VF-1J ARMORED VALKYRIE Hikaru Ichijo Custom 1/100

Foto e recensione di Marco De Bon

Una delle linee di Bandai dedicata a Macross, la Hi-Metal R, fa il suo secondo debutto nel 2015; dopo essere stata accantonata per diversi anni, le tentacolari grinfie bandaiane non solo la riprendono in considerazione, ma le danno anche un rinnovato slancio e un supporto massiccio, che si concretizza innanzitutto con questa VF-1J di Hikaru Ichijo, comprensiva di parti opzionali.

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E’ bene ricordare le caratteristiche tecniche della serie: la scala adottata è la 1/100, quindi queste valkyrie si assestano sui 15 cm circa in modalità battroid, ma sono comunque perfettamente trasformabili; il “Metal” sbandierato nel moniker lo si trova in piccole quantità, in questo caso nei piedi e in alcune parti portanti fondamentali.
Naturalmente la scala ridotta, rispetto alle più blasonate produzioni in 1/60, presenta per sua natura una serie di particolarità da valutare in base ai propri interessi: meno ingombro significa anche salvaguardia dello spazio e maggiori possibilità espositive (potenzialmente spettacolari), inoltre i modelli sono leggermente più posabili dei fratelloni Yamato/Arcadia alti 27 cm; per contro, il livello di dettaglio è inevitabilmente un più basso, così come le parti verniciate sono quantitativamente inferiori, e inoltre si segnala un utilizzo di elementi attacca-e-stacca per quanto riguarda i carrelli di atterraggio e il vetrino dell’abitacolo.
Però tutto il resto è davvero al suo posto. Le trasformazioni sono molto fluide e ricalcano fedelmente i classici movimenti principali che più volte abbiamo visto in diverse salse, e tutto è molto compatto e bloccato da numerosi punti di aggancio. E’ possibile, ma non necessario, staccare le ali per facilitare la ricerca di punti di appoggio per le dita. La leggera semplificazione di alcuni dettagli, non rende affatto banali le trasformazioni, anzi, credo che in spazi così angusti fosse davvero difficile fare di meglio, possiamo certamente parlare di qualcosa che va assai vicino al concetto di una 1/60 miniaturizzata, piuttosto che ad un facile giocattolino di contorno, assolutamente. Delle tre modalità possibili, quella che può prestare il fianco ad un giudizio più critico forse è il gerwalk, che presenta possibilità non stratosferiche a livello degli arti inferiori, ma questo non preclude affatto il posing senza stand.
La medesima qualità si ravvisa anche nelle parti opzionali, prodotte con una precisione veramente degna di nota: gambe braccia e busto, vengono completamente avvolti da una miriade di pezzi che si agganciano perfettamente e con grande solidità, trasformando la VF-1J in quel mezzo corazzato che ben conosciamo… brutto, ma violento.
Insomma, in quei due blister troverete davvero tanta tanta roba. Tra le altre cose, anche due set di ali (con o senza fori per l’aggancio dei missili), gli elementi per predisporre l’aggancio di uno stand – non incluso – in tutte le modalità, oltre ad un libretto illustrativo finalmente degno di tal nome.

COMMENTO FINALE

Piccoli grandi modelli in cui Bandai ha profuso uno studio tutt’altro che banale. Da non sottovalutare assolutamente!