Editoriale – News

 

Era il lontano 28 maggio 2003 quando l’amico Fabio Novello registrava per la prima volta il sito www.japanrobot.it. All’epoca l’uso di internet per gli appassionati di collezionismo robotico era una vera e propria manna dal cielo.  Avere informazioni immediate sulla qualità di ciò che si andava a comprare e consigli sui prezzi consigliabili degli oggetti dei nostri desideri rappresentavano, in un’epoca assolutamente pionieristica per questo tipo di hobbby almeno in Italia, informazioni di una preziosità inimmaginabile.

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Caro chogokin ti scrivo. Arcadia e Megahouse seguono la scia.
Arcadia nasce dalle ceneri di Yamato Toys e ne rileva anche le licenze. In realtà anche se Yamato ha prodotto molto altro è rimasta famosa soprattutto per le valkyrie di Macross in scala 1/60. Arcadia riparte dove si era fermata la ditta precedente, innanzitutto ristampando pezzi molto desiderati ed esauriti. La serie su cui è più attiva è Macross Zero di cui realizza modelli nuovi e concepisce nuove versioni migliorate di VF già uscite. Ma come sapete qui si parla di prezzi a confronto e Arcadia decide fin da subito di fare pagare caro e salato ciò che produce

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Caro chogokin ti scrivo. Sentinel e il cambio di marcia.
Fra tutte le ditte produttrici di modelli robotici, Sentinel (acronimo per “forgiata con migliaia di valori”) è forse la più recente. In realtà la sua fondazione risale al 2009, quindi piuttosto si può più correttamente dire che si è fatta notare in tempi recenti, grazie anche alla grande varietà di linee messe in campo. La più importante è la Riobot (laggasi “raiobot”, ebbene sì) che esordisce nel 2011 con il Delphine di Break Blade, un modello scarsamente noto in Italia e che quindi in pochi hanno degnato d’attenzione. Ma in quella fase Sentinel produceva più che altro action figure.

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Caro chogokin ti scrivo. Bandai ladra?
Premessa: i prezzi di riferimento sono quelli di listino in yen (la situazione italiana è troppo disomogenea per essere presa in esame) senza iva giapponese (perché teoricamente non dovrebbe venire applicata a chi compra dall’estero, che paga invece le tasse doganali).
Poi tenete conto che nei recenti anni ci sono stati sbalzi di cambio non indifferenti, per cui meglio attenersi alla situazione giapponese. In questi ultimi mesi si è parlato molto di come i prezzi dei nostri modellini siano aumentati impennandosi, indicando come pietra dello scandalo il Golion/Voltron di Bandai venduto a 30000 yen. 

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Caro chogokin ti scrivo. Il futuro di Fewture.
Premessa: in questi articoli non discuterò delle case che sono fallite o che hanno smesso di produrre gokin. Non hanno saputo rimanere nel mercato e ciò è già di per sè una risposta.
Ma parliamo di Art Storm / Fewture. O meglio, parliamo di Taku Sato, noto anche come Robo-Shi (Professor Robot), un nickname che si guadagnò nel 1993 per via della qualità dei suoi garage kit.

 

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