PROWL

Foto e recensione di Marco De Bon

Il Transformers Masterpiece numero 17 va ad infoltire le fila degli Autobot con uno dei soggetti più amati della serie tv, ovvero Prowl, aka Pantera! Sarà per il fascino degli automezzi della polizia, sarà perché il giocattolo vintage era stato abbondantemente pubblicizzato quando eravamo tutti fanciulli e, quindi, ci è rimasto impresso più di molti altri, sarà anche per la caratterizzazione televisiva del nostro stratega militare, in ogni caso questa realizzazione era molto attesa dagli aficionados colpiti da trasformite cronica, e fortunatamente Takara non si è fatta attendere più di tanto, almeno dopo il reboot della serie coinciso con l’MP 10. E questa mossa, naturalmente, le darà anche la possibilità di sfruttare lo stesso mold per altri personaggi come Streak e Smokescreen.

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Come era prevedibile, ritroviamo tutte le caratteristiche già definite con Lambor: in robot mode Prowl tocca i 16 cm di altezza circa, la sua composizione è completamente in materiale plastico, gran parte della superficie è stata verniciata, e la trasformazione è come sempre moto ingegnosa. Ecco, questa potrebbe essere una sintesi della filosofia di costruzione Takara per questa tipologia di Autobot, andiamo ora un po’ più nel dettaglio.
Nella sua minuscola confezione, all’interno del solito blister di plastica trasparente, troverete adagiata la bellissima Nissan Fairlady 280Z-T, storica auto giapponese di assoluto fascino (come d’altronde tutta la “linea Fairlady”, attualmente rappresentata da sportive eccezionali come la 350 o la 370Z), con una riproduzione davvero molto fedele e dettagliata, anche se priva di gimmick. Salta all’occhio immediatamente la brillantezza della colorazione garantita dalla verniciatura, e fortunatamente questa volta non ravviso pecche particolari come sbavature o differenza eccessiva di tonalità con le parti colorate in pasta, come purtroppo è capitato con Lambor.
La trasformazione è molto bella e ben studiata, ogni volta mi stupisco di come riescano a concentrare in così poco spazio questa notevolissima quantità di pezzetti e di parti mobili… ma a scongiurare il delirio ci pensa, come sempre, l’ottima progettazione e la solidità dei punti di snodo e delle cerniere. Vi consiglio, tuttavia, di prestare attenzione in modo particolare al posizionamento degli specchietti retrovisori, che, finendo chiusi tra spalle, testa e addome, devono essere alloggiati con precisione. Annoto anche la leggera resistenza che ho riscontrato nell’ancorare il parabrezza (che finisce nella parte posteriore del modello) senza sbilanciare il torace verso l’alto, nonostante il fermo pensato per l’occasione.
Apprezzabile il lavoro per materializzare dal nulla i piedi, con tanto di piccolo sportellino che copre buchi antiestetici a livello della caviglia…
In robot mode abbiamo il riuscitissimo Prowl. Anche qui, ottimo sculpt, buon impatto estetico e posabilità notevole. Il peso piuma (poco più di 100 grammi) e la grande stabilità non fanno rimpiangere snodi a scatto o soluzioni diverse da quelle adottate da Takara. Da annotare il bacino girevole, l’ottima piega di gomiti e ginocchia, la discreta possibilità delle caviglie e tutto sommato nient’altro di particolarmente degno di menzione. Mi piacerebbe fosse contemplato un cambio-mani in questi Masterpiece, perché quelle semiarticolate di serie fanno il loro dovere senza particolari pregi estetici.
Essenziali anche le gimmick, che si esauriscono con l’interazione con il fucile e con i due spara razzi occultabili nella parte posteriore del torace.

COMMENTO FINALE

Non può che farci immenso piacere il poter arruolare il nostro Prowl/Pantera tra le fila dei Masterpiece. Takara ha sfornato un altro piccolo gioiellino di tecnica e fedeltà, magari senza sforzarsi più del necessario, ma comunque garantendo una buona qualità, in linea con gli altri MP. E noi godiamo!