Arcadia e Megahouse

Caro chogokin ti scrivo. Arcadia e Megahouse seguono la scia.
Arcadia nasce dalle ceneri di Yamato Toys e ne rileva anche le licenze. In realtà anche se Yamato ha prodotto molto altro è rimasta famosa soprattutto per le valkyrie di Macross in scala 1/60. Arcadia riparte dove si era fermata la ditta precedente, innanzitutto ristampando pezzi molto desiderati ed esauriti. La serie su cui è più attiva è Macross Zero di cui realizza modelli nuovi e concepisce nuove versioni migliorate di VF già uscite. Ma come sapete qui si parla di prezzi a confronto e Arcadia decide fin da subito di fare pagare caro e salato ciò che produce. La VF-0D sui 38000 yen, seguita dalla VF-0S e dalla VF-0A con prezzo simile. Con Macross Plus invece si ferma a 35000 yen con la YF-19. Non sto a elencare tutti i prezzi delle varie serie, ma giusto con le ristampe delle VF-1J Super Valkyrie di Max e Milia si sono limitati a circa 23000 yen (anche se non sappiamo ancora se sono ristampe al 100% o se qualcosa è stato modificato). Nell’ottica di questa ditta di sicuro è un prezzo più basso, ma in generale è ormai purtroppo una cifra standard. Sicuramente Arcadia cura molto le sue uscite (i fighter di Macross Zero sono estremamente belli), ma oltre ad essere totalmente in plastica (il diecast è limitato solo alle anche dei battroid, come sa bene chi colleziona questi oggetti fin dai tempi della Yamato), ma proposte a un prezzo di lusso. Arcadia ha cmq altre linee, come gli AA Gokin, dei super deformed metallosi alti 11 cm e venduti fra i 13 e i 15000 yen. Le misure sono diverse, ma anche questo è lusso. Se avete letto i miei articoli precedenti saprete che è una parola che ormai uso in modo ricorrente. D’altronde credo che più che ingordigia sia l’unico modo per certe ditte di sopravvivere in questa congiuntura economica, ma ne parlerò in modo più preciso in un altro articolo. Sicuramente ha destato molta sorpresa anche l’interesse di Arcadia per i mecha di Megazone 23. Soprattutto sarà difficile che la sua Garland possa avere un prezzo simile a quella proposta dalla Fewture (o almeno ce lo auguriamo). Dunque veniamo a Megahouse, famosa soprattutto per i suoi pvc di One Piece. Però visto l’argomento a noi interessa unicamente per la sua linea diecast chiamata Variable Action Hi-Spec. Inaugurata con mecha come il Guren Nishiki, il Rah-Xephon e il Galatt, tutti prezzati intorno ai 13000 yen e cmq giustificati da materiali, altezza ed eventuale trasformazione. A un certo punto però ecco i mecha di Orguss, una serie del 1983 che cercò di bissare il successo di Macross (fallendo), proponendo il robot Drifand Orguss capace di assumere quattro aspetti: Orgroid, Flyer, Gerwalk e Tank. L’interpretazione Megahouse viene lanciata alla modica cifra di 35000 yen. E’ vero che in forma robotica è alto 21 cm, eppure il prezzo appare fuori mercato. Ovviamente noi non ne conosciamo la tiratura, fatto sta che l’articolo va esaurito e viene ristampato. Quindi la linea viene ampliata con l’Orguss II Olson Special (stesso prezzo) e all’ultimo Wonder Festival viene presentato il prototipo della versione di produzione di massa. Inoltre compare anche il Cosmo Zero di Yamato 2199, di cui sappiamo il prezzo (18500 yen), ma non ancora le misure precise. Però è ora di fare il punto della situazione. Abbiamo parlato di Bandai che alza i prezzi, di Fewture che li ha sempre avuti alti, di Sentinel che cambia strategia di mercato e infine di Arcadia e Megahouse che seguono la scia degli altri produttori. Ma vendono. Sicuramente la massa di acquirenti è composta dal mercato interno o cmq dal mercato asiatico in generale (e per alcuni soggetti anche dal mercato USA), mentre qui in Italia siamo penalizzati da spese di spedizioni e diritti doganali. Rimane comunque un hobby a cui molti non vogliono rinunciare (ci si lamenta e poi si compra). Quindi? Forse la colpa è nostra? Avremo modo di riparlarne.