JUMBOW / GALATT

Foto di Marco De Bon, recensione di Garion-Oh

Come terza uscita per la linea Variable Action Hi-Spec, Mega House ci propone il Galatt. Anche se l’anime da noi non è mai arrivato, il suo annuncio ha destato comunque interesse nei collezionisti italiani dato che si tratta di uno degli ultimi robotici di Sunrise di stampo “super”, mentre di lì a poco la casa giapponese avrebbe prodotto quasi solo robotici “real” in seguito al successo di Gundam.Inoltre il design escogitato dal mitico Kunio Okawara (Zambot, Daitarn, Trider), ben si sposa in una collezione con gli altri giganti Sunrise.

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La particolarità di questo robot, che tecnicamente si chiama Jumbow, è quella di potersi trasformare in due aspetti diversi: il piccolo robot buffo Jumbow e il grande e possente Galatt. Nella serie animata c’è anche una differenza di dimensioni fra i due, dato che Jumbow è alto poco più di un essere umano, mentre Galatt ospita al suo interno una cabina di comando.
Tornando al modello di Mega House, si segnala innanzitutto l’eleganza della scatola. Il fronte è nero, con il simbolo “G” in rosso in alto e sullo sfondo l’immagine del robot sfumata. La confezione è caratterizzata da un’anta con vetrinetta a chiusura magnetica. All’interno si trovano due blister di plastica: uno con il robot (in modalità Galatt) e uno con gli accessori.
Il robot:
Galatt è un trasformabile molto particolare, perché cambiando da un assetto all’altro gambe e braccia si invertono di posto. Anche se detto così sembra banale, in realtà la trasformazione ha molti accorgimenti particolari, tipo il meccanismo di accorciamento delle gambe. Tutte queste parti che si muovono e si aprono sono state realizzate in plastica probabilmente per problematiche costruttive. Il corpo centrale invece è di metallo. Il fatto è che il binomio corpo di metallo + gambe di plastica ha come risultato un baricentro troppo spostato verso l’alto e manipolando il modello non è infrequente che le ginocchia cedano sotto il peso del busto facendo inclinare il robot all’indietro.
La trasformazione è molto curata, segno di un attento studio di quanto proposto in animazione. La modalità Jumbow appare molto goffa, ma d’altronde con questo aspetto il robot era protagonista più che altro di gag comiche. Nella confezione sono contenute alcune armi a lui dedicate (tra spade e boomerang), ma soprattutto quattro espressioni facciali diverse per rendere appieno il suo aspetto buffo. La posabilità del Culutt è piuttosto modesta, anche a causa delle sue gambe molto corte.
Una volta trasformato il Galatt in Jumbow, scoprirete che tornare al Galatt è meno semplice di quanto sembri. Questo perché le spalle del Jumbow diventano le anche del Galatt, ma il loro aggancio al busto è tutt’altro che immediato. I perni di giunzione sono molto piccoli e bisogna fare attenzione, pena il ritrovarsi le gambe dondolanti sotto al corpo centrale. Una cosa da fare notare è che per ragioni strutturali, anche se perfettamente agganciate è impossibile tenere le gambe parallele, ma sempre un po’ leggermente divaricate. Le armi di Galatt sono un fucile, una spada laser e una lancia. Questa armi sono idealmente collocate sulla schiena e nella confezione è inclusa anche la loro forma “contratta”, in modo da poter esporre il robot anche nell’atto di estrarle.
La confezione contiene anche un display stand con due braccia opzionali, in modo da poter esporre alternativamente il Galatt o il Jumbow, senza pericolo che cadano per terra.