Mazin Emperor G

Questo nuovo Mazinger nasce in seno all’operazione commerciale organizzata per lanciare il videogioco Super Robot Wars V. In sostanza inizialmente si voleva includere nell’opera il Great Mazinkaiser, che compare nel manga Shin Mazinger Zero, ma per problemi di diritti solo il Mazinger Zero viene incluso come avversario da sconfiggere (e presto anche lui diventerà un modellino). Tetsuya usa il Great Mazinger fino al suo colpo più potente, cioè l’autodistruzione, ma neanche questo basta per fermare il temibile nemico. È dopo tale avvenimento che fa la sua comparsa il Mazin Emperor G. G come Getter! Infatti il motore del robot è alimentato sia dall’Energia Fotonica del professor Kabuto che dai raggi Getter forniti dal dottor Saotome. A quel punto il più grande scontro robotico del mondo videoludico può avere inizio.


Il modellino del Mazin Emperor G appartiene alla linea Super Robot Chogokin, ma probabilmente per rimanere in scala con il Great Mazinger della stessa categoria, abbiamo come risultato una figura appena un po’ più grande del recente Soul of Chogokin Mazinger Z DC. Innanzitutto va detto che la posabilità è molto alta, grazie agli snodi ad estrazione alle caviglie, gli snodi a sfera a estrazione alle anche, alla possibilità di inclinare la vita e perfino il busto del robot. Tutto questo senza andare a scapito del metallo, di cui il modello abbonda in gambe, bacino e busto. Per le braccia viene studiato un doppio snodo per permettere loro di ruotare attorno al gomito di 90°. In sostanza metà snodo si trova nel gomito, mentre l’altra metà nell’avambraccio, ma molto ben nascosto per evitare inestetismi. Per piegare il gomito al suo massimo basta allineare i due snodi e quindi ruotare. Le giunzioni a sfera alle anche invece una volta estratte (una soluzione alternativa al famoso “cambio di mutande” dei DC) permettono alle cosce di ruotare di 70° in avanti. Anche il ginocchio ha un sistema di rotazione che arriva ai 120°. Nella confezione sono presenti diversi set di mani per replicare varie pose o colpi speciali. Ovviamente il pugno chiuso per il Great Smasher Punch, oppure le mani con le dita allargate che possono essere utilizzate sia per il Rust Typhoon che per il Great Blaster (il famoso raggio termico che parte dalla V sul petto). In questo caso va segnalato che l’elemento a forma di V può essere rimosso e sostituito da uno simile ma che sta già emettendo raggi di calore. Immancabile poi una mano destra con dito indice alzato per richiamare i fulmini e lanciare il Thunderbolt Breaker. Nel videogioco compaiono anche le Emperor Blade, che il robot fa fuoriuscire dalle gambe come avveniva per il vecchio Great, ma stranamente non sono state incluse nella confezione. Ci sono ancora però altri due componenti di cui parlare. Il primo è lo Scrander a forma di mantello chiamato Emperor Aureole, formato da sei lembi che possono spostarsi a destra e a sinistra. Questi lembi sono attaccati tre a destra e tre a sinistra di una struttura che può ruotare le due parti all’indietro, anche se non di tantissimo. Infine, quando l’Emperor si aggancia all’Aureole, facendo collidere i suoi pugni fra di loro può evocare l’Emperor Sword. Per utilizzarla però serve un accorgimento. Per garantire un grande piegamento dei polsi, l’asta che termina con uno snodo a sfera e che congiunge avambracci e mani è un pochettino più lunga del solito. Per offrire maggior presa sull’Emperor Sword e tenere le mani ben salde nella confezione sono inclusi due anelli trasparenti da inserire fra gli avambracci e le mani dedicate a reggere la spada, in modo che queste rimangano rigide e non si pieghino a causa del peso. Gli snodi alle spalle infine sono realizzate in solido metallo, per poter posizionare la spada a piacimento. Questo Super Robot Chogokin è un piccolo (ormai nemmeno più tanto piccolo) capolavoro di ingegneria con cui Bandai dimostra ancora una volta di essere leader del settore, raccogliendo la sfida di una concorrenza sempre più agguerrita. Un difetto? Sì, c’è: il Pilder è disponibile solo in posizione di agganciamento. Quale sia il suo aspetto quando vola autonomamente ci rimarrà ignoto. Inoltre nel libretto delle istruzioni vengono fatte notare le zone in cui fare attenzione con le rotazioni, pena la sverniciatura di piccole parti (tipicamente gli snodi alla vita e al busto, casualmente come nel Kaiser Sentinel?). Se l’estetica di questo robot vi aggrada, non lasciatevelo sfuggire. Poterlo esporre in tante pose diverse molto accattivanti è un plus non da poco.
« 1 di 2 »