Shin Energer Z GX-47

Shin Energer Z GX-47 by Mazingetter

Dopo la parentesi del bellissimo gx-46 direttamente tratto da Super Robot Wars Bandai torna ad attingere a piene mani dai mecha della serie Shin Mazinger Shougeki! Z Hen con la produzione, dopo l’uscita targata 2008 di Energer e Iron Z, di un nuovo Energer, lo Shin Energer Z così come il robot compare facendo una fugace apparizione nel ventunesimo episodio della serie per essere rapidamente liquidato dal Mazinga Z trasformatosi in Big Bang Punch. La caratteristica più peculiare del modello è certamente la colorazione, non analoga a quella dei precedenti gx-07E ed I o a quella dell’Energer così come appare nell’episodio 20, ma ben diversa e derivante dall’arroventamento del robot quando il Conte Brocken alla sua guida mostra la sua vera identità gettando la maschera di Kenzo Kabuto con cui si era camuffato. Ci troviamo di fronte ad un modello che sinceramente ho comprato soprattutto per il prezzo stracciato a cui mi è stato proposto e per la colorazione a dir poco originale che in un certo qual senso si discosta dall’abituale piattume mazinghiano, ma non possiamo nascondere come anche questa, come quella dei vari 07E ed I, rappresenti l’ennesima operazione Bandai di chiaro riciclaggio di modelli già usciti (in questo caso del recente gx-45). Andiamo quindi ad analizzare questo ennesimo clone bandaiano……

LA SCATOLA:
E’ strutturata in modo speculare a quella del gx-45: stessa posa del robot e stesso sfondo con la testa ma disposizione invertita, e speculare è anche il retro con analoga posa e distribuzione delle foto che indicano gli accessori con disposizione destra-sinistra invertita. Nel mio esemplare è applicato sulla parte bassa della faccia posteriore l’adesivo della ditta italiana che ha gestito l’importazione diretta del modello nel nostro paese, ma di questo aspetto che ha permesso un significativo abbattimento dei prezzi, parleremo nelle note conclusive della recensione. Ovviamente le dimensioni almeno in larghezza e altezza (22 x 20 cm) non potevano essere diverse da quelle della scatola del gx-45 differendo solo in profondità, che in questo caso è di soli 6 cm data la maggior esiguità della dotazione in accessori del modello.

IL CONTENUTO:
Aprendo la scatola ci troviamo di fronte al seguente contenuto:
– il contenitore in polisitrolo dove, protetto dalla abituale bustina di plastica trasparente e bloccato da una stecchetta e due fermi in polistirolo, è alloggiato il robot.
– due blister in plastica trasparente impilati l’uno sull’altro, il primo contenente la basetta espositiva e la rampa applicabile sulla schiena del robot, il secondo contenente due avambracci, due sistemi sparanti per la simulazione del rocket punch, due avambracci adattabili a questi ultimi, due paia di mani (un paio chiuse a pugno ed un paio a dita aperte e piegate), le due moto agganciabili alla testa del robot, una pilotata da Kenzo Kabuto e l’altra pilotata da Tetsuya.
– il libretto illustrativo, semplice e minimalista come altrimenti non potrebbe essere data la semplicità del modello.

