Caro chogokin ti scrivo. Giocare col fuoco

Caro chogokin ti scrivo. Giocare col fuoco.

Abbiamo visto come col tempo Bandai abbia alzato i prezzi, come Fewture sia entrata nel mercato calando cifre da novanta, come Sentinel abbia cambiato il suo core business e come altre ditte come Arcadia e Megahouse si siano adeguate. Ovviamente, ognuna avrà avuto i suoi motivi. Però trovo che in generale l’asticella si sia sempre più spostata da “modelli per ogni tasca” a “modelli per ricchi”. C’è però da far notare che generalmente un giapponese guadagna più di un italiano, per cui la percezione di cosa è accessibile e di cosa è troppo costoso può cambiare fra il nostro e il loro paese. Aggiungiamoci pure che pagando anche spedizione e dogana per noi la cifra diventa ovviamente più alta rispetto al corrispettivo giapponese. Abbiamo un distributore ufficiale dei prodotti Bandai, ma senza voler cercare alcuna polemica, è sotto gli occhi di tutti che la cosa non incide per nulla sul calmierare i prezzi.
Però dato che questo cambio di marcia c’è stato, mi sono chiesto da dove sia partito. Com’è che dei modellini sono diventati dei prodotti di lusso? La risposta secondo me non sta in Giappone… ma in Cina, quando la ditta Hot Toys ha iniziato a produrre i movie masterpiece. Già i suoi primi prodotti sembravano curati maniacalmente e già avevano un bel prezzo, ma proseguendo la qualità è aumentata ancora (rendendo le prime uscite “brutte” rispetto alle ultime) di pari passo col costo. Poi si è iniziato a produrre anche modelli e accessori oversized. Come dimenticare l’Iron Monger e poi l’Hulkbuster? La Tumbler dei film di Batman di Nolan e addirittura l’enorme Batmobile dal film di Burton del 1989? E che dire dei rifacimenti dei vari Ironman, passati dalla plastica al metallo? Il mostruoso passaggio di alcuni personaggi dalla scala 1/6 a quella 1/4? (50 cm a quasi 700 $, ehilà!). E dulcis in fundo… le vendite che ci hanno fatto. E’ vero che sia i giapponesi che i cinesi puntano al pubblico mondiale. Soprattutto Hot Toys, dato che propone principalmente pezzi tratti da cinecomics americani. Ma alla fine facendo i conti, credo che i maggiori acquirenti mondiali siano comunuque i cinesi, la cui economia sta crescendo esponenzialmente sempre di più. Per cui se c’è questo bacino d’utenza ricco e felice di essere spennato, Bandai non si può certo tirare indietro (ma non dimentichiamoci nemmeno dello Ex Gokin Shin Getter 1 della Fewture). Infatti si è messa a produrre i DX Soul of Chogokin la cui prossima uscita, il Combattler V a quasi 60000 yen di listino, ha procurato svenimenti e isterie di massa. Tuttavia è andato sold out in un giorno nei vari shop online. Intanto c’è chi attende di sapere a quale prezzo verrà proposto dal distributore italiano… ma sarà probabilmente una fucilata. Ovviamente, chi ama questi oggetti e ha la disponibilità per acquistarli fa benissimo ad aprire il portafogli. D’altronde è un hobby, e gli hobby non seguono nessuna regola se non quella della passione. Chi rimane tagliato fuori perché certe cifre non può permettersele si lamenta, ma anche qui non c’è molto da dire. L’importante è che continuino a venire prodotti pezzi per tutte le tasche e non solo superlusso, anche se ormai non è ben definibile dove stia il confine fra le due cose, perché può trattarsi di un fattore strettamente personale. Ciò che per me è costoso, per un altro potrebbe essere normale. L’unico consiglio che sento di darvi è comunque di ponderare sempre bene e di non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo. Alla prossima, con un nuovo argomento su cui discutere.