SV-262Hs Draken III Keith Aero Windermere Custom

In Macross Delta la sindrome Var colpisce qualsiasi essere vivente facendogli perdere il controllo e conducendolo alla morte. Solo il canto del gruppo di idol Walkure sembra riuscire a placare le persone infette. A difenderle in battaglia, il plotone Delta. Ma ben presto i Cavalieri del Cielo del regno di Windermere interferiscono con le missioni delle Walkure utilizzando anche loro dei caccia trasformabili in robot. Mentre i misteri della protocultura sembrano venire scoperti, lo scontro fra i variable fighter Siegfried dell’esercito terrestre e i variable fighter Draken di Windermere diventa sempre più aperto.
Il modello qui recensito è il caccia personale di Keith Aero Windermere, l’asso del regno.

Il design dell’aereo è palesemente ispirato al modello svedese realmente esistente Saab 35 Draken. In termini tecnici si tratta di un’innovaziome molto importante perché nel mondo di Macross gli aerei con ali fisse e non variabili non sono la norma, così come gli scontri fra mezzi di una stessa categoria (unica eccezione Macross Zero). L’aspetto estetico e la colorazione del fighter sono molto curati, così come i gimmick che lo caratterizzano. Ad esempio i carrelli posteriori vengono estratti piegati in due e quindi posizionati dritti. Sotto la carlinga è possibile alloggiare un gunpod che ruota a destra e a sinistra. Infine la calotta della cabina di pilotaggio è disponibile sia in versione trasparente sia oscurata con decorazioni tipiche di Windermere. Quello che inizialmente mi ha lasciato perplesso è che osservando il modello, soprattutto la zona inferiore, si notava di come le varie parti non combaciassero perfettamente, ma sembrassero accavallarsi un po’. In genere succede quando l’acquirente ritrasforma il modello in fighter e trova delle difficoltà nel farlo. Un dettaglio del genere in un prodotto nuovo di fabbrica mi ha messo una pulce nell’orecchio, che poi si rivelerà veritiera. Ad ogni modo, seguendo le istruzioni passo a passo trasformo il fighter in gerwalk e mi trovo di fronte al primo scoglio. Nonostante sul libretto i passaggi siano abbastanza chiari, molti ganci sono ripiegati e nascosti all’interno della struttura, tanto da farmi chiedere dove siano. Ma anche una volta individuati la loro estrazione non è certo semplice, dato che sono spesso situati in parti anguste dove le unghie fanno fatica ad arrivare. Quindi meglio dotarsi di un cacciavitino e avere molta pazienza. Pazienza è anche un po’ il leitmotiv di tutto il processo di trasformazione del mecha. Un’altra caratteristica infatti sono gli arti che vanno continuamente piegati, ripiegati, allargati, ruotati e non so più quant’altro. Certo, avere braccia e spalle che formano la fusoliera del caccia è una grande innovazione ingegneristica rispetto ai modelli precedenti, un tocco di originalità che eleva verso l’alto tutto lo studio tecnico. Peccato che a un certo punto della trasformazione la sensazione è quella di avere una struttura con pezzi che si dirigono da tutte le parti. E allora ancora pazienza, controllare bene il libretto ed eseguire i piegamenti che devono essere fatti, anche se non è proprio tutto chiarissimo. Rispetto alle normali VF, la Draken si caratterizza per molte strutture che vanno allungate, accorciate o ruotate. Questo vale sia per il gerwalk che per il battroid. Ma una volta superato lo scoglio del gerwalk, dopo avere capito come funzionano i ganci per la schiena (ed essere riusciti ad agganciarli soddisfacentemente in modo che offrano abbastanza presa, cosa non scontata) ecco che ci troviamo alla fase finale dove il montaggio del busto è l’unica cosa intuitiva e il muso del caccia diventa la testa del battroid. Il robot ha di serie delle piccole mani prensili, ma sono disponibili a parte delle mani più grandi e già sagomate che riproducono al meglio le pose da battaglia. A questo punto si possono provare varie esposizioni a seconda del proprio estro personale. Viste le limitazioni di carattere tecnico non si raggiunge la posabilità di un Siegfried, ma con molta pazienza anche il Draken può dare grandi soddisfazioni. Purtroppo però la recensione non finisce qui. Mi duole fare notare che ritrasformare il battroid in fighter può essere una di quelle esperienze da farvi urlare “no, basta!”. Anche qui occorre molta pazienza. Se avete buona memoria ricordarsi cosa va dove è di grande aiuto, ma il problema più grave è quando a forza di rotazioni e piegamenti alcune parti vanno a sfregarsi. Nel libretto viene fatto notare che c’è il rischio di sverniciatura in alcuni punti, ma non si possono fare i miracoli. Bisogna solo avere pazienza e non forzare le parti che strisciano fra di loro. Se dopo avere letto tutto questo desiderate ancora un Draken, complimenti! Siete dei veri collezionisti appassionati di Macross! Per tutti gli altri il mio commento è che il modello vale, ma non così tanto da farvi venire un esaurimento nervoso. Valutate bene l’acquisto.

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