle cosce.

In conclusione
Diciamo la verità, non è un adone, nel senso che l’estetica non lo aiuta tutto sommato neanche in modalità antropomorfa. Continuo infatti a pensare che la vera bellezza del modello stia in realtà nel bell’accostamento dei colori che lo caratterizzano più che nella sua fisionomia (gambe lunghe, mutandoni, testolina) che peraltro a me neanche dispiace. Sul prezzo in questo caso posso essevi di poco aiuto visto che la mia copia è il carissimo regalo che l’anno scorso ho ricevuto per il mio compleanno dal mio fratello acquisito (grazie ancora, Paolo!) per cui non ho idea di quale possa essere un esborso da considerarsi ragionevole. Mi pare che attualmente le quotazioni superino abbondantemente i 100 euro per cui mi sbilancio nel consigliare una spesa sui 150 euro, ma prendete questa quota con abbondante beneficio d’inventario per i suddetti motivi. Ancora una volta vi saluto caramente e vi do appuntamento alle prossime recensioni di JR, a presto da Stefano-Mazingetter.

Mazingetter
(le foto sono state realizate dall’autore dell’articolo)