SOUNDWAVE

Foto e recensione di Marco De Bon

Dopo il reboot della serie, coinciso con l’uscita dell’Optimus Prime renewal (MP-10), finalmente Takara ridà slancio alla linea Transformers Masterpiece con una serie di uscite insolitamente frequenti e anche di un certa importanza. All’inizio del 2013 è stato il turno di uno dei protagonisti più amati, fondamentale membro dei Decepticon, nonché efficiente dispensatore di cubi di energon: Soundwave, aka Memor, dalle nostre parti. Sicuramente degno di essere definito “personaggio” per il sua egregia caratterizzazione, ce lo ricordiamo bene tutti per il suo subdolo agire sui campi di battaglia, strisciante nelle retrovie, ma dotato anche di una grande potenza di fuoco, garantita dalle cassette trasformabili che poteva sputare fuori all’occorrenza.

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Per la precisione, Takara propone Soundwave in coppia con la minicassetta-uccellaccio Laserbeak (aka Gufo).
Il mecha pincipale è davvero ben riuscito. E’ stupendamente fedele all’anime, per quanto possibile, alto 22 cm circa e composto quasi prevalentemente da plastica colorata in pasta, con molte parti verniciate. I piedi sono in gran parte in metallo, e penso che ormai si possa dire che questo sia il modus operandi di Takara: full plastic per i personaggi più piccoli, qualche dettaglio in metallo, come i piedi, per quelli più alti, immagino per garantire equilibrio e stabilità. Come tutti gli altri MP, a parte la prima versione di Optimus (ormai da considerarsi un’uscita a sé, come Megatron MP 05), non è quindi un prodotto per gli amanti del die cast a tutti i costi, ma è dedicato a chi cerca trasformazioni meravigliose e sculpt azzecatissimi. E non manca certo la tecnica: Takara è riuscita ad articolare questo Masterpiece in modo davvero adeguato, e come risultato abbiamo un mecha ben posabile, grazie ai doppi snodi a livello dei gomiti e spalle, il bacino girevole, snodi a scatto sempre a livello del bacino e delle ginocchia. L’apertura delle cosce e la posabilità dei piedi traggono ottimo vantaggio dalla mobilità richiesta dalla trasformazione. Direi che solo l’inclinazione all’indietro delle cosce è abbastanza modesta.
Nella sua apparente semplicità, la trasformazione in mangiacassette palesa tutta l’abilità di Takara nel suo campo prediletto: incastri perfetti, ottima precisione in tutti i passaggi, perni e cerniere di solidità adeguata. Avrei solo da criticare l’eccessiva durezza degli snodi a livello del bacino, cruciali anche perché il mecha deve effettuare una vera e propria spaccata, ma dopo qualche utilizzo si sono leggermente ammorbiditi. A trasformazione finita abbiamo in bella mostra tutte le parti verniciate, tutti i tipici pulsanti di uno stereo, mentre non sono rappresentati gli speakers.
C’è poi tutta una bella serie di piccoli/grandi dettagli che impreziosiscono l’intero progetto: la possibilità di inserire ben tre cassette nel petto di Soundwave, grazie ad un meccanismo a molla; i movimenti telescopici per la trasformazione delle gambe, che sono liberabili da un pulsante apposito; la possibilità di trasformare il fucile in batteria e posizionarlo sulla schiena; la presenza di alloggi a scomparsa per le armi di Frenzy/Rumble. E poi, bisogna proprio dirlo, il nostro Gufo, più che un simpatico gadget è davvero una chicca di progettazione: da una minuscola cassettina perfettamente rettangolare, sono riusciti a tirar fuori un uccellaccio meccanico che non solo è sputato alla controparte televisiva, ma ne mantiene movenze (collo, ali e zampe sono parzialmente articolati) e la caratteristica microcamera a scomparsa posizionata sulla testa… molto bello, e a mio avviso anche il meglio riuscito della cricca a disposizione di Soundwave.
Qualche appunto va comunque apportato a questa produzione: segni di stacco da sprue sono abbastanza frequenti qua e là e non sono il massimo a vedersi; le mani sono parzialmente articolate in pieno Masterpiece-style, ma il dito indice ha la fastidiosa tendenza a perdere l’ultima falange… poco male, è riposizionabile facilmente nella sua sede, ma è un altro dettaglio che stona nel contesto della pregevole cura generale. Annoto anche qualche segnalato problemino alla tenuta delle verniciature del duo, messe alla prova dai passaggi delle rispettive trasformazioni (così come l’approssimativo controllo qualità di Takara su qualche pezzo), che tuttavia non ho riscontrato nella mia coppia di Decepticon, anche dopo ripetuti rimaneggiamenti.

COMMENTO FINALE

Con questo Masterpiece, Takara ha davvero fatto centro. Un Transformer irrinunciabile per gli appassionati e comunque caldamente consigliato anche a chi solitamente segue solo altre linee, vista l’importanza del soggetto e la bontà della sua fattura. Sculpt e realizzazione sono, infatti, veramente ottimi, tanto che penso di poter dire che il difetto più grande risieda nel prezzo di listino, un po’ elevato… considerando anche la facilità con la quale gli MP più belli si volatilizzano in repentini sold out, l’esborso potrebbe avvicinarsi pericolosamente alle 200 euro, davvero non poco. Sicuramente la versione Hasbro correggerà in positivo il rapporto qualità/prezzo (ricordiamo infatti che Takara Tomy, in teoria, produce solo per il mercato giapponese, Hasbro per il resto del mondo), anche solo per il fatto che comprende ben 5 cassette in bundle con Soundwave, contro il solo Laserbeak compreso nell’MP 13.