IL MODELLO:
Strutturalmente è analogo al gx-45, per cui da esso non differisce ne’ in altezza (16 cm) ne’ in peso (340 grammi). Le uniche parti in plastica sono piedi, avambracci e testa, tutto il resto è di metallo. La posabilità, come per il gx-45, è a livelli estremi: le caviglie, estraibili, hanno ampissime escursioni e le ginocchia, a scatto, si flettono oltre i 90 gradi consentendo pose in ginocchio. Il sistema articolare delle anche ha la struttura ormai sdoganata da Bandai col precedente Mazinga Z e che prossimamente rivedremo nel gx-51 Getter Dragon ed è costituito da due snodi a sfera in parte abbassabili così da assicurare ampi movimenti laterali e grosse escursioni in ogni direzione. L’addome ruota rispetto al bacino ed il torace si flette sull’addome oltre ad avere movimenti di basculamento laterale. Le spalle, a scatto, hanno totale libertà di movimento ed i gomiti, ad attacco calamitato, si flettono oltre i 90 gradi. A differenza del gx-45 che presentava nella eccessiva lassità in rotazione degli avambracci sulle braccia uno dei difetti principali, nel mio esemplare di Energer non ho rilevato tale difetto e l’articolazione ha presentato una tenuta sufficiente. Belli i polsi, ben snodati e tali da permettere ampi movimenti di flessione ed estensione. La testa si flette ed estende ampiamente e ruota liberamente a 360 gradi. La verniciatura del modello rappresenta in verità il suo reale punto di forza. Inizialmente mi ha lasciato interdetto ma con il tempo, una volta che l’occhio si è abituato e dopo aver visto i relativi episodi dell’anime, devo ammettere che ha finito per piacermi sempre di più. Le foto in realtà non rendono ragione alla sua bellezza, apprezzabile solamente osservando il modello dal vivo. Il rosso scuro metallizzato di gambe, avambracci, bacino e torace, si accosta perfettamente al viola delle piastre pettorali e al colore di addome, cosce e braccia, una via di mezzo tra un grigio antracite ed un nero brunito metallizzato. In questo insieme di colri risulta azzeccato anche il giallo degli occhi e degli inserti sulla testa. Nel mio esemplare non ho notato difetti particolari di verniciatura se non la presenza di piccoli segni di distacco dalle sprue sul margine inferiore della faccia posteriore dei piedi. Le miniature, data la esiguità di dimensioni sono tutto sommato ben realizzate anche se, volendo fare i pignoli, solo quella di Kenzo Kabuto ha senso dal momento che nell’anime Tetsuya non monta mai a bordo di un Energer con questi colori ma bensì con i colori classici (quelli dello 07E tanto per intenderci). Il set di accessori è relativamente scarno,
rocket punches a parte abbiamo appena un paio di mani e niente più. Certo è che la fugace
apparizione del robot nell’anime non aiuta sicuramente a dotarlo di chissà quale equipaggiamento… Anche la basetta è chiaramente riciclata, presenta infatti centralmente l’incavo per l’applicazione del sostegno per le pose di volo del gx-45.

IN CONCLUSIONE:
Nauseati dall’ondata di Mazinga Z Bandai che ci sta sommergendo potremmo essere tentati di rinunciare a questo gx-47. Eppure vi dico che tra l’Energer e i vari gx-45, 45a e 49 forse è proprio questo il modello a cui non rinunciare, sia per la colorazione che se non altro si differenzia dal resto dei mille Mazinga che affollano le vetrine di gran parte dei collezionisti di questo settore, sia per il prezzo contenuto a cui il modello è reperibile. Come accennato in apertura infatti una ditta italiana ha curato personalmente l’importazione diretta di un numero limitato di questi modelli con conseguente abbattimento dei prezzi e lo stesso ha fatto con il gx-49 e, a distanza di alcuni mesi dalla sua uscita, con il gx-45. Questa è l’unica differenza tra i gx-47 “griffati” dall’adesivo di questa ditta (come il mio) ed il resto dei gx-47. Non fatevi fregare da chi vende a prezzo maggiorato i suoi gx-47 sbandierando la miglior qualità dei pezzi che non abbiano avuto un’importazione diretta o cercando di infinocchiarvi con vaneggiamenti su fantomatici Energer “europei”, è l’ennesimo tentativo degli ineffabili venditori italioti di spillare soldi ai pollastroni di turno. Per cui fidatevi tranquillamente di chi il modello lo vende entro i 50 euro di prezzo, alla recente fiera di Lucca infatti era tranquillamente reperibile anche al di sotto di quella cifra. Io l’ho pagato spedizione inclusa 40euro e c’è chi ha speso anche meno, da ciò fatevi due conti in tasca e vedete quanto vi va di spendere, ma non fate assolutamente pazzie, mi raccomando. Un caloroso saluto da Stefano, ci
rivediamo presto su queste pagine per le prossime recensioni.

Mazingetter
(le foto sono state realizzate dall’autore dell’ articolo).